Intervista ai Kiepò, i Beatles della musica popolare cilentana, dal vivo fra le strade di Trentinara in occasione della “Festa del pane”
Fra le band di punta della musica tradizionale cilentana, i Kiepò suoneranno fra le strade di Trentinara questa sera e domani sera, in occasione della “Festa del pane e della civiltà contadina”.
Li abbiamo intervistati.
Salve: prima di tutto presentatevi ai nostri lettori!
Ormai ci conoscono tutti! Kiepò.
Il vostro nome è un gioco di parole che nasce da una espressione dialettale: vogliamo spiegarla a chi non è avvezzo al dialetto cilentano?
Kiepò = Ki-sono-questi. Un nome nato proprio a Trentinara quando, usciti in strada a suonare per le prime volte, qualche persona anziana, direi ex-giovane, si è chiesto appunto: “ma chi è po’?”.
La copertina del vostro album si rifà a “Abbey road” dei Beatles: come mai omaggiare una band pop, quando si fa musica popolare?
La copertina dell’ultimo lavoro discografico, “Tarantella Road”, è un po’ un rebus. Si rifà ad “Abbey Road” ma l’ambientazione è totalmente diversa: immersi nella vegetazione fitta del monte Gelbison ci siamo noi che attraversiamo la “Strada della Tarantella”, ma lo facciamo attraversando sulle strisce pedonali che in qualche modo rappresentano quei canoni specifici e tipici della tradizione. Rappresenta un po’ il nostro percorso musicale che si è sicuramente evoluto nel tempo portando avanti la più profonda tradizione ma riletta e ripensata con un gusto popolare nuovo, al passo con i tempi!
La vostra proposta affonda nella ricerca a tratti maniacale per la tradizione, piuttosto che in una riproposizione in chiave moderna dei brani della tradizione: come avviene questo processo di ricerca?
In realtà suoniamo i brani che ci piacciono interpretando il gusto popolare. Non c’è nulla da riproporre in chiave moderna, la musica popolare già è qualcosa di moderno che si evolve in continuazione e si arricchisce. Resta invariato il carattere tipico relativo ad ogni singola cultura popolare.
Suonerete alla “Festa del pane” di Trentinara: cosa deve aspettarsi il pubblico dal vostro spettacolo?
La dolce prepotenza della zampogna, i virtuosismi della ciaramella, le frequenze allegre dell’organetto e della fisarmonica, il colpo catartico dei tamburi a cornice, i balli, i canti faranno da sfondo al nostro percorso itinerante il 17, il 18 e il 19 Agosto.
Progetti attuali e futuri?
Stiamo lavorando ad un nuovo progetto discografico e a tanti nuovi brani che arricchiranno il nostro spettacolo con lo scopo di divertirci sempre di più tra noi e con il pubblico e di lasciare ai posteri un po’ di documenti e sicuramente… l’ardua sentenza!
Salutate i nostri lettori!!!
A Voi!!!
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