Cilento Notizie - Cronache Cilento
logo
Cilento Acciaroli Agropoli Casal Velino Castellabate Capaccio Marina di Camerota Palinuro Pollica Sapri Vallo di Diano Vallo della Lucania Salerno
Ambiente Attualità Avvisi Cultura Cronaca Dal comune Concorsi Economia Salute Spettacoli-Eventi Sport Politica Tecnologia Lavoro

MA CHE EUROPA È? I POPOLI DEL VECCHIO CONTINENTE, PROPRIO NON RIESCONO A STARE INSIEME

SE COSÌ TRISTEMENTE È, COME PENSANO DI VIVERE INSIEME NEL MONDO SEMPRE PIÙ GLOBALE?

Credits Foto
Pubblicato il 13/04/2017
foto autoredi | Blog

Dopo un breve percorso di insieme europeo, un insieme sempre più sfilacciato e disunito, con la Brexit, l’Inghilterra, ha salutato i 27 Paesi stellati ed è uscita dall’UE, un insieme che è attraversato da una grave sofferenza di umanità di insieme unitario con alla base un’anima sola ed una condivisione solidale per un comune cammino dei popoli d’Europa nel tempo nuovo del Terzo Millennio.

Di fronte a questa situazione che pone molti ed in sé drammatici interrogativi per il futuro dell’Europa Unita, c’è da chiedersi che “Europa è” con l’Inghilterra che si è tirata fuori, salutando i compagni di cordata che vivono insieme pensando fortemente e sempre più, ad una disunità che è la dominante di un “essere europei”, fortemente incapaci di vivere insieme.

Con la Brexit, dell’Inghilterra, l’Europa è più debole; è più debole agli occhi del mondo. Tanto, non volendolo ammettere e facendo finta che tutto è come prima.

Ma non è così! Nessuno ci crede al come prima europeo, con un importantissimo pezzo d’Europa in meno. L’Europa, con una sua fisionomia ben individuata, non può pensare a dividersi.

PUBBLICITA'
Siamo ad un concetto di unità continentale che, purtroppo, è sempre meno parte dei popoli d’Europa, con alla base il suo frazionamento geografico in cinque grandi settori continentali, meglio individuati in orientale ed occidentale; tanto, con sfere di influenza che si richiamano al mondo capitalista da una parte e socialista - comunista dall’altra.

L’UE ha in sé il grande significato del superamento dei vecchi nazionalismi non ancora sopiti e tanto meno trasformati, per una comune opportunità d’insieme, in un saggio spirito soprannazionale.

Tanto, camminando insieme; tanto, cercando di affrontare e di vincere le grandi sfide che attendono il futuro dell’uomo della Terra e che richiedono quel saggio camminare insieme che purtroppo oggi non c’è, in quanto si vive in un clima sempre più avvelenato degli uni contro gli altri armati.

Ma che Europa è, senza l’Inghilterra? Agli occhi del mondo globale che deve camminare insieme per trovare le soluzioni giuste funzionalmente utili al bene condiviso, con un pezzo così importante d’Europa in meno, manchiamo di credibilità.

Viene spontanea e diffusa la riflessione sull’incapacità del fare condiviso allargato agli altri. C’è di mezzo il buco nero di una Brexit che ha reso orfana l’UE di una sua parte importante; di una parte che, proprio non se ne può fare a meno; tanto, sia per la buona immagine ed il buon funzionamento dell’UE, forte di un’anima solidale, sia per affrontare e vincere le grandi sfide di un mondo globale con situazioni gravi per i tanti cambiamenti che si affollano, non avendo alternative possibili, per un mondo nuovo; per un’umanità concretamente nuova ed attenta al nuovo universale con alla base una migrazione globale che proprio non sa dove porterà il mondo e quali potranno mai essere gli assetti possibili e saggiamente giusti per l’uomo della Terra, in quanto ESSERE; in quanto saperi e valori dell’ESSERE, i soli che possono salvare il mondo, da una catastrofe umanitaria sempre più minacciosamente vicina.

I soli che salveranno il mondo, liberando l’umanità dalla presenza di una catastrofe minacciosa da fine del mondo.

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, l’Europa è orfana di un suo partner importante; è una parte di quell’unione di cui non si può fare assolutamente a meno, in quanto elemento importante ed insostituibile della sua stessa cultura; dei suoi stessi valori e della sua stessa umanità identitaria.

L’Inghilterra che è uscita dall’UE, sbattendo la porta, lo ha fatto applicando l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, come libera e determinata volontà di un meccanismo di recesso volontario ed unilaterale di un Paese dall’Unione Europea.

Una libera scelta in sé grave, con altrettanto gravi conseguenze per l’insieme UE che perde una sua parte importante e si indebolisce agli occhi del mondo, in quanto orfana di un partner che, andandosene, ha lasciato un vuoto assordante; un vuoto europeo che, nessuno e niente potrà colmare, restituendo l’immagine di un’Europa unita, solidale ed impegnata a camminare insieme, in quanto oggi è sempre meno solidale e sempre più indifferente a camminare insieme.

Uscendosene dall’UE l’Inghilterra ha lasciato agli altri d’Europa, il suo minaccioso “Ci rimpiangerete”.

Sicuramente niente sarà come prima e soprattutto niente del vecchio continente, andrà verso il futuro se all’unione manca un futuro solidale che deve saper indicare la strada giusta per camminare insieme.

Per bocca della voce stonata e sempre meno opportuna, del Ministro Poletti, un Ministro, dalle trovate idiotamente inopportune, l’Italia ha valutato positivamente l’uscita inglese dall’UE; avrà, ha detto, un effetto positivo per l’Italia. Tanto, prevedendo con parole fuori posto e senza senso, “più opportunità per l’Italia”.

Bella solidarietà europea! Belle e sagge prospettive di un camminare insieme, con assoluta indifferenza degli uni per gli altri!

Purtroppo, ponendo la dovuta attenzione all’uscita dell’Inghilterra dall’UE, dico convintamente, per le tante implicazioni di vita d’insieme europeo che, anche per effetto di questa anomala condizione UE, cresceranno i già gravi mali italiani.

Altro che ottimismo! Altro che “carezzarsi” le mani, esprimendo il compiacimento per un positivo italiano che solo un Poletti geniale Ministro del Lavoro, potrebbe pensare come possibile per l’Italia!

Assolutamente niente di tutto questo! C’è invece da augurarsi, come ha dichiarato il primo Ministro inglese, la Premier Teresa May, che la Gran Bretagna esca dalle istituzioni dell’UE, ma non dall’Europa, dati i valori liberali e democratici di saggia condivisione dell’universalità riconosciuta di tutto l’insieme europeo; si tratta di valori importanti di cui il mondo, tutto il mondo, oggi più che mai, ha un grande bisogno.

C’è da augurarsi che le conseguenze del divorzio non diventino motivo di scontro allargato per tutto e su tutto; tanto, soprattutto, sulle tante questioni aperte con un peggioramento dei rapporti e con gravi ricadute negative per l’insieme europeo che è fatto di saggio insieme e d’insieme vive e deve vivere nel bene e nel male, comprese le gravi minacce di un terrorismo sempre più ferocemente aggressivo per tutti i Paesi dell’Europa, fanaticamente considerati nemici infedeli da abbattere, minacciando per questo triste fine, il vecchio continente UE e non UE.

Per questo e non solo per questo, c’è e deve continuare ad esserci una solidarietà europea, assolutamente necessaria al futuro d’Europa; una solidarietà che unisce di fatto anche quello che i trattati, facendosi male, dividono.

Altro che compiacimento! L’uscita di un Paese importante quale la gran Bretagna, dall’insieme EU, è un’occasione di sofferta tristezza per tutta l’Europa; per tutta l’UE dal futuro d’insieme sempre più incerto e con i cittadini populisticamente, fortemente convinti del ritorno saggio e giusto entro i propri egoistici confini nazionali.

Cui prodest? A chi ed a che cosa giova pensare al proprio orticello, in un mondo globale che cerca di darsi un’attenzione da Io/Noi, considerando come casa da vivere il mondo, in una dimensione da Terra-Stato, per una Società-mondo?

Cara Europa, così proprio non va! Devi assolutamente rinsavire e pensare saggiamente, per farti il meno male possibile.

Tanto, nel rispetto della tua gente saggia e laboriosa che non vuole morire di Europa e forte di un futuro possibile, pensa sia assolutamente necessario decidere azioni da intraprendere insieme; azioni umane dal forte sentire europeo, anche al di là dei trattati che chiedono un mondo nuovo nel rispetto dell’Uomo ormai stanco di essere tradito da chi lo governa, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, nella sua dimensione nuova locale-globale (glocal) che, nonostante tutto, è sempre più parte di Noi, in quanto uomini della Terra che si rifiutano assolutamente di morire di catastrofe distruttive sempre più ad avanzato rischio uomo, poco rispettoso dell’altro o peggio ancora, a rischio disastro, per gli effetti gravi dei cambiamenti climatici, dovuti ad un crescente egoistico fare umano con alla base il dominio del mondo di un avere-apparire, sempre più indifferente all’ESSERE ed ai valori dell’ESSERE, la grande ed unica speranza per riportare ordine nel disordine umano da fine del mondo, purtroppo tristemente da tempo annunciata.

Cara Europa, i tuoi mali sono prima di tutto, fortemente antropici. La tua gente è in una condizione di forte depressione, con un conseguente e pericoloso mettersi contro gli uni con gli altri.

Stai rinnegando la solidarietà condivisa, senza la quale non puoi più esistere; non puoi più immaginarti un futuro d’insieme, di fatto gravemente negato dagli egoismi di un presente che assolutamente, non portano da nessuna parte. Che fanno male, tanto male ed alla fine sono velenosamente distruttivi per tutti.

Per tutta la tua gente che le grandi sfide le può vincere solo stando intelligentemente insieme; solo rispettandosi e sapendosi volere bene e pensando ad un mondo universalmente nuovo; un mondo che ha bisogno di PACE e di un’umanità che sa capire le ragioni degli altri.

Cara Europa, unita si vincono anche le sfide difficili; divisa, si perdono ed in malo modo, rendendosi deboli in tutto.

Il futuro con il terrorismo islamico sempre più fanaticamente aggressivo e con le migrazioni di massa sempre più di casa sui nostri territori, ha bisogno di un’Europa fortemente unita e solidale.

Di un’Europa da amare che sa, prima di tutto, volersi bene. Che sa trovare le soluzioni umanamente giuste anche di fronte ai nuovi afflussi, con i migranti che non vogliono morire, nell’indifferenza dell’altro per effetto grave dello “Stato di fame” da cui sono colpiti nelle loro Terre di origine.

Occorre saggezza comune. Occorre saggezza condivisa nel fenomeno crescente dei vasti movimenti in atto di stirpe razziali e di culture che sono un fenomeno di casa nostra da un punto all’altro dei nostri confini.

Riducendo la forza stravagante degli egoismi del tutto per sé e del potere assolutistico degli uni sugli altri, per il bene comune, l’Europa che vuole camminare concretamente unita ed affrontare insieme le grandi sfide del mondo globale, con i tanti della Terra destinati a rimanere tristemente indietro, occorre tornare alle radici di un passato identitario fatto di saperi, di valori condivisi, di umanità amanti del bello, che deve essere assolutamente recuperato al presente, per così farne una saggia risorsa del camminare insieme che non vuole gli egoismi, ma la condivisione dei saperi e dei valori senza tempo e senza spazio, nel passato spontaneo patrimonio comune di tanti europei liberamente insieme verso il futuro, senza vincoli e/o trattati ipocritamente sottoscritti, ma scarsamente garantiti dal comune volere del camminare insieme, nutrendosi reciprocamente di valori e di saperi che fanno liberamente grande gli uomini e le terre dove abitano. Tanto, al di fuori ed al di sopra degli inciuci maledetti e degli egoismi del tutto per sé, un grande danno per tutti quelli che decidono con o senza trattati, falsamente convalidati da firme infedeli, di camminare insieme e di vivere insieme nel reciproco rispetto degli uni per gli altri.

La grande famiglia europea deve sapersi volere bene e trovare una soluzione d’insieme antropologicamente forte; tanto, al di sopra ed al di fuori dei poteri europei che, per egoismi di potere, rendono debole e sempre più diviso tutto quello che in Europa è umanamente unito da comuni valori identitari.

La divisione per interessi di parte, non è assolutamente funzionale a niente ed a nessuno; è solo causa di gravi danni per quell’unione dei popoli d’Europa che, come impegno per il futuro, devono saggiamente camminare insieme, soprattutto e prima di tutto, per un futuro di PACE dell’Europa dei popoli d’Europa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BLOG di Giuseppe Lembo - La pagina corrente è autogestita

Seguici
Si raccomanda di rispettare la netiquette.
 
Selezione Video smartphone
Cilento Vacanze