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Sopralluogo degli esperti a Palinuro: L'arco naturale destinato a sparire

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21/11/2007
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L'Arco naturale di Palinuro e' destinato a sparire. E' il preoccupante scenario che emerge da un primo sopralluogo effettuato oggi dai responsabili dell'Ufficio Tecnico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il crollo di domenica mattina, che ha cancellato per sempre parte della facciata interna dell'arco, sarebbe infatti solo una tappa fisiologica del progressivo sbriciolamento della volta. Tra qualche tempo, alla fine di un processo naturale, non resterebbe che un moncone, meglio ancora un faraglione, a perenne ricordo dell'arco che fu. E' lo scenario prospettato da Andrea Toni, geologo dell'ufficio Tecnico dell'Ente parco, che non usa mezzi termini per descrivere lo stato di conservazione di uno dei monumenti naturali piu' famosi della Campania. ''Siamo in presenza di una struttura stressata - spiega Toni a proposito della roccia calcarea dell'arco - il processo di consunzione e' inevitabile, e tutto avverra' secondo i tempi umani, e non geologici''. Il che, tradotto, vuol dire che la scomparsa del monumento piu' amato dagli abitanti di Palinuro e' dietro l'angolo. ''Parliamo di anni, anche se e' impossibile quantificarli. A meno che non si intervenga invasivamente, a costo di stravolgere l'aspetto attuale dell'arco''. Il sopralluogo ha consentito ai tecnici di valutare anche gli interventi effettuati negli anni scorsi dai tecnici della Comunita' Montana Lambro e Mingardo. ''Sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza e sono state collocate delle reti metalliche per evitare il pericolo di caduta massi. Tutti interventi lodevoli, ma inutili per la conservazione dell' arco. Ripeto - dice Toni - abbiamo a che fare con una struttura stressata, costituita da roccia calcarea massiva e stratificata, tutti elementi che lasciano poco spazio alla fantasia''. Parole pesanti, anche se c'e' chi non e' affatto disposto a mollare, a iniziare dal vice sindaco di Centola, Lino Natale, da qualche giorno alla guida del Comune, assente il primo cittadino Romano Speranza all'estero per lavoro. ''L'arco lo salveremo - dice risoluto - in queste ore abbiamo effettuato un primo sopralluogo insieme ai responsabili dell'ufficio tecnico. Dobbiamo capire quali lavori sono stati effettuati negli anni scorsi dalla Comunita' Montana Lambro e Mingardo e dall' Autorita' di Bacino Sinistra Sele, visto che la nostra amministrazione e' in carica dalla primavera di quest'anno. So che il ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, ha ordinato una ispezione tecnica, ma nel frattempo dobbiamo muoverci con la massima celerita'. L'attendismo e' vietato''. Natale, che per il giorno 29 ha fissato un Consiglio Comunale urgente sul crollo di domenica, non ha neppure smentito l' ipotesi del ricorso alla magistratura. ''I sopralluoghi di queste ore servono anche a chiarire se vi sono state delle responsabilita' nei lavori effettuati. Certo, se dovessero emergere irregolarita', ci rivolgeremo alla magistratura''. La Capitaneria di Porto controlla costantemente il tratto di spiaggia e lo specchio acqueo antistante che da domenica sono vietati al transito. ''Ma non lo era prima di domenica. Non voglio pensare a quello che sarebbe successo se il crollo fosse avvenuto durante l'estate. Sarebbe stata una carneficina'', ha concluso Natale.


Fonte: ansa.it

 
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