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La provincia di Salerno al CNEL nel confronto sul futuro delle nuove generazioni

FedAPI partecipa al Tavolo nazionale sull’Attrattività del Paese: al centro il contributo di Teresa Di Meo e le sfide generazionali dei territori salernitani.

📅 · 📰 AttualitàSalerno

27012026 salerno al cnel

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C’è anche la provincia di Salerno nel confronto nazionale avviato al CNEL sul futuro delle nuove generazioni. FedAPI – Federazione Artigiani e Piccoli Imprenditori ha preso parte al Tavolo tematico “Attrattività del Paese”, nell’ambito della Strategia Giovani e del percorso verso un nuovo Patto Generazionale, portando il contributo di Teresa Di Meo, coordinatrice nazionale FedAPI Giovani ed espressione diretta del territorio salernitano.

La partecipazione al tavolo rappresenta un passaggio significativo per dare voce, in una sede istituzionale nazionale, alle istanze che emergono dai contesti locali e dalle realtà produttive di dimensioni medio-piccole, particolarmente diffuse nel Mezzogiorno.

Il punto di vista dei territori

Teresa Di Meo, già presidente del Consiglio comunale di Montecorvino Pugliano e componente del GAL, ha presentato una visione fortemente radicata nelle dinamiche territoriali. Il suo intervento ha messo in relazione le grandi scelte di politica generazionale con le criticità che attraversano la provincia di Salerno, tra cui l’emigrazione giovanile, le difficoltà di accesso al lavoro qualificato, la fragilità delle piccole imprese e la necessità di rafforzare le filiere produttive locali.

Il Tavolo sull’Attrattività del Paese affronta infatti uno dei nodi più urgenti per aree come il Salernitano, dove il rischio di spopolamento e perdita di competenze si intreccia con un tessuto economico composto in larga parte da micro e piccole imprese. Un contesto che, secondo FedAPI, può trasformarsi in una risorsa solo se inserito in una strategia nazionale capace di valorizzare territori, lavoro e iniziativa imprenditoriale.

Il Patto generazionale come leva di sviluppo

Nel suo intervento, Di Meo ha sottolineato il valore strategico del Patto Generazionale come strumento di coesione e visione condivisa. «Il Patto Generazionale non è solo un accordo tra generazioni, ma un patto con l’Italia stessa – ha dichiarato –. Un futuro realmente prospero per le generazioni a venire sarà possibile solo se passato e presente sapranno collaborare, nella consapevolezza del valore aggiunto che il fattore italianità rappresenta. Territori, comunità, imprese, cultura del lavoro e identità produttiva non sono un limite, ma una leva strategica su cui costruire sviluppo e fiducia».

Opportunità per giovani e piccole imprese

Di Meo ha inoltre evidenziato come l’attrattività del Paese passi dalla capacità di offrire ai giovani delle aree interne e rurali opportunità concrete di lavoro e di impresa, evitando che la scelta di restare si trasformi in una rinuncia. «I giovani non chiedono assistenza – ha aggiunto – ma contesti credibili in cui poter investire competenze, idee e responsabilità. Le piccole imprese dei territori possono essere il primo luogo in cui il Patto Generazionale prende forma, se sostenute da politiche coerenti».

Un messaggio che rafforza il ruolo delle realtà produttive locali come protagoniste di un modello di sviluppo capace di trattenere talenti, creare lavoro qualificato e costruire prospettive durature per le nuove generazioni.

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