Menu
Cerca Effettua una ricerca

📰 Categorie

📍 Località

Paestum, Fernando Mangone dipinge la memoria del mare e della sabbia

Il pittore campano crea un ciclo pittorico dove Paestum si esprime attraverso la materia naturale: sabbia stratificata e acqua come elementi vivi che dialogano con l'antico

📅 · 📰 CulturaCapaccio-Paestum

15042026 pittore f mangone spiaggia

Aggiungi Cilento Notizie come fonte preferita su Google

Proprio nel confine tra terra e mare prende vita la nuova opera del pittore campano Fernando Mangone: un'esplorazione artistica dedicata a Paestum, in cui sabbia e acqua non fungono da mera ambientazione, ma costituiscono l'essenza dell'espressione.

L'artista dialoga con il lascito arcaico dell'Heraion del Sele e con le metope conservate nel Museo Archeologico di Paestum, tra i vertici dell'arte magnogreca. Queste sculture del VI secolo a.C. racchiudono miti originari ed epiche visioni: le fatiche di Eracle, il dramma di Troia, lo scontro tra umani e centauri, e una visione del mondo antico dove il mito è realtà simbolica anziché semplice narrazione.

Mangone non descrive né rielabora in modo convenzionale: permette al paesaggio di trasformarsi in pittura. La sabbia, prelevata e sovrapposta sulla tela, trattiene il ricordo tangibile del sito; il mare, suggerito come elemento perenne, opera come potenza che erode e rinnova l'immagine.

Da qui scaturisce un linguaggio essenziale e primordiale, nel quale il segno pittorico appare come impronta anziché come traccia grafita, come segno di un tempo che fluisce ancora sotto la patina del presente.

Paestum come forza attiva

In questo ciclo, Paestum non viene raffigurata: si rivela. Non è oggetto passivo, ma forza agente. È un suolo che genera mito mediante la propria sostanza fisica.

“Non ho inteso narrare Paestum dall'esterno, ma coglierla dall'interno”, spiega Mangone. “La sabbia e il mare non sono simboli: sono la voce autentica del luogo. In loro ho individuato la persistenza del mondo arcaico”.

La rilevanza dell'iniziativa è evidenziata dalla Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS, Anna Coralluzzo, che afferma: “L'arte di Mangone dischiude una prospettiva inedita sul territorio. Non si tratta di riproduzione, ma di scoperta. Paestum si presenta come entità vitale, dove l'antico non è storia lontana ma presenza dinamica, in grado di produrre ancora forme e immagini contemporanee”.

In sintesi, il lavoro di Mangone fonde materia naturale e eredità antica, rendendo Paestum un soggetto vivo e generativo che continua a ispirare attraverso i suoi elementi primordiali.

Cilento Notizie fonte preferita google news
Iscriviti alla Newsletter

Per le tue vacanze nel Cilento, consigliamo