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LE SUGHERE DEL GOLFO: PAESAGGIO NATURALE MA ANCHE “USO SOSTENIBILE” PER IL TERRITORIO

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Pubblicato il 11/04/2017
foto autoredi | Blog

A volte è utile rovistare tra i vecchi articoli scritti anni fa sul blog, da me gestito su CilentoNotizie.it . Ho ritrovato così un articolo del 2012 su i boschi di sughere tra le colline di Ispani e Vibonati.

Un esemplare vecchio di 200 anni è ancora vegeto sul litorale di Villammare e si dice che abbia visto, allora giovinetto, lo sbarco di Carlo Pisacane, avvenuto proprio su quella spiaggia e non a Sapri come si è ipotizzato per tanti anni.

Ebbene questi boschi che vegetano sulle colline che incorniciano il Golfo, oltre che costituire un simbolo del Bacino del Mediterraneo centro occidentale e un paesaggio da difendere, potrebbero rappresentare una notevole fonte di occupazione, specialmente giovanile, per il territorio.

Non è la solita favola: le sugherete venivano un tempo sfruttate per la raccolta della corteccia. La “decortica” (raccolta del sughero) era una attività redditizia per il territorio: rappresentava la cultura materiale di una zona che per secoli ha fornito lavoro e benessere a molti abitanti del luogo Ci dicono che fino agli anni ‘50 arrivavano i bastimenti a caricare il sughero cilentano. Poi lentamente questa attività è stata abbandonata, perché altre attività, tra cui l’edilizia, si sono imposte.

Tuttavia, queste zone superstiti di bosco a sughereta potrebbero ancora essere rivitalizzate e salvate. Al proposito, una campagna “Io sto col sughero” fu lanciata da l’Associazione Portoghese dei prodotti di sughero (Apcor), da Assoimballaggi-Federlegnoarredo, e sostenuta da Wwf Italia, per rilanciare l’estrazione di sughero. I due Enti, essendo privati, avevano l’interesse al consumo di questo prodotto naturale, ma le sugherete sopravviverebbero così alla lenta eliminazione e con loro la ricca biodiversità. E difatti il Wwf, il cui interesse è la tutela dell’ambiente, si era affiancato all’iniziativa, con il proposito di mantenere un paesaggio naturale unico e irripetibile. La campagna “salviamo le sugherete”sono tratte da la rivista (però un po’ vecchia) “Panda” del wwf del maggio 2011.

Non a caso lo sfruttamento del sughero è stato riproposto nel programma della nuova amministrazione di Vibonati (giugno 2016). La scoperta dell’acqua calda, qualcuno potrebbe malignare, ma la proposta è importante per il teritorio.

La sughereta Parco Regionale?

Sicuramente riferendosi alla Costituzione italiana, art 9, e alla Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000, che ha come obiettivo di promuovere l’adozione, non solo a livello nazionale, ma anche regionale e locale, di programmi di salvaguardia e di gestione dei paesaggi europei secondo i principi dello sviluppo sostenibile, la regione Campania, con delibera di giunta del 30 dicembre del 2011, istituì un’area protetta nel Cilento, compresa nei comuni di Vibonati e Ispani, che doveva diventare un parco “urbano” detto “Parco delle sughere”. Ma si manifestarono subito opposizioni nel Consiglio regionale e specialmente da parte dei cacciatori.

parco delle sughere

La Campania è tra le regioni a più alta biodiversità e una delle più interessanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico – dichiarò l’allora presidente regionale – e l’obiettivo principale dell’ente Regione è quindi quello di realizzare zone cuscinetto e di corridoi ecologici che mettano in relazione le varie aree protette: e Il parco urbano si presenta infatti contiguo al Parco nazionale del Cilento e Diano.

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sughera albero

Gli ambientalisti erano naturalmente d’accodo con l’istituzione dell’area protetta, scongiurando così possibili aggressioni umane, sempre in agguato come dimostra la “strada del mare” tra Tortorella e Villammare. Opera sbagliata che ha creato smottamenti e distruzione di sughere vetuste. Contro vi erano i cacciatori rappresentati da Federcaccia di Salerno (probabilmente anche i fuochisti che per tradizione accendono fuochi d’artificio da postazioni collocate nel bosco di sughere per la festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali).

La diatriba durò qualche mese. Vinsero i cacciatori: il Parco urbano istituito il 09.01.12 fu cancellato il 27.03.12 .

(leggi anche QUESTO PARCO DELLE SUGHERE NON S’HA DA FARE e PARCO DELLE SUGHERE, LA REGIONE VA AVANTI)

sughera tortorella

(foto sughera strada Tortorella mare)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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