Salerno, il Nursind replica ai medici sulle tariffe nelle Case di Comunità: «40 euro lordi non sono una paga d'oro» + Nota Fials Salerno
Nella sanità salernitana scoppia una polemica sulle tariffe orarie previste per gli infermieri delle nuove Case e Ospedali di Comunità. I sindacati dei medici di medicina generale e degli specialisti ambulatoriali, Fimmg e Sumai, hanno definito "sproporzionata" la tariffa oraria di 40 euro lordi stanziata dall'Asl di Salerno per reclutare il personale infermieristico che opererà nelle nuove strutture. Una presa di posizione che ha incassato l'immediata e ferma replica del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.
«Siamo rimasti letteralmente basiti da queste uscite», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Ancora una volta si dimentica il valore della cooperazione tra professionisti. Definire esagerata la quota di 40 euro lordi significa ignorare volutamente la realtà dei fatti: parliamo di contratti a tempo determinato, con partita Iva, in cui l'infermiere deve pagarsi tutto, dalle tasse alle coperture assicurative. Le competenze di alto livello si pagano in ogni settore, e quelle degli infermieri non valgono certo meno di altre».
Il confronto con le tariffe mediche
Sulla stessa linea si esprime Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno, che sposta il focus sulle reali cifre che ruotano attorno al mondo medico. «Fa sorridere che i sindacati dei medici non si scandalizzino per i 100 euro all'ora corrisposti ad alcune categorie di camici bianchi nei servizi di emergenza-urgenza, o per i milioni di euro spesi per le visite private intramoenia negli ospedali. Che gli stipendi dei medici siano bassi rispetto all'Europa è un fatto inconfutabile, ma non si risolve il problema scatenando una guerra di classe contro gli infermieri, dove a perdere sarà solo il cittadino».
La voce dei delegati Rsu
A dare voce ai lavoratori che operano ogni giorno nei reparti sono i delegati della Rappresentanza Sindacale Unitaria del Nursind, che intervengono congiuntamente per difendere la scelta strategica dell'azienda sanitaria.
«Avremmo preferito potenziare le strutture sanitarie che già esistono invece di crearne di nuove da zero», spiegano i delegati Ciro Cristiano Domenico e Valerio Guida Festosi. «Tuttavia, si tratta di una legge dello Stato e noi, da professionisti responsabili, ci adeguiamo. L'Asl di Salerno ha fatto benissimo a fare uno sforzo programmatico ed economico straordinario per trovare il personale necessario. Se mancano gli infermieri, queste nuove strutture resteranno scatole vuote».
Un monito pesante arriva anche dai delegati Carmine Sammartino e Giovanni Aspromonte: «Se l'ostruzionismo dei medici dovesse far fallire la nascita della nuova sanità territoriale, qualcuno dovrà risponderne nelle sedi opportune per il danno causato ai cittadini. È triste constatare che alcune sigle sindacali preferiscono tutelare solo il proprio orticello invece di guardare al benessere dell'intero sistema di cura».
Il monito finale
Il messaggio conclusivo, lanciato dal delegato Rsu Vincenzo Berna, suona come una riflessione amara ma realistica sul peso della professione infermieristica nel sistema salute: «Invitiamo tutti a fare un piccolo esercizio di immaginazione: si sono chiesti questi signori cosa succederebbe se un domani gli infermieri decidessero, tutti insieme, di incrociare le braccia? Senza infermieri, la sanità si ferma».
La Fials Salerno difende il bando Asl per gli infermieri: “Polemiche incomprensibili”

La Fials Salerno ritiene sinceramente incomprensibile la polemica sviluppatasi attorno all’avviso pubblicato dall’Asl Salerno per il reclutamento di infermieri destinati alle attività territoriali e domiciliari, polemica alimentata da alcune organizzazioni sindacali mediche della provincia di Salerno che hanno formalmente diffidato l’Azienda chiedendo il riesame immediato dell’intera procedura.
"Parliamo di percorsi organizzativi, regolamenti e riconoscimenti economici che riguardano esclusivamente la professione infermieristica e che trovano fondamento nella contrattazione nazionale, sulla contrattazione integrativa aziendale e negli atti programmatori già adottati dall’Asl", ha detto Carlo Lopopolo, segretario generale della Fials Salerno. "Per questo motivo continuiamo a non comprendere come possano essere considerate normali vere e proprie “invasioni di campo” rispetto a dinamiche che attengono esclusivamente all’organizzazione, alla valorizzazione professionale ed ai modelli assistenziali della professione infermieristica. Le organizzazioni sindacali del comparto sanità, nel rispetto delle diverse professionalità presenti nel Servizio Sanitario Nazionale, non hanno mai alimentato conflittualità né interferenze rispetto a regolamenti aziendali o regionali riguardanti istituti riferiti ad altre categorie professionali, comprese attività aggiuntive, Alpi, extramoenia o ulteriori forme organizzative e remunerative previste dalla normativa vigente. Riteniamo pertanto ingiustificato e privo di qualsiasi fondamento intervenire pubblicamente su scelte finalizzate esclusivamente a garantire assistenza territoriale, continuità delle cure e copertura di servizi che oggi soffrono una gravissima carenza di personale infermieristico".
Per la Fials salernitana serve una comunicazione chiara, responsabile e rispettosa dei ruoli, evitando polemiche inutili che rischiano solo di creare confusione e tensioni all’interno del sistema sanitario, in un momento in cui è invece fondamentale lavorare insieme per garantire servizi efficienti ai cittadini.
"Gli infermieri non chiedono privilegi, ma rispetto per il proprio lavoro, per le competenze esercitate quotidianamente, per le responsabilità assunte e per il ruolo centrale che la professione ricopre all’interno della sanità moderna e del nuovo modello territoriale previsto dalla legge", ha concluso Lopopolo. "La valorizzazione degli infermieri non rappresenta una minaccia per altre professioni sanitarie, ma una necessità imprescindibile per garantire la sopravvivenza stessa della sanità pubblica. È il momento di superare vecchie logiche corporative e riconoscere finalmente che nessuna professione sanitaria può pensare di decidere o intervenire sulle dinamiche organizzative ed economiche di un’altra categoria. Come Fials provinciale, dunque, ribadiamo con forza la necessità di tutelare la dignità professionale degli infermieri e di sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare il sistema sanitario pubblico, attraverso il riconoscimento concreto del valore e del contributo della professione infermieristica".
