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L'ITALIA DELLE ECCELLENZE E L'ITALIA DEI CODARDI

📅 · 📰 AttualitàCilento

naufragio Costa Concordia opinione lettore
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Fin da bambino mi sono chiesto in che tipologia di nazione io fossi nato. Nell’età degli studi, all’esame delle economie mondiali e dei settori produttivi dei vari stati, emergevano primati italiani importanti di cui andavo fiero, addirittura cercavo di capire come fosse strutturata la classifica mondiale dei paesi in base alla ricchezza. Diventava quasi come il campionato di calcio. L'Italia settima o ottava nazione più ricca del mondo, sorpassi e controsorpassi con il Regno Unito o con chi altri... Sembrava quasi la competizione sportiva per la lotta al titolo. Mi sono sempre chiesto se vi fossero in questo paese governanti o politici veramente sinceri, idealisti votati al bene della nazione, o perlomeno, se, nell’intero genere di politicanti, ve ne fossero e quanti ve ne fossero. Mi sono sempre chiesto perché, nella nazione delle eccellenze nel campo automobilistico, della moda, dell’arte, della letteratura, del cinema, della marina, dell’aeronautica, della tecnologia, del genio e dell’inventiva, vi fossero persone vittime dei terremoti costretti a vivere nelle baraccopoli dell’irpinia e della lucania per 30 anni. Mi sono chiesto perché nella settima o ottava nazione più ricca del mondo vi siano persone che scavano nella monnezza con la speranza di trovare chissà cosa... Famiglie alla fame che si inventano ogni giorno il piatto a tavola. Mi sono chiesto perché nel terzo millennio la terza città, per grandezza ed importanza, sia sommersa di rifiuti per mesi, settimane, anni... Mi domando anche come sia possibile che, nel paese delle intelligenze e del genio, i criminali e gli imbroglioni talvolta sono ricchi, famosi ed ambiti al proscenio da operatori dello spettacolo e dei media.

Le ingiustizie sociali, le connivenze, le varie caste che tolgono ai poveri e danno ai ricchi... ORRIBILE! L’Italia stropicciata delle contraddizioni rende eroi chi non lo è, chi semplicemente si è limitato a fare il proprio dovere ricordando di essere un italiano vero. Uno sportivo che denuncia una combine è ammirabile, ma non è straordinario, è la normalità in un paese “anormale”, è un pesce fuor d’acqua, è un eccezione per una regola che non è regola. Il comandante di una nave che, con le sue scelte professionali ha accettato e sottoscritto protocolli e codici, rimane bravo ed in gamba solo fin quando un evento tragico non lo costringe a mostrare gli "attributi". Chi ha tracciato il profilo psicologico di un uomo al quale è affidata la vita di migliaia di persone ad ogni viaggio? Mi chiedo, forse da ingenuo o da sprovveduto,- possono esistere responsabilità di terzi alla base dell’avanzamento di carriera di un marinaio e di un ufficiale con così grandi responsabilità? Qui il codardo si imbatte nell’ ”eroe”, il quale inveisce con determinazione protetto nel suo ufficio, al caldo ed al sicuro. Ecco, questo è il paese delle competizioni, di chi mette a confronto, anche quando il confronto non è attuabile. Lo stato psicologico ed il disagio che stava vivendo un uomo che sbaglia e che fallisce nel suo incarico e nelle sue responsabilità, un uomo piccolo è sicuramente un codardo (sino a prove contrarie) contro il comandante della capitaneria, un uomo in gamba, un uomo determinato, un eroe che eroe non è, un uomo che è fiero di appartenere a questa nazione, che si sente italiano vero, ma che eroe non è... E’ la normalità nell’oceano dell’anormalità e delle contraddizioni. In questo oceano la nave Italia rischia di inabissarsi...non solo nelle finanze e nei vari spread, ma nei valori della vita, nel senso della lealtà e dell’altruismo, nella coerenza e nelle poche verità vere. E ancora una volta contiamo i morti, vittime innocenti della codardìa di un sistema...

Michele Calabrese

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