“MATER SEMPER CERTA….PATER INCERTUS” NON PIU’ VALIDO………
VIVIAMO IN UNA SOCIETA’ INCOERENTE CHE DA’ A VOLTE AI VIVI DIRITTI DISCUTIBILI CHE VIOLENTEMENTE RINNEGA DA MORTI
ma “UBI AMOR EST FELICITAS” E’ ETERNO!!!!
Qualche riflessione etica
Per secoli il detto “mater semper certa…..pater incertus”, che evidenziava una realtà in tempi passati, preoccupava tanti uomini e figli, nell’epoca attuale non è più valido, finalmente il padre è certo….ma, a volte, la madre incerta! Infatti attualmente, in caso di inserimento nell’utero di altro embrione o di ovuli donati da altre donne, la donna gravida o che partorisce può non essere la madre biologica!
La verità genitoriale, di entrambi i genitori, è ora geneticamente dimostrabile con l’esame dell’acido desossiribonucleico, ovvero del DNA. Molte donne “avrebbero” conquistato la dimostrazione di una realtà, contro ogni irresponsabilità diffusa del mondo maschile. Certo l’attenzione alla procreazione dovrebbe essere aumentata in particolare tra i maschi che sanno di non poter più sfuggire all’accertamento della paternità genetica.
Quando sono dimostrabili elementi validi per un dubbio di paternità, o una certezza unilaterale, forse dovrebbe essere fatto tale esame all’uomo, su richiesta della madre, senza necessità del suo consenso, il diritto al rifiuto è molto discutibile.
Per alcune sentenze però il rifiuto è già presupposizione di paternità!
Anche quando tale richiesta viene dal figlio/a, sempre con motivazioni reali, non dovrebbe essere sottoposta al consenso dell’uomo, che può rifiutare.
Diritto del figlio/a è l’accertamento della verità e quindi l’accudimento da parte di entrambi i genitori.
E’ giusto invece consentire l’accertamento violento su un cadavere?
Si può violentare un morto solo perché non può più esprimere la sua volontà, in precedenza per lo più considerata necessaria???
In tal caso non necessita il consenso dei familiari.
Ma si è padri solo con il proprio patrimonio genetico??? O si è padri con la partecipazione quotidiana alla vita del figlio, con l’amore reciproco che si prova e si sviluppa nel tempo?
Un figlio adulto, dolorosamente rinnegato, potrà mai considerare padre chi è stato sempre a lui estraneo?? Potrà mai conquistare la paternità totale da un esame genetico? I figli adottivi, pur se cercano quasi sempre la loro origine genetica, i genitori naturali, amano e stimano chi li ha cresciuti, curati, amati e considerano di fatto genitori.
“Ubi amor est felicitas” resta un detto eterno, è l’amore che dà la felicità, anche quello paterno e filiale. Il voler a tutti i costi una conferma di una paternità con un’analisi biologica da parte di un figlio/a adulto/a su di un morto non ha solo una motivazione di interessi economici?? Non è un atto legittimo ma senza dignità?
Io non vorrei mai il riconoscimento violento di una tale paternità rinnegata, che potrei al massimo giudicare, pur potendo in parte sbagliare non essendo a conoscenza delle tante motivazioni che hanno potuto indurre a tale innaturale scelta. Quando interessi materiali o bisogno di vendetta spingono ad azioni pur legali, ma eticamente violente, come estirpare da un morto quel materiale da esaminare, non accettando la sua volontà in vita, servendosi di leggi ed atti della supremazia del mondo dei vivi, a chi dà molta importanza ai valori etici vengono delle perplessità.
Ha un senso etico divenire figli solo per i beni materiali???
Forse solo una necessità forte, una situazione di grave difficoltà alla sopravvivenza può dare delle motivazioni etiche.
CHE RISPETTO HA QUESTA SOCIETA’ DELLA VERITA’ APPURABILE SOLO DA MORTI?
CHE RISPETTO HA DEIMORTI CHE NON POSSONO PIU’ESPRIMERE LA LORO VOLONTA’?
Se la sua volontà era determinante da vivo ( e non mi sembra giusto!) perché non lo è da morto?
L’amore naturale e legittimo negato non lo si potrà mai ritrovare, i beni materiali che possono essere riconosciuti potranno mai portare felicità senza quell’amore, senza averli conquistati anche con l’amore filiale?
“UBI AMOR EST FELICITAS” è ciò che è ancora valido!!!!!!
