ANCORA ILLECITI NEL PARCO NAZIONALE
L’Associazione ecologista, Fare Verde Cilento, invia un esposto al Ministro dell’ambiente, all’assessore ambiente della regione, al Parco, al sindaco di Camerota per conoscenza alla Procura di Vallo per denunciare la compromisssione di un’area protetta.
Ignoti hanno sbancato abusivamente il terreno adiacente ad una grotta preistorica - dove vissero uomini pre-neandertaliani di 400 mila annin fa, i più antichi della Campania - alla base della falesia di Cala del Cefalo, gettando altresì nella grotta una barca fuori uso, compattandolo quindi ilgiorno appresso con brecciolino, probabilmente per ottenere un parcheggio auto.
L’area suddetta, compresa nel perimetro del parco nazionale, è stata indicata come Zps e Sic in ottemperanza direttive Ue per la peculiare presenza sulle pareti rocciose di flora e fauna rare, alcune a rischio estinzione.
Ricordiamo che la zona compromessa è stata recintata da paletti e filo di ferro con il Progetto europeo Life Natura ”Gestione della rete dei Sic e Zps nel Pncvd”, al fine di proteggere, appunto, specie presenti di fauna migrante e nidificante e di flora particolare come la Primula palinuri e il garofano delle rocce.

la grotta adiacente al terreno compromesso ospita, come le altre, anche specie di chirotteri molto sensibili al disturbo antropico. Per questa ragione sono state chiuse con cancellate di ferro ben visibili.
Infine tutta la linea di falesie presenti nella Cala è soggetta a frane frequenti tanto è che viene considerata ad alto rischio idrogeologico. Difatti sull’area compromessa è avvenuta qualche anno fa una frana di grossi massi che hanno ostruito anche la strada provinciale. Frana che può sicuramente ripetersi.
Per quanto detto ci è difficile immaginare che nessuno (amministrazione, polizia competente) abbia visto niente o non si sia accorto degli abusi in atto, sebbene evidenti per chi passa su una strada molto trafficata che collega Marina di Camerota con Palinuro e Pisciotta.
La zona è da settimane sottoposta a bonifica dai numerosi rifiuti da parte dei forestali del parco, che hanno trovato di tutto tra i cerspugli di mirto e lentisco e nella pineta di pino d’Aleppo, albero pregiato capace di rinnovarsi dopo gli incendi, e una delle specie arboree più vigorose e resistenti in grado di adattarsi ad ambienti estremi impossibili ad altre specie.
Ciò dimostra chiaramente che occorre una strategia di tutela e sorveglianza, da tempo invocata dalle associazioni ecologiste, ma mai presa in considerazione dagli enti competenti quali i comuni e parco.
Comunicato Stampa - FARE VERDE SEZ CILENTO
