Nasce il comitato “Agropoli Guarda a Nord” per sanità e servizi più vicini
Nasce ufficialmente il comitato civico-politico “Agropoli Guarda a Nord”, con l’obiettivo di avviare una sfida strategica per il riequilibrio territoriale dell’intera area costiera cilentana. Il progetto parte dal comune di Montecorice, coinvolge le colline al di qua del fiume Alento e guarda con decisione verso la Piana del Sele.
La visione indicata dai promotori è netta: rafforzare sanità, servizi amministrativi e infrastrutture in funzione di una nuova centralità territoriale che, secondo il comitato, i dati demografici ed economici rendono già evidente.
Agropoli oltre il turismo: i numeri della crescita
Negli ultimi venticinque anni Agropoli ha vissuto una trasformazione profonda e costante, ridefinendo identità, ruolo e peso strategico all’interno del Cilento. Non si tratta più soltanto di una località turistica stagionale.
Nel periodo invernale, infatti, il bacino stabile supera le 38.000 presenze tra residenti e popolazione temporanea. L’asse naturale con Capaccio Paestum ha inoltre generato una conurbazione funzionale che supera i 70.000 abitanti, sfiorando gli 80.000.
La crescita riguarda diversi ambiti: aumento della popolazione residente, espansione dell’offerta commerciale, potenziamento dei servizi scolastici, incremento degli investimenti privati e intensificazione dei flussi lavorativi quotidiani. I confini tra Agropoli e Capaccio Paestum appaiono sempre più permeabili, con viabilità condivisa e continuità urbanistica che delineano un’unica area urbana diffusa.
Il nodo della distribuzione dei servizi
Secondo i promotori, per anni il bacino agropolese ha contribuito a sostenere uffici pubblici e servizi concentrati a Vallo della Lucania, centro con meno di 8.000 abitanti ma ancora sede di strutture fondamentali, tra cui presidi sanitari rilevanti.
Oggi questa configurazione viene ritenuta sempre più sbilanciata. Gran parte dell’utenza proviene dall’area costiera, ma cittadini e imprese devono affrontare continui spostamenti verso l’entroterra per accedere a servizi essenziali.
In un contesto in cui la sanità territoriale dovrebbe avvicinarsi alle aree a maggiore densità abitativa, la concentrazione dei servizi lontano dai principali bacini demografici produce, secondo il comitato, disagi, inefficienze, costi indiretti e un diffuso senso di distanza istituzionale.
La direttrice nord e il rapporto con la Piana del Sele
In questo quadro prende forza l’idea di rafforzare i rapporti con la Piana del Sele, territorio che negli ultimi anni ha mostrato una significativa capacità di attrazione economica e infrastrutturale.
La direttrice nord viene indicata come un asse coerente con le dinamiche commerciali già in atto, un collegamento logistico naturale e una possibile risposta alla carenza di servizi sanitari e amministrativi più vicini ai cittadini.
Guardare alla Piana del Sele, precisano i promotori, non significa rinnegare l’identità cilentana, ma reinterpretarla in chiave moderna attraverso alleanze territoriali fondate su dati concreti e su una visione integrata dell’area vasta.
La proposta: due distretti sanitari per il Cilento
Tra i punti centrali emerge la proposta di una riorganizzazione sanitaria del territorio cilentano in due macro-aree: Alto Cilento e Basso Cilento, con linea di confine individuata nel fiume Alento.
L’ipotesi prevede due soli distretti sanitari, ciascuno con un proprio riferimento ospedaliero: da un lato l’asse Vallo della Lucania–Sapri per l’area Parco Nazionale e Mare, dall’altro l’asse Roccadaspide–Agropoli per l’Area Nord.
Secondo i sostenitori dell’iniziativa, si tratta di un modello più coerente con le attuali dinamiche demografiche e infrastrutturali.
Verso la presentazione pubblica
Alla base dell’iniziativa vi è una domanda che, secondo il comitato, molti cittadini si pongono: per quanto tempo un’area urbana che supera gli 80.000 abitanti dovrà dipendere da centri più piccoli per i servizi fondamentali?
Per i promotori, Agropoli, Capaccio Paestum, Castellabate e i comuni collinari circostanti rappresentano oggi il principale motore economico e demografico del Cilento. Rafforzare le relazioni istituzionali, ottenere una sanità più vicina e superare ogni forma di subordinazione territoriale viene indicato come l’avvio di una nuova fase.
Il comitato sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni con un incontro pubblico aperto a cittadini, associazioni e amministratori locali. Una nuova stagione, nelle intenzioni dei promotori, si apre per Agropoli e per l’intero Cilento costiero, con uno sguardo rivolto verso nord.

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