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Costiera amalfitana, il report del Distretto turistico: qualità dell’esperienza in crescita e stop al turismo di massa

Presentati i dati 2025 su reputazione, mercati e performance: sentiment in aumento, forte vocazione internazionale e criticità legate a mobilità e parcheggi

📅 · 📰 EconomiaSalerno

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La Costiera amalfitana si conferma una destinazione turistica internazionale di eccellenza, ma non compatibile con un modello di turismo di massa. È quanto emerge dal report sulla destinazione presentato dal Distretto Turistico Costa d’Amalfi nel corso del webinar “Costiera Amalfitana e turismo: tutti i trend 2025”, promosso insieme a The Data Travel Appeal Company, società specializzata nell’analisi dei dati turistici e reputazionali.

Lo studio, illustrato lunedì 9 febbraio 2025 alle ore 17.00, restituisce una fotografia aggiornata e misurabile della destinazione, basata sull’analisi delle tracce digitali, delle performance dell’offerta e della percezione dei visitatori negli ultimi due anni. Il periodo di riferimento va da ottobre 2024 a ottobre 2025, a confronto con l’anno precedente (ottobre 2023 – ottobre 2024), con dati estratti a dicembre 2025. Al webinar hanno dialogato Andrea Ferraioli, presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi, e Federica Amati, sales engineer di The Data Travel Appeal Company.

Il dato più rilevante riguarda l’equilibrio tra flussi e qualità dell’esperienza: a fronte di una lieve riduzione delle presenze rispetto al boom post-pandemia, il gradimento complessivo dei visitatori è in crescita. Il sentiment generale raggiunge quota 87,7 su 100, con un incremento di 1,1 punti rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro di normalizzazione dei flussi e di miglioramento della percezione complessiva, con punte di eccellenza registrate nei comuni di Praiano e Positano.

La vocazione internazionale della Costiera amalfitana resta un elemento strutturale: il 79,2% dei visitatori proviene dall’estero, una percentuale nettamente superiore alle medie regionali e nazionali. I principali mercati di riferimento restano Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania e Francia, con livelli di soddisfazione particolarmente elevati, soprattutto nei mercati nordamericani.

Dal punto di vista dei profili di viaggio, la destinazione si conferma prevalentemente esperienziale: le coppie rappresentano circa il 60% dei visitatori, seguite dalle famiglie (22–23%). Entrambi i segmenti mostrano livelli di gradimento alti e stabili, a conferma della capacità del territorio di rispondere a esigenze diverse senza snaturare il proprio posizionamento.

Centrale il ruolo del comparto privato, in particolare della ricettività. Il sentiment delle strutture ricettive raggiunge 88,8 su 100, con apprezzamenti elevati per ospitalità, coinvolgimento emotivo e qualità delle location. Emergono investimenti costanti da parte degli operatori sul miglioramento dei servizi, soprattutto nelle strutture di fascia alta. Le principali criticità segnalate riguardano l’accessibilità e alcune procedure operative, come check-in e check-out.

Sul piano economico, i dati OTA evidenziano una crescita delle tariffe medie (+5,2%) con una saturazione sostanzialmente stabile. Nel comparto degli affitti brevi, invece, l’aumento dei prezzi (+8,8%) è accompagnato da un incremento della saturazione (+3%). «È il segnale di una domanda qualificata – ha sottolineato Andrea Ferraioli – capace di assorbire aumenti di prezzo solo se sostenuti da un’elevata qualità dell’esperienza. Aumenti indiscriminati, senza un reale miglioramento dei servizi, produrrebbero effetti contrari».

Molto positivi anche i dati relativi al patrimonio culturale e alle attrazioni, che registrano un sentiment medio di 90,4 su 100, con punte di eccellenza per siti come Villa Rufolo e il Museo della Carta di Amalfi. Resta tuttavia aperto il tema dei servizi di contesto territoriale, in particolare accessibilità e tempi di spostamento, che incidono sulla percezione complessiva dell’esperienza.

Il commercio e l’artigianato si confermano parte integrante del sistema turistico: il comparto registra un sentiment medio di 83,2 su 100, con valori superiori a 90 per l’artigianato ceramico e punte di 96,8 per i servizi di noleggio motocicli. Le botteghe della ceramica vietrese rappresentano un elemento identitario forte, raccogliendo circa due terzi delle recensioni del settore commercio e rafforzando l’idea di un’economia turistica diffusa e autentica.

Le principali criticità emerse dall’analisi delle tracce digitali riguardano servizi territoriali già noti: parcheggi, mobilità e tempi di attesa nei periodi di maggiore afflusso. Anche il tema dei costi viene segnalato, ma i dati mostrano come i livelli di prezzo siano in linea con quelli di altre destinazioni di pregio a livello nazionale e internazionale.

I dati del report sono disponibili attraverso la piattaforma “Destination Amalfi Coast”, in dotazione al Distretto Turistico Costa d’Amalfi, a supporto delle attività di governance e degli operatori del territorio. «Queste informazioni – ha dichiarato Ferraioli – diventano patrimonio comune del territorio. Accanto alle eccellenze, emergono anche criticità che richiedono soluzioni condivise a livello comprensoriale, per riequilibrare i servizi tra interno ed esterno delle strutture».

Il report include anche un confronto con destinazioni affini come Cinque Terre, Penisola Sorrentina e Capri. In questo contesto, la Costiera amalfitana si distingue per un sentiment più stabile e mediamente più elevato, una maggiore capacità di assorbire i flussi turistici e un equilibrio più solido tra pricing, saturazione e qualità percepita. Nel complesso, la destinazione si conferma premium, resiliente e ad alto valore reputazionale, con margini di miglioramento concentrati soprattutto sulla gestione dei flussi, dell’accessibilità e del rapporto tra prezzo e valore dell’esperienza.

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