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Condannato a due anni Pietro Bottiglieri, l'autista che travolse la studentessa Francesca Bilotti all'Unisa

11012017 francesca bilotti
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Pubblicato il 11/01/2017

I giudici della Corte d’Appello di Salerno hanno condannato a due anni Pietro Bottiglieri, l’autista del bus che la mattina del 24 novembre del 2014 travolse e uccise nel Terminal Bus dell’Università degli Studi di Fisciano la studentessa 23enne originaria di Giffoni Valle Piana Francesca Bilotti.

Dai 4 anni e 8 mesi del primo grado (rito abbreviato presso il Tribunale di Nocera Inferiore) si è passati ai due anni di reclusione (patente sospesa) inflitti dai giudici della Corte d’Appello di Salerno (presidente Francesco Verdoliva). E’ quanto aveva chiesto nella sua requisitoria il sostituto procuratore generale Renato Martuscelli nella tarda mattinata di ieri. Anzi, nella richiesta dei due anni reclusione la pubblica accusa- che ha spiegato che quel delitto è da classificare «colposa e non dolosa»- ha “diviso”le responsabilità per quel tragico sinistro rimarcando «come la vittima avesse concorso all’incidente» non condividendo quindi la sentenza emessa dai giudici di Nocera Inferiore per l’autista Bottiglieri, per il quale erano stati inflitti quasi 5 anni di reclusione.


Ieri in Tribunale era presente la madre di Francesca Bilotti, Mariateresa, che ha fatto recapitare – tramite il difensore – una lettera di sfogo al giudici senza mai entrare in aula.

L’autista della Sita, Bottiglieri – assistito dall’avvocato Felice Lentini – si è sempre difeso spiegando di non aver visto la ragazza dietro il bus che guidava. La madre di Francesca a Il Mattino spiega il contenuto della lettera ai giudici: “«Nella lettera che ho scritto al giudice racconto come si sente una mamma, cosa prova rispetto ad un atteggiamento di totale disinteresse. Non c’è mai stato nessun confronto con me o con mio marito. Mai uno sguardo di cedimento. Al contrario un comportamento freddo che non riesco a decifrare.

Stamattina, in udienza non l’ho visto felice, ma neanche sconvolto. Invece noi non ci tranquillizzeremo mai, perché ci ha tolto tutto. Non solo ci è stata strappata nostra figlia, ma è stata tolta una sorella ad un fratello, una madre ad un figlio ed una moglie ad un marito. È cambiato tutto. Tutti gli equilibri sono crollati. Eravamo una famiglia felice, piena di amici e di progetti. Francesca era una figlia bellissima, solare, gioiosa. Non stringeva la mano, perché ti avvolgeva con un abbraccio. Ora è rimasta una casa vuota». [Fonte SalernoNotizie.it]

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Fonte: salernonotizie.it

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