TUTELIAMO LA CALA DEL CEFALO
Approfittando della riapertura al traffico della Mingardina siamo ritornati alla Cala del Cefalo, area protetta del Parco nazionale.
Finalmente abbiamo constatato che il parco sta interessandosi alla tutela dell’area suddetta, abusata per lungo tempo da mancanza appunto di tutela adeguata. Abbandono di rifiuti di ogni genere, taglio di alberi, tendopoli sulla duna, transito di auto in pineta e alrto ancora erano all’ordine del giorno.
Segnalazioni, esposti, denunce alle autorità competenti non hanno avuto per la maggior parte un riscontro positivo.
Circa una settimana fa il parco ha assunto per 51 giorni l’anno 15 lavoratori forestali, ex Lsu, che stanno pulendo la pineta e la duna, ridotte in stato non certo conforme ad un’area a protezione integrale.

I cumoli di rifiuti raccolti da questi lavoratori parlano chiaro. Contengono ingombranti, plastica, vetro, materiali sicuramente appartenenti ai lidi e agli extra comunitari accampati sulla duna, che soltanto dopo ripetute segnalazioni sono stati allontanati, tuttavia solo alla fine della stagione balneare.
Certo è lontano dalle nostre intenzioni infierire colpevolizzando questi emigrati che hanno lasciato non per divertimento la loro terra, ma sulla duna protetta non è possibile per legge compromettere la flora psammofila. Consigliammo pertanto di sistemarli in un angolo del vasto posteggio del Ciclope, senza però essere ascoltati.
Altro “consiglio” fu rivolto al parco riguardo la presenza di alberi alieni di mimosa gigante che hanno trovato sulla duna un’area dove attecchire e diffondersi; la mimosa è estremamente infestane e soppianterà, se non si correrà ai ripari, la flora autoctona con danni alla biodiversità. I forestali potrebbero essere utilizzati ad eliminare gli infestanti.
Segnalazioni, denunce sono state avanzate da Fare verde in varie circostanze, senza purtroppo risposta alcuna. Pertanto occorre , secondo noi, che il parco preveda adesso un progetto per assicurare all’area protetta una costante sorveglianza per tutto l’anno, poiché i danni si riscontrano non solo nei mesi estivi. Il 1° Maggio infatti denunciammo la presenza di molti gitanti che bivaccavano sulla duna e nella pineta accendendo fuochi e tagliando alberi. Basterebbero due “sceriffi dell’ambiente” impiegati nei giorni “caldi”a sorvegliare la aree protette.
Segreteria F.V.
Comunicato stampa Fare verde Cilento
