L'On.Capozzolo visita il sito di “Coda di Volpe” e comunica la presentazione di una interrogazione parlamentare ad hoc
Più di un'ora davanti ai cancelli chiusi nonostante le comunicazioni formali inoltrate 5 giorni prima agli enti preposti ed agli organi territoriali, ma alla fine l'On. Sabrina Capozzolo é riuscita ad effettuare la visita all'area denominata "Coda di Volpe" insieme al presidente del Comitato di quartiere Santa Cecilia Domenico Alfano ed al rappresentante della Commissione di supporto alla Struttura Commissariale per l'emergenza rifiuti in Campania, Ing.Raffaele La Brocca. "Un cancello chiuso può impedire la vista, non il mio impegno" ha twittato la deputata agropolese durante la sosta forzata davanti ai cancelli chiusi.
La vicenda ebolitana ebbe inizio nel 2008, quando l'allora commissario competente per affrontare l'emergenza rifiuti in Campania, stabilì che il sito denominato "Coda di Volpe" nel territorio di Eboli, divenisse luogo di stoccaggio provvisorio per rifiuti, autorizzando il deposito delle cosiddette «ecoballe».
Lo smaltimento dei rifiuti giacenti presso il sito di "Coda di Volpe" fu previsto fosse effettuato presso il termovalorizzatore di Acerra (Na).
Il 14 novembre 2014, l'Assessore all'ambiente della regione Campania Giovanni Romano, ufficializzò la sospensione del trasferimento dei rifiuti imballati provenienti da Eboli presso il termovalorizzatore di Acerra in attesa di ulteriori accertamenti.
Accertamenti ed analisi sui rifiutui stoccati a "Coda di Volpe" che, nel frattempo, sia Ecoambiente Salerno che l'Arpac hanno effettuato accertando e comunicando, più volte, la non pericolosità dei rifiuti stoccati e, quindi, la trasferibilità degli stessi presso gli impianti per lo smaltimento.
Ma, ad oggi, la vicenda permane in una situazione di stallo.
"La vicinanza del sito di stoccaggio al corso del fiume Sele - ha dichiarato l'On. Capozzolo - espone le numerose aziende ed i campi coltivati insistenti nelle immediate vicinanze del fiume stesso, al serio pericolo di essere invasi dai rifiuti stoccati in caso di ulteriori esondazioni, con notevoli gravi ripercussioni di natura economica ed ambientale, tutte interamente ricadenti sugli imprenditori agricoli e sugli agricoltori. Per questo, facendo mie le preoccupazioni della popolazione riunita nel Comitato civico di protesta, ho già presentato, il 19 febbraio scorso, un' interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dell'Ambiente se intenda inviare un'ispezione del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente al fine di accertare ulteriormente la "non pericolosità" dei rifiuti stoccati presso il sito di "Coda di Volpe" nonché di verificarne la sicurezza anche a seguito di eventuali altre ondate di maltempo. Se arriverà conferma della non pericolosità dei rifiuti stoccati, non ci saranno più motivi ostativi e la Regione Campania, unico Ente competente a farlo, non potrà più temporeggiare oltre. Il sito di "Coda di Volpe" va svuotato e restituito alla sua originaria destinazione".
"Il pericolo di dispersione nei campi limitrofi delle ecoballe stoccate in caso di ulteriore esondazione - prosegue la responsabile nazionale agricoltura del PD - è strettamente connesso allo sblocco del finanziamento pubblico per il risanamento e la manutenzione degli argini del fiume Sele. Su questo punto venerdì prossimo, 27 febbraio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri risponderà al quesito posto dalla mia interpellanza urgente presentata all'indomani dell'esondazione del 31 gennaio scorso". C.STAMPA
