Aree interne, il Museo del Suolo di Pertosa tra i primi firmatari del Patto “Abitare il futuro”
C’è anche il Museo del Suolo di Pertosa tra i primi firmatari del Patto “Abitare il futuro – oltre la retorica delle aree interne”, il documento politico-culturale e operativo presentato a San Mauro Cilento in occasione del cinquantesimo anniversario della Cooperativa Nuovo Cilento. Un’adesione che conferma il ruolo attivo del Museo nel dibattito sulle trasformazioni dei territori rurali, collinari e montani e sulle strategie necessarie per affrontare le transizioni ecologica, sociale ed economica.
Il Patto è il risultato di un confronto articolato, svoltosi dal 21 al 23 gennaio 2026, che ha coinvolto agricoltori, ricercatori, cooperatori, amministratori pubblici, organizzazioni della società civile e osservatori internazionali. Al centro del documento vi è il riconoscimento del suolo come bene comune, infrastruttura ecologica primaria e fondamento del benessere umano, principio pienamente coerente con la missione scientifica e culturale del Museo del Suolo di Pertosa.
Il ruolo del Museo del Suolo nel sistema MIdA
Il Museo del Suolo di Pertosa fa parte dei Musei Integrati dell’Ambiente della Fondazione MIdA, insieme alle Grotte di Pertosa-Auletta e al Museo Speleo-Archeologico di Pertosa. Si tratta di un modello museale unitario che interpreta l’ambiente come un sistema complesso di relazioni tra suolo, acqua, paesaggio, biodiversità e storia umana, superando una visione frammentata del patrimonio naturale e culturale.
All’interno di questo sistema, il Museo del Suolo svolge una funzione strategica nel restituire centralità al suolo come risorsa finita, archivio di memoria naturale e culturale ed elemento chiave per affrontare la crisi climatica e le sfide legate alla gestione sostenibile dei territori. In dialogo con l’esperienza delle Grotte di Pertosa-Auletta e con il Museo Speleo-Archeologico, contribuisce alla costruzione di una narrazione integrata del territorio e delle sue trasformazioni.
Il Patto “Abitare il futuro” e le prospettive operative
Il Patto nasce da un lavoro corale che ha coinvolto oltre trenta esperti e circa mille partecipanti tra workshop, seminari e tavoli di confronto. Il percorso ha portato alla definizione di sei assi operativi di intervento, che spaziano dalla cura del suolo alla cooperazione, dalle filiere produttive ai servizi, fino ai modelli di governance territoriale. A supporto di questi obiettivi è stata delineata una tabella di marcia di 24 mesi, in vista della programmazione europea 2028–2034.

Particolare attenzione è riservata ai temi della formazione, della costruzione di conoscenza e dello sviluppo di competenze territoriali, indicati come leve strategiche per la transizione delle aree interne. In questo ambito si inserisce anche il contributo di Vincenzo Michele Sellitto, direttore del Museo del Suolo di Pertosa, che sottolinea la necessità di processi di apprendimento continuo, radicati nei luoghi e nelle comunità, in alternativa a modelli calati dall’alto.
La sottoscrizione del Patto, avvenuta alla presenza dell’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, segna l’avvio di una nuova fase di lavoro condiviso. Il documento resta aperto all’adesione di persone, enti e organizzazioni che ne condividano principi, metodo e visione, con l’obiettivo di ripensare in modo sistemico e partecipato il futuro delle aree interne, partendo dal suolo come elemento fondativo.

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