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IL DIBATTITO DELLE IDEE. LA SAGGEZZA DEL SAPER ESSERE CAPIRE OGGI QUEL CHE SARA' DOMANI

“La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé” - Oscar Wilde

12022018 uomo pensiero
Credits Foto pixabay.com
Pubblicato il 12/02/2018
foto autoredi | Blog

Nel tempo in cui viviamo, tutto finalizzato all’avere-apparire, c’è una sempre più diffusa indifferenza per la saggezza del saper essere, messa da parte e/o del tutta cancellata da un saper fare sempre più spesso deviato, al centro dell’uomo del nostro triste e disumano tempo.

Tanto, con il grave danno della poco saggia cancellazione della centralità dell’Uomo, fonte insostituibile del saper essere, una risorsa umana che da sempre ha garantito all’Uomo della Terra, il Futuro del Mondo.

La prima risorsa identitaria del saper essere è la conoscenza di se stesso; serve per crescere umanamente e per, altrettanto saggiamente conoscere gli altri della Terra, una risorsa umana d’insieme che ci garantisce il Futuro. Che garantisce l’Uomo, individualmente preso e nel suo insieme umano- sociale al Futuro possibile che diversamente, facendosi un male da morire e facendo un male all’insieme umano, in modo tragicamente grave, diventa Futuro negato; diventa un Futuro cancellato, da umanità dismessa.

Il Mondo, così come ci insegna la storia dell’Uomo e del suo pensiero, con i valori universalmente intesi dell’ESSERE, è prima di tutto ESSERE IN DIVENIRE.

Senza l’ESSERE, senza la centralità dell’Uomo, forte della saggezza dell’ESSERE, il saper fare da “re nudo” crea solo condizioni disumane da Futuro negato, con l’Uomo suddito del potere unico di un avere-apparire che si impossessa disumanamente del Nulla esistenziale, causando gravi danni alla vita umana ed alla centralità dell’UOMO dell’ESSERE IN DIVENIRE.

L’Uomo deve avere come obiettivo primario la conoscenza di sé stesso; è un obiettivo di rilevante importanza e sempre più necessario per la Centralità universale dell’Uomo del Mondo.

Alla base della conoscenza di sé stesso, c’è prima di tutto e soprattutto, la verità-certezza di una saggia corrispondenza fra la natura del proprio essere se stesso e quella del Mondo.

Una corrispondenza di rilevante significatività che dà le giuste certezze conoscitive del proprio se stesso, una grande ed insostituibile risorsa per la centralità dell’Uomo nella sua dimensione valoriale UOMO-MONDO.

Dalla saggezza del saper ESSERE, parte una saggia iniziazione della conoscenza, insostituibile risorsa per l’Uomo che, ieri come oggi ed in prospettive future, come domani, pensa alla sua centralità per un Mondo umanamente possibile e bello da vivere.

Mancando l’iniziazione della conoscenza, a partire dal presente, come sta sempre più succedendo oggi, l’Uomo diventa centrale al solo saper fare che lo porta diritto diritto ad un inarrestabile “nulla esistenziale”, momento finale dell’avere-apparire, il grande dominus del nostro tempo, tristemente ammalato del Nulla di un’umanità sempre più senza speranza.

Perché cresce diffusamente nel Mondo la crisi della saggezza del saper essere?

Prima di tutto, per la crisi dei suoi inevitabili presupposti fondamentali e per le sue profonde radici di un’appartenenza valoriale sempre più cancellata.

Non siamo, purtroppo, come Italia, Europa, Occidente e Mondo, in quel Mondo umanamente magico che era l’Epoca Classica (499-323 a.C.), un periodo straordinario per la centralità dell’Uomo nella storia dell’umanità che, per essere Storia virtuosa, necessita, come sempre, prima di tutto, della saggezza dell’Uomo.

Erano tempi, pietra miliare che, come nel passato servono al presente, essendo un importante confine nella storia del pensiero e quindi dell’umanità di tutti i tempi che, nel saggio insieme passato - presente e quindi inevitabilmente nel Futuro, ha bisogno della saggezza del saper essere, responsabilmente consapevole del proprio non sapere, risorsa umanamente incessante nella ricerca della conoscenza di tutti i tempi.

L’Uomo per essere centrale, deve essere Uomo con in sé i valori dell’ESSERE IN DIVENIRE; tanto, per evitarne la tragica alternativa del “non ESSERE”, con in sé il NULLA ESISTENZIALE.

È importante e necessaria la centralità dell’Uomo in quanto ESSERE; è una necessità per il protagonismo di un Umanesimo che è servito, serve e servirà al Futuro dell’Uomo della Terra.

Occorre questa dimensione umana e questa saggezza, per scrivere insieme, nello spirito di un Nuovo Umanesimo e di una conoscenza che non è solo quella tecnologico-digitale dei nostri giorni che tanto incide nella vita quotidiana dell’Uomo della Terra, evitando di svuotare tristemente l’ESSERE ed i suoi valori per regalare una materialità senz’anima. Per soddisfare gli egoismi umani di un dannato avere-apparire, già nel passato indifferente al saggio SOCRATE che, nel mezzo del mercato di Atene gridò la sua rabbia contro le cose senz’anima dicendo “Quante cose di cui non ho bisogno”. Grande Socrate! Grande umanità dell’ESSERE! Grande umanità dei saperi dell’ESSERE che serve, come non mai prima, alla centralità dell’Uomo del nostro tempo che, per salvarsi dalla catastrofe, deve cercare di incamminarsi per la strada - risorsa, per un Futuro italiano e del Mondo, che si chiama NUOVO UMANESIMO.

Come SOCRATE, anch’Io guardando le tante cose inutili del Mondo, vado gridando al nostro disumano Mondo “Quante cose di cui non ho bisogno”.

Tanto, è necessario per restituire all’umanità della Terra i valori dell’ESSERE IN DIVENIRE, riducendone le sempre più invadenti e rovinose caratteristiche, il simbolo di un avere-apparire sempre più sintetizzato nel binomio produzione-consumo, l’anima perversa, senza umanità che sta distruggendo il Futuro del Mondo, spingendolo sempre più, nel buio profondo di un oscurantismo umano e valoriale che appartiene al Mondo e ci appartiene sempre più.

Bisogna assolutamente cambiare! Tanto, per non morire! Tanto, per non perdere la saggia strada che, per essere strada del Futuro, deve essere lastricata di una saggia umanità in cammino; di umanità con alla base, i protagonisti del dialogo e della conoscenza, in uno con la memoria e con le origini legate alla Terra, assolutamente necessarie per tracciare saggiamente il Futuro dell’umanità. Un Futuro dell’umanità con al centro l’Uomo in quanto ESSERE in divenire, alternativo al Nulla del Non Essere, causa di tanto male al vivere umano, gravemente ammorbato dagli egoismi di un avere-apparire, sempre più al centro del Mondo, con gravi danni soprattutto per i deboli della Terra, costretti a morire di diritti negati, primo dei quali il cibo, pane della vita, che dovrebbe essere garantito a tutta l’umanità.

Purtroppo, così non è! Nell’indifferenza di chi ha e spreca, in tantissimi angoli ella Terra, muore di fame, un male terribile, disumanamente in crescita anche nella civiltà globale del Terzo Millennio, dove e sempre più, l’uomo muore di uomo, con la Terra intristita e sempre più sofferente, maltrattata da morire, che muore altrettanto tristemente di Uomo.

Che Mondo! Che Mondo sempre più dal Futuro disumanamente negato!

Nel Mondo che si divinizza la materialità come unico interesse umano, siamo ad un’emergenza che si stabilizza con un continuum da stato emergenziale che fa tanto male all’Uomo della Terra, rendendone fragili le condizioni di vita, ridotta sempre più a non vita; ridotta sempre più a vita disumana, difficile da vivere e tristemente negata al Futuro, un Futuro negato dall’Uomo che proprio non sa volersi bene e pensa solo a garantirsi “beni umanamente” inutili, egoisticamente tutti per sé.

Nel tempo moderno, con crescente accelerazione, facendosi un male da morire, l’Uomo è sempre più, indifferente all’ESSERE; è sempre più indifferente alla saggezza del saper essere, la sola dimensione umana che può salvare l’Uomo, garantendolo al Futuro.

Oggi c’è una corsa crescente al nuovo del Mondo; c’è una corsa alle innovazioni che hanno in sé orizzonti limitati, con un inizio di Futuro che contiene sempre più anche la sua fine.

Una fine umanamente triste da cambiamento di Status, con le sue radici negli anni Trenta, con la prima distruzione nucleare artificiale, una tappa importante nella conoscenza della materia.

Una grande conoscenza che oggi viene usata come dannata risorsa per la distruzione della Terra e dell’Uomo che la abita.

Una dissennata distruzione ed annientamento da … fine del Mondo, dannatamente pensata da menti diaboliche che non conoscono se stesse e tanto meno gli altri. Che non sanno volere e volersi bene, perché del tutto indifferenti alla saggezza del saper ESSERE.

Siamo ad una rotta di collisione umana dovuta all’Uomo che non sa volersi bene e che facendo e facendosi male, si nega sempre più al Futuro, dove e per il quale, non contano gli egoismi del possesso delle cose. ma l’Uomo in quanto ESSERE, centralmente inteso, per il cui Futuro, al primo posto, c’è un Mondo di Pace; un Mondo di Pace che serve al Futuro e che richiede all’Uomo in quanto Essere, un saggio accomodato esistenziale, come insostituibile valori dei diritti umani da garantire a quelli che verranno, partendo dalla VITA, il diritto dei diritti che ha alla base l’ESSERE IN DIVENIRE, oltre il quale c’è il non – ESSERE, ossia il NULLA da vita negata; da vita tristemente cancellata.

Come guarire questo nostro mondo sempre più ammalato di UOMO? Usando saggiamente pillole di buon senso senza abusarne, evitando così facendo che, l’Uomo diventi sempre più a intolleranza zero verso l’altro, considerato non come un compagno di viaggio, ma come pericoloso nemico da eliminare con un fare violento ed un’aggressività diffusa, il frutto di una crescente angoscia individuale e collettiva da fermare per garantire al Futuro l’UOMO, il primo oro del Mondo che ha bisogno di saggezza condivisa e di un volersi veramente bene, per un Mondo Nuovo. Per un Mondo saggiamente Nuovo con i sacri valori di un Nuovo Umanesimo.

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