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LA MISSIONE DEI NONNI E ... DI SINGOLARI DOCENTI UNIVERSITARI

12082018 matematica nonni
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Pubblicato il 12/08/2018

Esistono i ruoli: il ruolo giornalistico, il ruolo ingegneristico …. ma nel caso dei nonni, meglio si addirebbe la coppia di termini ‘missione nonnistica’, piuttosto che parlare di ‘ruolo nonnistico’; tuttora svolta dai tanti longevi, anche ultracentenari (emblema è la 107enne Rosa De Vita, di Moio della Civitella) che “arricchiscono”, in termini di esperienze ed insegnamenti di vita ai loro cari, il Cilento; terra nella quale gli anziani possono godere la loro età in tranquillità e serenità offerte dalla natura e dai paesaggi caratteristici del luogo. Eppure, l’attuale epoca è caratterizzata da un frenetico dinamismo; v’è poco tempo per riflettere,occorre andare sempre più velocemente, si è avvinghiati da un senso sfrenato ed un ritmo vorticoso che era completamente sconosciuto ai nostri progenitori. La cui saggezza, i cui consigli, i cui racconti sono stati un capitolo importante, probabilmente per la maggior parte di noi. Affetto, carezze e saggezza manifestate rivivono in noi: il ciclo naturale delle stagioni, il caotico susseguirsi degli eventi, non potranno mai cancellarle. La sociologia della famiglia analizza i ‘piccoli difetti’, il ‘parzialmente erroneo comportamento‘ nei confronti dei propri nipoti,da parte di taluni nonnini che possono viziare i propri fanciulletti: ma tutti i vecchietti tendono ad accontentarli, a far loro tanti bei regalini … Credo possa ritenersi persona fortunata, quella che ha potuto godere del privilegio di aver conosciuto bene i nonni, usufruendo dei racconti drammatici inerenti ai tempi della guerra, o di quelli ‘leggeri’ rievocanti la conquista della loro donzella, nostra attuale nonnina.

La precedente generazione rappresenta un patrimonio importantissimo, fonte di affettuoso agire, di amorevoli cure,giustamente immortalata dalla narrativa, dall’arte pittorica,scultoria, fotografica... Nel corso di un incontro con i partecipanti al Raduno promosso dal ‘Rinnovamento nello Spirito Santo’, allo stadio Olimpico di Roma nel giugno 2014, Papa Francesco celebrò i nonni, ne rimarcò l’importanza:“Le nonne e i nonni sono la nostra forza e la nostra saggezza. Che il Signore ci dia sempre anziani saggi”.

Di ‘anziani saggi’ ne ho conosciuti 4, ma ne ho avuti 5 (il nonno paterno si sposò due volte,dal primo matrimonio nacquero sei figli tra i quali il mio futuro padre), che non ebbero la possibilità di frequentare la scuola Elementare.

Nonno Giuffrida e mio padre Luigi proseguirono la tradizione familiare dei gestori di macelleria, coinvolgente una decina di generazioni, lungo il cui avvicendarsi veniva tramandato il mestiere da padre in figlio. Una singolarità riguardante l’altro mio nonno,Giuseppe, tre figli, 2 maschi e mia madre Antonetta; pseudonimo “Zi’ Peppe ‘O Scangianome”, svolgeva il mestiere di custode di magazzino: divertiva i paesani inventando nomignoli identificanti gli stessi. Nel volume ‘In memoria di Coperchia, giardino dell’anima’ (Gutenberg Edizioni, maggio 2015), testo scritto dal docente universitario di discipline umanistiche, Prof. Vincenzo Aversano,appare nella sezione ’Strangianomi’ questa notizia. Nonno Peppino mi rievocava tanti drammatici episodi di combattente nel corso della Prima Guerra mondiale, ricordo le sue lacrime nel raccontare di aver perso un fratello durante quel conflitto, e la disperazione che ancora lo pervadeva, quando riassumeva l’orribilità della guerra, in un eloquente ‘uccidere per non essere uccisi’.

Relativamente a nonno Giuffrida, egli amava la musica,suonava discretamente il mandolino; era componente di un gruppo musicale che durante il periodo estivo si esibiva nelle sagre paesane. Rimasto vedovo per la prematura morte di Michela,vittima di un terribile male, la sua nuova consorte divenne Lucia, sorella di Michela,dalla quale ebbe due figli. I miei nonni amavano la semplicità, le sane e genuine compagnie con le quali divertirsi o cantare, detestavano l’aspetto dell’ ”apparire”, aspetto oggi tanto attuale. A ciascuno la dimensione che più gli si confà, il proprio stadio esistenziale.… Ecco, introduco due personaggi al di fuori del coro, sento loro vicini relativamente ad alcuni ideali comuni: non dispongo di alcun profilo Facebook e non sono iscritto a nessun Social network; peraltro, di reti sociali, di Internet e di ‘TeleHomines’ (ovvero dell’Homo Videns, un nuovo modello di ‘essere umano’) ne trattavo nel 1989; alcuni miei racconti di quel periodo li ho prospettati a giornalisti ed a direttori di quotidiani e periodici: dr.Baldi e dr. La Greca (Cronache Cilentane); dr. Bianchini (Quotidiano di Salerno); dr. Bojano (Corriere del Mezzogiorno); dr. D’Angelo (le Cronache); dr.ssa Manzi (Fiorisce un cenacolo); dr.ssa Occidente Lupo (Dentro Salerno); dr. Pastore (Antropos in the world); dr.ssa Rocco (Sìlarus); dr. Scandizzo (Unico); dr. Sessa (L’Areopago Letterario); dr.ssa Monica Trotta (la Città); dr.ssa Ornella Trotta (i Fatti); dr.ssa Velia (il Giornale del Cilento).

Dunque, non esplico alcuna pubblica ostentazione; il mio ideale politico e sociale è di natura anarchica; in un testo autobiografico, preferisco impiegare la prima persona (le vicende biografiche, professionali ed artistiche, in generale, sembrano scritte da un narratore esterno), attesa la circostanza che quelle note autobiografiche sono io a scriverle:il ‘narratore esterno’ lo ritengo una sorta di non eccessiva considerazione del lettore, che comprende chi ha scritto quelle note. Pirandello sosteneva che l’originalità è una vocazione,non una scelta: “Colui che passeggia in mutande è un eccentrico, non un originale”.Due personalità originalissime:Renato Caccioppoli e Abba Lerner; immense Genialità nei rispettivi campi e coraggiosi nell’affrontare, in virtù di una superiore apertura mentale, da soli, il tortuoso sentiero della Diversità. Tra essi un legame inscindibile, una corrispondenza di orientamento e di atti: durante le loro esperienze giovanili si iscrissero ad un movimento socialista; entrambi docenti universitari anomali e fuori dagli schemi rigidi delle Accademie; ‘temperamenti anarchici’, ebbero in odio il potere del Governo sulle vite dei cittadini; amavano l’arte e suonavano il pianoforte …. Renato Caccioppoli (1904 - 1959) associò il suo talento artistico alla personalità di grande matematico; il regista Martone gli dedicò un film, in proiezione al cinema nel 1992, ’Morte di un matematico napoletano’; nel quale, tra gli altri episodi, spiccavano: le sue passeggiate per le vie di Napoli con un gallo al guinzaglio;la frequentazione di popolani, di pezzenti,di ‘umiliati ed offesi’ di Dostoevskijana memoria; il coraggiosissimo discorso e l’esecuzione de ‘La Marsigliese’ durante un comizio di Hitler e Mussolini a Napoli nel 1938 (l’audace gesto gli costò il carcere e la clinica psichiatrica,dove ideò un teorema,che defini “teorema del punto unito”);il suo modo singolare di bocciare gli allievi durante gli esami di Analisi matematica. Divenne facile preda di bevande alcoliche in seguito alle aspirazioni politiche miseramente svanite ed all’abbandono della moglie, Sara Mancuso, che egli amava profondamente; concluse la sua esperienza terrena con un colpo di pistola alle tempie, era l’8 maggio del 1959. Abba Lerner (1903 -1982) fu economista e docente universitario, era statunitense di origine ebraica. Sovente si presentava nelle aule delle lezioni universitarie con barba assai lunga ed incolta, camicia sbottonata sempre priva di cravatta,e con dei sandali che avrebbero trovato più idonea collocazione su una assolata spiaggia popolare, piuttosto che in un austero e raffinato luogo di cultura…. Insomma era un “tipo”, una persona particolare,speciale, e, soprattutto per quanto attiene al suo settore specifico, l’Economia,parecchio al disopra della media; al punto che sfiorò il premio Nobel (analogamente a Caccioppoli che lambì la ‘Medaglia Fields’, equivalente ad un Premio Nobel per la Matematica,riconoscimento quest’anno assegnato al matematico italiano Alessio Figalli), non raggiungendolo a causa di questo suo atteggiamento bizzarro e di un temperamento anarchico al di fuori di qualunque “canone pirandelliano” ed “etichetta universitaria”.

Relativamente al mio omaggio a Caccioppoli e Lerner, in tale rappresentazione artistica ho inserito, insieme ad un’arpa ed un paesaggio marino realizzati con simboli matematici, “la luce del numero 9” ovvero questa sua proprietà: consideriamo il numero ottenuto con le 9 cifre disposte in sequenza crescente: 123.456.789; moltiplichiamo questo numero per 9: otteniamo 11.111.111.101. Adesso consideriamo il numero iniziale 123.456.789, ed “estirpiamo” da esso il 9: 12.345.678; questo valore numerico, moltiplichiamolo ancora per 9: otteniamo 111.111.102; ripetendo il procedimento si osserveranno notevoli simmetrie.....

Giuffrida Farina

foto matematica nonni

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