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Corpo a corpo con la poesia, il poeta greco Sotirios Pastakas a Paestum

“Non hai voluto rimare con me:
m'hai lasciato libero il verso...”
Sotirios Pastakas

12092018 Sotirios Pastakas
Credits Foto
Pubblicato il 12/09/2018

PAESTUM (Salerno). Corpo a corpo con la poesia. Crisi dell’individuo e macerie di una nazione. Poesia che diventa strumento straordinario per indagare l’esistenza e l’animo umano, come quella intensa e potente, dolce e crudele del poeta greco Sotirios Pastakas. La sua è una messa a nudo feroce.

Nel suo primo libro italiano "Corpo a corpo" (edito dalla Multimedia Edizioni nell’ambito della collana “Poesie come Pane”) si incontrano e scontrano tradizione e modernità, ironia e senso di morte, il dramma del popolo greco e i colori, i profumi, i sapori del Mediterraneo. Sotirios, ormai pubblicato e premiato in tanti paesi europei e negli Stati Uniti (tradotto da Jack Hirschman) è uno dei grandi protagonisti del circuito poetico internazionale e ritorna in Campania con un imponente incontro-reading venerdì 14 settembre alle ore 21 per un nuovo appuntamento in collaborazione tra La Locanda del Mare e Casa della Poesia (ingresso gratuito): un momento di confronto e bellezza che apre il tour campano dell’autore, che sabato alle ore 20.30 sarà protagonista negli spazi di Casa della Poesia a Baronissi (via Convento 21/A).

«Sotirios è “un poeta dello sguardo”: uno sguardo che scava, spudorato e impietoso, nelle ferite del corpo, nominando i risvolti “indicibili” di un amore finito (L’esperienza del respiro), che si aggira negli interni delle case passando dai gesti più banali della quotidianità al dialogare tenero e pensoso col proprio gatto (Jorge). Ma è anche lo sguardo che riesce ad accostare la violenza del mondo alla distruttività con cui ci accaniamo talvolta sul nostro corpo, che può, attraverso pochi versi scarni, far incontrare in cucine disadorne, su tavole quasi vuote e cibi sempre più poveri, l’ “empasse economica” che sta attraversando il suo paese e la spinta a creare nuove forme di “collettività” e di “altruismo” (Pasto dei poveri)», così scrive di lui la saggista, scrittrice e giornalista Lea Melandri in “Il nomadismo della poesia”.

«Il primo incontro con Sotirios Pastakas risale al Sarajevo Festival - Incontri Internazionali di Poesia – sottolinea Sergio Iagulli, fondatore di Casa della Poesia – In quell’occasione ne abbiamo compreso lo spessore, il talento e le straordinarie possibilità. Anzi grazie al lavoro realizzato con noi di Casa della Poesia Sotirios è esploso, divenendo uno dei poeti europei più apprezzati in ambito internazionale. Ha presagito la crisi nel suo libro “Food Line”, ovvero la linea del cibo dove i più poveri sono in attesa di un pasto. Ha descritto in maniera straordinaria la crisi del mondo e della Grecia. Uno psichiatra di successo, famoso, ricco che, travolto dalla crisi e dalla poesia, ha deciso di diventare improvvisamente “povero”».

Fondamentale l’incontro a San Francisco con il grande poeta Jack Hirscham, da cui fu folgorato, perché era un uomo che viveva con il minimo indispensabile, ma era profondamente felice: da lì la scelta di abbandonare tutto e di dedicarsi alla poesia.

Un legame essenziale con Hirschman che, nella traduzione di “Corpo a corpo” scrive: “Sono convinto che il lettore conoscerà, con questo libro, un eccellente poeta greco contemporaneo che riflette nei suoi testi molte delle tenebre economiche ed esistenziali che assediano il più luminoso dei paesi del mondo”.

da "Isola di Chios" (16)

Sotirios Pastakas

Il dolore comincia quando scordiamo
la ferita. Il foro d’uscita del proiettile
non c’è. Quello d’entrata è
guarito e si è rimarginato.

Il dolore resta chiuso dentro.
Non puoi localizzarlo
in organi, tessuti e cellule.
Nulla lo testimonia.

Diffuso e inafferrabile,
assomiglia alla gioia. Il dolore,
amore mio, si muta quando è
grande in gioia che travolge.
Solo chi ha molto amato,
può nuovamente amare.



«Νήσος Χίος» (16)

Originale

Ο πόνος αρχίζει όταν ξεχνάμε
την πληγή. Έξοδος του βλήματος
δεν υπάρχει. Η είσοδός του έχει
ιαθεί και κλείσει.

Ο πόνος είναι κατάκλειστος.
Δεν μπορείς να τον εντοπίσεις
σε όργανα, σε ιστούς και κύτταρα.
Τίποτα δεν τον μαρτυρεί.

Διάχυτος κι ασύλληπτος,
σαν τη χαρά φαντάζει. Ο πόνος,
αγάπη μου, γίνεται όταν είναι
μεγάλος, χαρά που συναρπάζει.
Μόνον όποιος αγάπησε πολύ,
μπορεί να αγαπήσει πάλι.

 
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