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IL FUTURO DELLA TERRA Identità umane e culturali sempre più ravvicinate

Sarà l’atteso inizio di un mondo umanamente nuovo?

17022017 vita urbana
Credits Foto pixabay.com
Pubblicato il 17/02/2017
foto autoredi | Blog

La cultura può favorire l’incontro delle diversità umane, in accelerato cammino verso mondi prima sconosciuti.

Siamo all’inizio di nuove identità umane mutanti e di un meticciato di identità multiculturale che nel confronto diretto con gli altri, soprattutto da Noi ci riportano a riscoprire le nostre identità locali con la loro storia e la loro memoria, una grande risorsa, da tempo dimenticata; una risorsa da tempo cancellata per l’indifferenza dell’uomo nei confronti del suo passato, vicino o lontano che sia.

Le realtà sociali, un tempo lontane e sempre più indifferenti al mondo, oggi sono sempre più vicine; sono sempre più parte di Noi, per cui è un grave errore, fare finta che non esistano o che possiamo sentircene con indifferenza, assolutamente estranei.

Non è così! Non è assolutamente così! Chi pensa di assumere un tale comportamento di assoluta estraneità, non solo sbaglia nei confronti degli altri, ma sbaglia e non poco, soprattutto, nei confronti di se stesso; di un se stesso che si rifiuta di capire il nuovo umano che avanza e si nega alla saggia condivisione dell’IO/NOI, un soggetto umanamente nuovo per il futuro dell’insieme umano che, richiede al mondo dei saggi e dei giusti della Terra una sempre maggiore condivisione.

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Tanto, anche nel cammino delle idee e del fare che, per il bene dell’Uomo del mondo, deve essere sempre più un fare condiviso.

Le diversità umane e sociali hanno una loro appartenenza ed identità in rapporto alla loro appartenenza fisico - territoriale della Terra dove sono vissute e/o vivono.

Sono diversità umane e sociali con dentro di sé caratteristiche differenti a seconda del loro essere parte dell’umano del Nord e/o del Sud del mondo.

L’una realtà geografico - umana fa la differenza rispetto all’altra. L’una, espressione di vita del Sud, ha un volto diverso rispetto all’altra se espressione di vita del Nord.

Si tratta di mondi umanamente separati, espressioni di modelli sociali diversi e tradizionalmente aperti a seconda delle diverse realtà del Nord e/o del Sud in cui da sempre si è vissuti.

Molto, nell’incontro crescente del meticciato della Terra, sta fortemente cambiando sulla scena del mondo; si tratta di cambiamenti profondi, in quanto le identità in cammino degli uni verso gli altri, sono attraversate da crisi e da forti ripensamenti, basati non tanto sull’apparire e sull’avere quanto sull’ESSERE.

Sono le espressioni di diverse umanità in cammino; trattasi di umanità che cercano di mescolarsi le une alle diversità delle altre.

Spesso, sempre più spesso, c’è un forte e condiviso impegno a camminare insieme; mentre da una parte succede questo, molto positivamente per il futuro umano del mondo, dall’altra cresce l’incomprensione, la diffidenza, l’indifferenza ed il rifiuto a camminare insieme per un mondo umano, saggiamente nuovo. Si tratta di una parte del mondo fortemente impantanata, ostinata contro l’altro dove vengono costruiti muri da parte di chi ancora pensa di tenere ostinatamente diviso quello che il mondo per un diverso futuro umano vuole assolutamente unito.

Che fare? Trovare le soluzioni giuste e possibili partendo proprio da Noi; partendo dalle nostre emozioni di un insieme umano universalmente condiviso, così come tra l’altro, anche per diretta esperienza personale.

Occorre riflettere su questo necessario nuovo del mondo, evitando con saggezza il pericolo di un sempre più possibile mondo ostile; un mondo a cui non interessa assolutamente niente di quel viaggio dell’anima che sa di universale, perché ne è indifferente e non ne sa capire le sagge e giuste ragioni, utili non a questo e/o a quello, ma al futuro del mondo che, come ci ha lasciato in eredità il grande sociologo-umanista Zygmunt Bauman, con il suo pensiero-testamento, ha assolutamente bisogno, per non subire un catastrofico disastro umano, di un “welfare universale”.

Tanto, per salvare il mondo in un conflitto permanente dominanti - dominati, ricchi e poveri cristi, rifiuti umani indifferenti al mondo, sempre più destinati a morire di fame.

Tutto questo non ci deve essere più oltre a dominare gli scenari del mondo. Tutto questo è assolutamente negato al mondo che ha bisogno non più del “Pinocchio, sono Io”, ma di un mondo nuovo, con un nuovo rinnovato dentro e capace di comportamenti saggi e giusti verso l’altro del mondo che chiede l’inviolabile diritto alla vita, contro il miopismo di un potere tirannico che si ostina da perdente, a profanare la dignità dell’uomo.

Per arrivare alle soluzioni umanamente sagge e giuste, occorre una forte presenza e partecipazione dei cittadini; tanto, a tutela della loro dignità di vita di quei diritti civili, per i quali vanno abbattute le barriere umane ormai senza senso ed in sé una grave profanazione dell’ESSERE e dei suoi nobili valori necessari per esorcizzare le differenze, cancellandone i privilegi non più consentiti, quando si tratta di ingiusti abusi di potere dei forti sui deboli, dei dominanti sui dominati.

L’insieme umano del nuovo mondo, con alla base un’umanità fortemente condivisa richiede al mondo l’implementazione di una democrazia vera; di una democrazia saggia e giusta con le caratteristiche di assoluta inviolabilità del singolo sul contesto di un insieme saggio e giusto di una comunanza sociale universalmente intesa, da rispettare e da garantire nel suo pieno diritto dell’ESSERE e di esprimersi in quanto insieme valoriale di uomini.

Il futuro per essere veramente futuro per l’uomo, deve essere prima di tutto, un futuro antropologico - culturale.

Tanto occorre per ridurre il più possibile i guasti di una società mediatica e relativistica, parte di un mondo gravemente a pezzi e con le caratteristiche disumanamente negative di un “nuovo senza futuro”; di un nuovo dal “futuro cancellato”.

Per rimettere insieme, questo mondo disastrato, così a pezzi com’è, occorre sapersi umanamente riferire a Bauman ed al suo “welfare universale”.

Purtroppo la storia individuale, banalizzata com’è da parte dei mass media, è, nonostante tutto, una storia assolutamente importante; una storia con in sé la saggia narrazione dell’Io che diventa comunità; che diventa comunità di un insieme solidale, nel quale, come non mai prima, oggi e nel futuro dell’uomo della Terra, l’uomo non può assolutamente fare a meno dell’altro.

Per rendere concretamente ravvicinate le diversità della Terra, con le loro identità umane e culturali, un patrimonio del futuro dell’umanità assolutamente da salvare, occorre avere dentro quella forza che può venire in aiuto all’uomo, se in sé ha prima di tutto, la caratteristica dell’utopia; dell’utopia costruttiva che dobbiamo imparare a coltivare ed a fare nostra, come parte della nostra personalità, prima ancora che parte del nostro pensiero.

Dobbiamo saper sognare per poi essere attivamente uomini del fare, sostenuti dalle sagge idee del fare.

L’utopia costruttiva per i saggi uomini della Terra è una grande risorsa umana da utilizzare al fine di cambiare il mondo, rendendolo più umano e più giusto.

Si tratta di una risorsa con in sé le caratteristiche di una vera e propria leva per un mondo nuovo; tanto, anche nel difficile e complesso mondo globale di oggi, dove confusamente si cerca il nuovo del mondo, pensando, tra l’altro, di unire tutto ciò che è disumanamente diviso, con un mondo d’insieme delle diversità che anche se non condivise, sono sempre più concretamente vicine le une alle altre.

Siamo ad un mondo di popoli in cammino, con la speranza nel cuore che l’Io dell’uomo della Terra diventi Noi; tanto, per una Terra-Stato con protagonista di umanità una Società-Mondo, assolutamente necessaria al fine di evitare una catastrofe umanitaria, con l’uomo disumanamente perdente, a grave rischio estinzione e con la Terra ammalata di uomo che si prende la rivincita di natura rigeneratrice, lasciando all’uomo solo le macerie di un se stesso senz’anima, gravemente responsabile del proprio futuro negato, un evento questo gravemente catastrofico che va assolutamente fermato con la forza dell’ancora viva saggezza umana, un prezioso patrimonio dei pochi che non vogliono assolutamente morire di UOMO, carnefice disumano di altri uomini e della Terra, sempre più gravemente ammalata di Uomo e con i tanti in gravi e crescenti condizioni di marginalità e di solitudine che da “esclusi, da “ultimi”, con il loro protagonismo del niente, sono figure umane evanescenti. Tanto, al centro di un niente esistenziale, con alla base una grave ed inaudita violenza che, purtroppo, mal si concilia con le attese di un mondo umanamente nuovo, assolutamente necessario, con il futuro della Terra vissuta dall’uomo saggio come percorso obbligato, con le identità umane e culturali, sempre più ravvicinate per un mondo nuovo, con l’Uomo rigenerato dentro, attento al futuro umanamente condiviso, come saggia ed obbligata via per salvare il futuro del mondo.

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