LA VIOLENZA ALLE DONNE. Altro che civiltà globale. l’Italia è ancora un Paese fortemente feudale e maschilista
Tarda a morire il pensiero di genere unico della donna oggetto
Con grande ottimismo, in tanti hanno pensato all’Italia come un Paese simbolo di grande progresso umano e di intelligente protagonista della civiltà globale.
Purtroppo, si è sognato ad occhi aperti.
Non è per niente così; tarda a morire l’immagine tribale della donna oggetto, così come vista nel mondo feudale italiano.
Tanti sono gli uomini italiani che, forti del loro genere si sentono padroni assoluti delle donne, soprattutto nel ruolo di mogli sottomesse.
Hanno in questo ruolo una funzione assolutamente marginale; non contano niente e debbono sottostare al volere del maschio-padrone che le tiene sottomesse a suo piacimento, schiavizzandole.
E così le famiglie italiane, anche le giovani famiglie italiane, sempre più spesso, si trasformano in tristi scenari di violenza e di morte.
Vittima è, purtroppo, sempre e solo la donna, alla quale con frequenza crescente, viene negato anche il semplice diritto alla vita.
Il fenomeno delle donne violentemente uccise è, purtroppo, un fenomeno che a ritmo costante è fortemente in crescita; un fenomeno italiano sempre più frequente.
L’uomo italiano, tornando indietro nel tempo, per follia e diritto naturale, da padrone assoluto, ammazza la propria moglie; preso da un raptus violento, spesso presenti i propri figli, a volte piccolissimi, senza pensare al suo ruolo di assassino, arma le sue mani omicide ed ammazza la donna compagna di vita, che per lunghi anni gli è stata a fianco, condividendone tutto del proprio rapporto di coppia.
Che succede alla società italiana? Quale male oscuro si è mai impossessato satanicamente della coscienza degli uomini italiani che per gelosia o altro, decidono di ammazzare la propria moglie, la propria compagna e/o donne che hanno la sola colpa di essere donne che l’uomo-padrone decide follemente di eliminare?
Non è possibile tollerare più oltre infami gesti di genere che si ritorcono violentemente contro le donne, a cui tra l’altro, viene negato dal maschio padrone, anche il più elementare diritto; il diritto alla vita.
Non è possibile che un Paese come il nostro, sempre pronto all’uso della toppa perbenistica con cui coprire tutto, possa pensare di poter sopportare più a lungo la mattanza delle donne uccise perché donne.
La violenza alle donne negli ambiti familiari, sulle strade, nei giardini, nei posti di lavoro deve assolutamente cessare.
Se non vogliamo perdere la faccia e la dignità di civiltà del rispetto umano, dobbiamo e da subito, porre la parola fine alla violenza alle donne, una violenza gratuita e fortemente degradante per la persona che la subisce e per chi diabolicamente la mette in atto.
La nostra società, ormai lontana dall’etica e dal valore dell’essere, si va compiacendo sempre più di vivere del solo apparire e di tutto quanto è fortemente legato alla quotidianità invadente ed assordante di un vivere la propria vita, secondo simboli e falsi valori finalizzati ad influenzare il comportamento umano, svuotandone il rapporto con la gente e nello stesso ambito intimo-familiare del rispetto per l’altro in quanto uomo, senza far inopportunamente pesare la differenza di genere.
Tutto è materializzato nella dimensione di un apparire che domina la scena; tutto è oggettualizzato al piacere dell’attimo fuggente; tutto è pensato come naturalmente lecito anche se trattasi di cose illecite ed assolutamente proibite.
La donna è, purtroppo, l’anello terminale e del tutto secondario di un sistema di potere maschile che si rifiuta di agire condividendo il rapporto di coppia; l’uomo-padrone pensa egoisticamente solo a se stesso, al piacere-godimento che gli deve, in modo assolutistico e padronale, venire dal mondo femminile, un mondo in cui la vita non conta niente e che può anche essere eliminata quando lo decide diabolicamente il maschio padrone.
Così proprio non va! Bisogna dire con forza, basta, basta, basta.
Nessuno può mai negare alla donna il diritto alla vita, un diritto sacro ed inviolabile.
A nessuno uomo deve essere più consentito di violare l’universo femminile, estremizzandone il comportamento fino a diventare, da compagno di vita, protagonista di morte.
Sono troppe, ma veramente troppe le cronache di morte femminile per mano di uomini che tali non sono, in quanto agiscono tradendo il valore della vita e comportandosi da belve feroci non disposte a far vivere la propria preda.
Sono tante le cronache italiane delle morti violenti; di donne vittime innocenti della furia omicida del maschio padrone.
Ormai non è più possibile fare finta di niente; occorre assolutamente una tolleranza zero.
Occorre, come stato democratico sovranamente civile, difendere la vita delle donne, messa a rischio non solo dalla follia omicida del maschio padrone, ma anche da stereotipi che ancora ne fanno un essere inferiore; un simbolo di umanità oggettualizzata di cui, come cosa scomoda, o semplicemente non più gradita, l’uomo può, a suo piacimento, anche liberarsene, ammazzandola.
Prima di tutto la donna va difesa e liberata dall’infame offesa della violenza sessuale gratuita.
Il nostro Paese, è, purtroppo, un Paese sempre meno sicuro; non è garantita di notte e di giorno, la libertà di movimento a nessuno e tanto meno alle donne.
Dietro l’angolo di ogni dove, città o campagna che sia, c’è il rischio di tutto; si può essere scippati; si può essere malmenati o uccisi; si può essere bestialmente violentati.
La donna è la grande vittima degli scenari di violenza sempre più folle ormai parte del nostro vivere quotidiano.
Perché questo? Perché tanto degrado umano? È soprattutto una conseguenza del falso principio che tutto si può; che tutto è tollerato.
Siamo, purtroppo, il Paese dalle regole sempre più inosservate.
Siamo il Paese della massima tolleranza.
Violenza, sesso, sfruttamento minorile, un tempo lontano da noi, oggi umanamente ci appartengono e tanto.
Sono parte di una miscela esplosiva che, giorno dopo giorno, sta avvelenando la nostra ormai compromessa società dove anche il modello comportamentale del singolo è influenzato dal sistema di garanzia per chi agisce contro le regole del vivere civile e pensa di poter fare tutto quello che vuole in quanto siamo un Paese dalla tolleranza illimitata e ciecamente disposti a mettere da parte le regole, deviando e facendo violenza agli altri (soprattutto alle donne).
Dobbiamo smettere l’uso-abuso della donna oggetto, della donna sesso, così come appare da una certa pubblicistica consumistica che fa tanto male all’immagine femminile e diventa spesso il pretesto maschile per fare di tutto e di più, arrivando al diabolico convincimento che è assolutamente naturale fare violenza alla donna e che è altrettanto naturale la loro eliminazione di oggetto scomodo ed inopportuno per la normalità maschile disturbata da presenze a volte inutili e fastidiose.
C’è da liberarsi di questi stereotipi inopportuni, disumani e quindi dannosi alla condizione femminile, una condizione di civiltà e di progresso, patrimonio di tutti, uomini compresi.
Che fare? Osare attraverso il pensiero, attraverso le idee; dove c’è il pensiero dominante, dove osano le idee è assolutamente più facile contenere i fatti di violenza contro le donne; sono fatti gravi, un’offesa all’umanità nel suo insieme per la quale è assolutamente deviante la falsa distinzione di genere con la pretesa dell’uomo padre-padrone di poter disporre anche del diritto della vita delle donne e più da vicino, della vita della propria donna.
La cronaca italiana è ricca di fatti di violenza alle donne; molti di questi, soprattutto in ambito familiare, restano fatti sconosciuti ai più e sepolti nel sacro mistero italiano del meglio non sapere.
Comunque è oggi crollato il muro dell’omertà maschile; di violenza alle donne se ne parla sempre più.
La gente per le tante offese e violenze alle donne è indignata al massimo; da tanti è considerata un’emergenza italiana da cui si deve necessariamente uscire al più presto.
È un fatto di cultura, di umanità, di rispetto profondo dell’altro; un rispetto che si deve alle donne, in quanto esseri umani.
Non si può essere indifferenti di fronte agli episodi di violenza e di chi infierisce contro le donne, in modo disumano e contro natura, in nome di una presunta e sempre più assoluta superiorità maschile.
Come far finta di niente per il recente episodio di quella donna sfigurata con l’acido versatole addosso? Come tollerare dinamiche aggressive che segnano il clima di violenza contro l’altro (donna) assolutamente ingiustificabile?
Bisogna agire e reagire con forza contro il clima di violenza alle donne che si respira nel nostro Paese. Bisogna dare le giuste e convincenti risposte; bisogna passare dall’indifferenza, alla tolleranza zero.
I reati contro le donne del nostro Paese gridano vendetta; dobbiamo agire, facendo severamente pagare ai carnefici che agiscono ed organizzano spedizioni punitive, sicuri di poter godere dell’immunità perpetua; basta la tolleranza perbenistica di un Paese abituato ad estraniarsi dai fatti degli altri, dicendo sempre più spesso “non sono fatti miei”.
Dalle storie infinite senza colpire i responsabili, perché mai decifrate fino in fondo, bisogna venirne assolutamente fuori; è più che mai urgente, per evitare che il fenomeno cresca e coinvolga sempre nuove vittime, responsabili, unicamente, di essere donne.
Sono tanti gli episodi di donne ammazzate, violentate, sfregiate, senza il nome del colpevole.
Basta con questa mattanza impunita; è una vera vergogna italiana.
I casi italiani di donne vittime di una assolutamente ingiustificata violenza maschile sono tanti, sono sempre più numerosi e gravi.
Si colpisce ovunque; perfino in casa, uomini incappucciati, consumano la loro vendetta omofoba.
Perché tanta violenza? Perché, siamo di fronte ad un fenomeno sempre più diffuso che colpisce il cuore della femminilità?
Purtroppo l’eco mediatico è assolutamente un cattivo maestro; c’è tanta emulazione negli atti di persone che replicano con comportamenti ed azioni violenti, facendo tanto, tanto male alle donne.
Da noi è un fenomeno grave, assolutamente ingiustificato ed ingiustificabile.
Lo è per tutti ed in tutte le diverse realtà umane della Terra dove, donne pachistane, indiane, afgane, vittime dei loro uomini aguzzini, ex fidanzati, ex amanti, ex mariti, ne devastano in modo irrimediabile il corpo, per colpire al cuore la loro femminilità.
Ma perché questo succede sempre più in Oriente ed anche nel nostro stesso Paese, dove non ci sono miscele umanamente esplosive di fanatismo e di fondamentalismo barbaro e disumano che spinge l’uomo a colpire le donne, eliminandole o segnandole in modo atrocemente incontrovertibile, per tutta la vita, distruggendone il volto o parti del corpo?
Anche nel nostro Paese siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno sempre più diffuso; gli episodi delle donne ammazzate, violentate, sfregiate sono sempre più numerosi.
Un delirio maschile di vendetta contro la donna assolutamente ingiustificabile.
Una mattanza assurda a cui bisogna porre fine; per questo la legge e da subito, deve fare presto e bene la sua parte.
Bisogna nel contempo evitare che gravi fatti di cronaca, diventino provocatoriamente occasioni di possibili fenomeni di emulazione per tanti; una molla scatenante per mettere in atto il proprio terrificante delirio di vendetta.
Dobbiamo, da Paese civile, se non vogliamo diventare simbolo di un feudalismo attivo anche nel terzo millennio della civiltà umanamente universale, fermare la violenza contro le donne ed agire, come si conviene, nel rispetto di genere, senza falsi pregiudizi e/o ancora peggio senza false ostilità distruttive verso le donne, solo perché donne, viste come oggetto usato ed abusato dal comportamento di uomini padri-padroni anche del loro nobile destino di esseri umani, a volte anche superiori, naturalmente più fragili e più deboli rispetto al cosiddetto sesso forte, ma sempre più assolutamente scemo ed umanamente imbecille.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
