Salerno - ACLI: per la Giornata delle Famiglie serve più welfare e meno disuguaglianze
In un Paese in cui sempre più famiglie fanno fatica a sostenere spese educative, sportive e formative per i figli, servono politiche pubbliche che tornino a rendere possibile progettare il futuro.
È il messaggio che le ACLI rilanciano in occasione della Giornata Internazionale delle Famiglie del 15 maggio 2026, dedicata quest’anno al tema “Famiglie, disuguaglianza e benessere infantile”.
Secondo gli ultimi dati del Rapporto 2025 “Alleanza contro la Povertà” in Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, pari a circa 2,2 milioni di famiglie, mentre oltre 1,3 milioni di minori crescono in contesti di forte fragilità economica. Nel Mezzogiorno il rischio di povertà o esclusione sociale supera il 40% della popolazione, segnalando un divario territoriale sempre più profondo
“La questione familiare oggi riguarda sempre meno modelli astratti e sempre più la vita concreta delle persone: salari bassi, lavoro discontinuo, costi dell’abitare, difficoltà di conciliazione, accesso diseguale ai servizi educativi e di cura. Per questo serve una nuova agenda di priorità che tenga insieme sostegno economico e rafforzamento del welfare territoriale”, dichiara Daniele Manzolillo, Presidente provinciale delle Acli.
Tra le proposte avanzate dalle ACLI vi è la richiesta di non ridurre l’Assegno Unico Universale al compimento dei 18 anni dei figli, in una fase della vita in cui i costi per istruzione, formazione e autonomia continuano a gravare sulle famiglie. Accanto alle misure sul reddito, l’associazione indica come decisivo il rafforzamento dei servizi di prossimità: reti educative, sostegno alla genitorialità, sportelli territoriali, welfare locale integrato e accessibile.
“Ogni giorno, i nostri servizi fiscali e previdenziali, sottolinea Gianluca Mastrovito - Presidente dei Servizi Acli - ci consentono di avere un osservatorio privilegiato nella individuazione delle condizioni reali delle persone e delle famiglie. È da questa esperienza concreta che emerge con urgenza la necessità di rafforzare il welfare territoriale e i servizi di prossimità”.
“Le famiglie oggi chiedono condizioni più stabili per vivere, lavorare, crescere i figli e affrontare le responsabilità di cura. Anche sul territorio salernitano - continua Mastrovito - registriamo una crescente difficoltà - in particolare nei nuclei monoreddito e monoparentali e ancor peggio se residenti nelle aree interne - tra precarietà lavorativa, aumento del costo della vita e riduzione delle opportunità educative e sociali per bambini e ragazzi. Una condizione che rischia di trasformare la fragilità economica in povertà educativa e disuguaglianza permanente.
Per questo le ACLI continuano quotidianamente il proprio impegno attraverso CAF, Patronato, circoli, servizi territoriali, progetti sociali e attività di accompagnamento rivolte alle famiglie, con l’obiettivo di costruire un welfare di prossimità più accessibile e vicino alle persone.
“Lo slogan scelto quest’anno, Una grande famiglia che si prende cura delle famiglie - conclude Manzolillo – rilancia una responsabilità collettiva delle reti sociali e territoriali in una fase in cui le fragilità non sono più straordinarie ma strutturali”.

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