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ASCEA IN TESTA - Strade dissestate: la scoperta del Sindaco di Ascea e l’imitazione del "modello Bacoli"

📅 domenica 11 gennaio 2026 · 📰 PoliticaAscea

11012026 buche ovunque laffondo dellopposizione

Comunicato Stampa

Ad Ascea, il Sindaco ha scoperto improvvisamente che il problema delle strade dissestate esiste.
Una rivelazione tardiva, certo, ma che arriva – guarda caso – di riflesso.

Tutto nasce da un comunicato stampa con cui il primo cittadino annuncia la sospensione delle autorizzazioni agli scavi per la fibra ottica, ricalcando fedelmente una scelta già adottata altrove. Una scelta che, in altri contesti, è maturata all’interno di una visione amministrativa chiara, coerente e strutturata sulla tutela del territorio.

Ad Ascea, invece, l’operazione assume contorni decisamente più pittoreschi.

Le strade del paese sono da anni una gruviera: buche, avvallamenti, toppe raffazzonate, manutenzioni “arrangiate” quando va bene. Una condizione cronica e strutturale, sotto gli occhi di tutti, ben nota a chi guida, pedala o semplicemente cammina.

Eppure, l’indignazione istituzionale scatta solo oggi.
Non per le strade comunali mai interessate da cantieri, lasciate a se stesse e ormai impraticabili, ma esclusivamente per i ripristini effettuati dalle ditte che operano per conto di Open Fiber.

Si denunciano lavori approssimativi, si evocano rischi per la sicurezza stradale, si grida allo scandalo. Tutto legittimo, per carità.
Ma resta una domanda semplice e inevitabile: e il resto della rete viaria comunale?

Quella che versa in condizioni spesso peggiori, creando pericoli quotidiani per automobilisti, ciclisti e pedoni e arrecando un danno evidente al decoro urbano.

Basterebbe citare:

via della Vecchia Fontana, dove l’asfalto è ormai un ricordo;

via Sant’Antonio, che somiglia più a un percorso a ostacoli che a una strada comunale;

corso Elea, con pietre divelte e pavimentazione sconnessa, pericolosa per tutti: automobilisti, ciclisti, pedoni, anziani, passeggini.

Strade che non hanno mai visto un cantiere della fibra, non sono state toccate da scavi recenti eppure presentano criticità ben più gravi di quelle oggi denunciate.

A supporto del provvedimento, viene richiamata una dettagliata relazione tecnica del Comando di Polizia Locale, corredata da documentazione fotografica.
Viene spontaneo chiedersi se, tra uno scatto e l’altro, siano finite anche le buche “storiche” di tante strade comunali, o se l’obiettivo fosse soltanto quello di immortalare il dissesto altrui, lasciando fuori dall’inquadratura quello di casa.

Perché qui non siamo davanti a una svolta epocale, ma a un’imitazione tardiva:
si copia il gesto, non la politica; la forma, non la sostanza.

La sicurezza stradale e il decoro urbano non possono essere evocati a intermittenza, né utilizzati solo quando fanno comodo per costruire un titolo o inseguire l’eco di decisioni prese altrove.
Servono programmazione, manutenzione ordinaria costante, interventi strutturali e una visione complessiva del territorio.

Del resto, come recita un proverbio che calza a pennello:
“È facile vedere il fumo della casa altrui, quando il proprio tetto brucia.”

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