Salerno, inflazione e costi fissi pesano su famiglie e imprese: consumi in calo
L’aumento dell’inflazione e il peso crescente dei costi fissi stanno incidendo in maniera significativa sui redditi di famiglie e imprese nel territorio di Salerno, delineando uno scenario di progressivo impoverimento. Una tendenza che riflette il quadro nazionale ma che, a livello locale, assume caratteristiche ancora più critiche.
A evidenziarlo è un’analisi del CER per Confesercenti, secondo cui nel 2026 l’inflazione potrebbe tornare a salire fino al 2,9%, compromettendo la ripresa del potere d’acquisto e causando una contrazione dei consumi stimata in quasi 4 miliardi di euro.
Spese fisse in crescita e consumi in frenata
Nel Salernitano, gli effetti sono già evidenti: le spese per casa, energia, trasporti e sanità arrivano a incidere fino al 42% sui bilanci familiari, riducendo drasticamente la capacità di spesa. Una dinamica che si traduce in un calo dei consumi quotidiani, con ripercussioni dirette sul commercio e sui servizi locali.
I dati confermano una tendenza consolidata nel tempo: tra il 2005 e il 2025 il potere d’acquisto è diminuito del 3,2%, mentre i consumi reali hanno registrato una flessione del 15%. In termini concreti, la perdita media per famiglia si attesta intorno ai 5mila euro.
Redditi in calo e imprese sotto pressione
Nonostante un aumento dell’occupazione sul piano numerico, i redditi continuano a ridursi. Il calo interessa in particolare i lavoratori autonomi, ma coinvolge anche i dipendenti. Alla base di questa dinamica vi è una produttività stagnante, che limita la crescita dei salari e incide sulla competitività del sistema economico.
L’impatto si riflette anche sul tessuto produttivo locale, composto in gran parte da piccole e medie imprese, già messe alla prova dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
Secondo il presidente provinciale di Confesercenti, Raffaele Esposito, la situazione è ormai evidente: famiglie e imprese risultano sempre più schiacciate dai costi. Senza interventi immediati su energia e spese incomprimibili, il rischio è quello di compromettere la tenuta dell’intero sistema economico locale.
Una crisi definita silenziosa ma concreta, che parte dai bilanci domestici e si riflette sull’economia reale, mettendo in difficoltà attività commerciali e servizi del territorio.

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