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Stop al raddoppio dell’olio tunisino: la Commissione europea tutela gli olivicoltori

Coldiretti Campania accoglie con favore la decisione di Bruxelles: niente aumento delle importazioni a dazio zero.

📅 · 📰 EconomiaSalerno

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Credits Foto yilmazfatih | Pixabay.com

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Arriva lo stop al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero. Una decisione accolta con favore dagli olivicoltori campani dopo che la Commissione Europea ha respinto la proposta che avrebbe aumentato sensibilmente l’ingresso di prodotto a basso costo nel mercato comunitario.

A darne notizia è Coldiretti Campania, che sottolinea come la scelta rappresenti un importante risultato per la tutela dei produttori locali e della filiera olivicola italiana.

“Come richiesto da Coldiretti e Filiera Italia, l’Europa ha detto no all’aumento esponenziale delle importazioni. Il Commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha annunciato in una lettera che non sono previste concessioni commerciali aggiuntive per l'olio d'oliva”, spiega il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda.

Il rischio per i produttori italiani

La decisione europea blocca la proposta del governo tunisino di rafforzare il quadro giuridico bilaterale portando a 100mila tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato verso l’Unione europea.

Secondo Coldiretti, l’aumento delle importazioni avrebbe rappresentato un serio rischio per i produttori italiani, favorendo i traffici di olio a basso costo e causando un ulteriore calo dei prezzi sul mercato.

“Nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di prodotto a basso costo, facendo crollare i prezzi di quello italiano”, sottolinea Loffreda.

Prezzi bassi e dubbi sui pesticidi

Un altro elemento di preoccupazione riguarda il forte divario nei prezzi. L’olio tunisino, i cui arrivi sono già cresciuti del 40%, ha un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo.

Secondo Coldiretti si tratta di una forma di dumping che scarica sui produttori italiani il peso della concorrenza, spesso costringendoli a vendere al di sotto dei costi di produzione. A questo si aggiungono i timori legati all’uso, nel Paese nordafricano, di pesticidi vietati nell’Unione europea.

“È arrivato il momento di proteggere seriamente la salute dei cittadini consumatori, facendo in modo che i prodotti importati rispettino le stesse regole a cui sono sottoposti quelli europei”, evidenzia il direttore regionale.

Il ruolo della Campania nell’olivicoltura

La Campania si conferma una realtà significativa nel panorama olivicolo nazionale. La regione conta oltre 70mila ettari coltivati a olivo e nella campagna 2024-2025 registra un incremento della produzione che la colloca al sesto posto tra le regioni italiane.

direttore di coldiretti loffreda

Tra le varietà più diffuse figurano Pisciottana, Caiazzana, Carpellese, Rotondella e Minucciola.

“È un risultato che premia le attese dei produttori campani che stanno investendo molto per diventare sempre più protagonisti del comparto su scala nazionale e internazionale”, conclude Loffreda, ricordando come la Campania sia stata la prima regione a dotarsi di un piano olivicolo regionale condiviso con tutta la filiera.

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