Epatite A nel Salernitano: 12 casi, attenzione ai cibi a rischio
Una “scia” che parte dalla tavola e arriva in corsia: sono 12 i casi accertati di epatite A nel Salernitano, con pazienti distribuiti tra capoluogo, Agro nocerino, Cilento e Vallo di Diano. Il quadro clinico è chiaro: ittero, stanchezza estrema, transaminasi elevate, spesso preceduti da febbre, nausea e dolori addominali.
I sospetti si concentrano sugli alimenti a rischio: soprattutto cozze, ostriche e telline crude o poco cotte, ma anche verdure a foglia larga non adeguatamente lavate. Il virus, trasmesso per via oro-fecale, può incubare fino a 50 giorni, rendendo difficile risalire all’origine del contagio.
Cinque i casi monitorati al Ruggi, quattro a Nocera, gli altri tra Vallo della Lucania e Polla, mentre si registrano segnalazioni lievi anche nell’area di Eboli e Valle dell’Irno.

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