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“ANTUNZMASK”, ecco il nuovo album omonimo del cantautore cilentano punk lo-fi

20032017 Antunzmask psych
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Pubblicato il 20/03/2017

Dopo gli album “Zero programmi in questione” (2012) e “Al mostro” (2013) e l’EP “Canzoni DetESTATE” (2014) torna sulla scena Antunzmask con un nuovo album omonimo, ancora una volta autoprodotto, in nome del lo-fi più viscerale.

«A differenza di “Al mostro”, che registrai in garage, “Antunzmask” è stato registrato all'ultimo piano di casa mia, nel mio studiolo, quindi il suono è cambiato nettamente. Ha influito anche l'ambiente. È da quando avevo 14 anni che registro lassù: le mura della mansarda penso che avranno ascoltato migliaia di canzoni, prove, demo, urla, litigate»

Antunzmask (nome d’arte dietro cui si cela Antonio Russo) è un cantautore punk lo-fi postmoderno, in bilico fra le allucinazioni psichedeliche di Syd Barrett e la ruvidezza dei Nirvana, fra le ballad malinconiche di Francesco De Gregori e la sfrontatezza dello stoner.

«Il disco è un insieme di tutta la mia esperienza musicale, sia come musicista che come ascoltatore. È un album caleidoscopico: si apre nella maniera più rumorosa possibile per poi placarsi ed infine precipitare nel vuoto più assoluto»

Emblematici i suoi live, dove anche i brani più delicati si trasformano in deliri rumoristici, con il suo nuovo album Antunzmask sottolinea quanto già realizzato nei lavori precedenti andando a massimizzare la sua verve su tutti i livelli: le distorsioni già presenti nel passato si fanno più corpose, i brani lisergici si dilatano, la sperimentazione si fa più massiva con la realizzazione di brani cangianti che riescono a far convivere il cantautorato classico con il punk.

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«Nei primi due brani dell’album, “Buongiorno obbligatoriamente” e “Don Squaglio”, l'influenza grunge e stoner è scontata. “Puro” e “Maryyy” sono due ballate lisergiche mentre “E l’ora sia” è una chiarissima ballata folk che richiama appunto le mie origini acustiche. Brani come “Forse uno sfogo” e “Ponda Ponda” non so neanche io che genere considerarli, ma non mi piace dare un genere specifico ai pezzi in generale. Sono pezzi miei? Quindi sono pezzi alla Antunzmask: afangul».

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