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La Scuola superburocratizzata e sclerotizzata uccide la creatività!

📅 · 📰 AttualitàCilento

10012018 sistema scolastico

foto del giornalista Tonino Luppinodi Tonino Luppino
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Vent’anni or sono, scrissi una vibrante lettera ad un quotidiano, con la quale, prendendo lo spunto dalle prove di un Concorso pubblico, dove furono bocciati per “ignoranza totale” ben 829 maestri, parlavo del degrado in cui versava la Scuola italiana!

Osservavo che “…chi insegna muore di noia, di ideali mancati, di nessuna gratificazione” e che la Scuola è “depressa, paralizzata, teatro di impotenza, incompetenza, demotivazione e rassegnazione”. Bene. Oggi, mi chiedo e Vi chiedo: cosa è cambiato? Ho seri motivi per credere che la situazione sia ancor più peggiorata. Beninteso, abbiamo anche insegnanti e dirigenti scolastici straordinari, che lavorano con impegno, ma senza entusiasmo, ma ci sono anche tanti altri, che, con fatica, mi sforzo di citare, perché non trasmettono un cavolo di niente, non alimentano la curiosità, e, quindi, non riescono ad appassionare gli studenti.

Certo, oggi, è difficile fare l’insegnante, con gli attuali riconoscimenti economici e sociali! La Scuola Italiana (nella foto, il Ministro Valeria Fedeli), si è sempre basata sulla valutazione, sulla “cultura della compiacenza”! E non voglio dilungarmi sugli attuali, grotteschi criteri di valutazione dei ragazzi. Voglio, però, evidenziare che i giovani, oggi, sono “alfabetizzati” da altre agenzie formative, alternative alla Scuola e più potenti della Scuola!

squola

La verità è una soltanto: la sclerotizzazione e burocratizzazione della Scuola italiana sono diventate endemiche! E mi rattristo se penso al sistema educativo finlandese, che è il più efficiente del pianeta, dove l’insegnamento è una delle professioni che gode maggior rispetto e l’istruzione è una questione professionale e non politica, come in Italia! In Finlandia, diciamolo a chiare lettere: la Scuola chiede fiducia e la dà! Cosa fare? Quasi nulla! Perchè è evidente che una Scuola organizzata con criteri diversi dagli attuali, di certo non interessa e non conviene a nessuno: né ai politici, né ai numerosi docenti e dirigenti scolastici, non inclini a questa funzione!

ministro fedeli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicazione di Tonino Luppino - Contenuto originale

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