Andreea Simionel vince il Premio Salerno Libro d'Europa
Andreea Simionel autrice di La ragazza d’aria (Rizzoli) vince il PREMIO SALERNO LIBRO D’EUROPA
Andreea Simionel autrice di La ragazza d’aria (Rizzoli) è la vincitrice del Premio Salerno Libro d’ Europa, un progetto – sostenuto da Bper banca – che Salerno Letteratura ha inteso portare avanti per sostenere i giovani scrittori. La protagonista del libro è Aryna, quindicenne rumena a Torino da due anni: si sente estranea a tutto. Il nome, la lingua, il corpo. Stringe sempre di più il controllo su se stessa e sul cibo, mentre famiglia e amici le sembrano lontani. Un romanzo toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’identità divisa tra due mondi e la possibilità di rinascere. “Spero che possa arrivare a toccare il cuore di tutti gli adolescenti che sono alla ricerca della propria identità – ha detto l’autrice nel corso della premiazione che si è tenuta nell’Atrio del Duomo – E’ una fase delicata della vita in cui non sappiamo chi siamo, ma è fondamentale per farci diventare persone. I ragazzi sono il cuore pulsante della letteratura, speriamo di riuscire sempre ad attirare la loro attenzione”.
IL PROGRAMMA
Si parte alle 10.30 al Bar Cuba Libre di piazza Matteotti con la Rassegna stampa. Partecipa Paolo Massari, autore di La vacanza degli intellettuali (Utet).
Alle 11 in Villa comunale LA PIÙ GRANDE SCUOLA DI SCRITTURA ALL’APERTO. Un esperimento di scrittura estemporanea, a partire dal tema del festival (“Il cuore desto avrà parole”), rivolto a chiunque voglia giocare con le emozioni e le parole. Una sessione collettiva, all’aperto, guidati da Paolo Di Paolo con ospiti a sorpresa del festival, per vivere un’emozione creativa sotto il cielo di Salerno. Aperto a tutti, gratuito, per ogni età.
Alle 11 all’Addolorata incontro con Gigi Spina, autore di Retorica quotidiana (Enrico Damiani Editore e associati). Conduce Stefano Amendola. La retorica è ovunque: la usiamo per convincere un amico a scegliere una pizzeria o per difendere un progetto al lavoro, la ascoltiamo nelle occasioni pubbliche commuovendoci o storcendo il naso. Eppure, dai tempi di Platone non gode di buona fama: ancora oggi l’oratore proclama «Lo dico senza retorica», compiendo una sottile operazione retorica – usare l’arte per nasconderla. Da quando, a metà del Novecento, è stata riproposta come teoria dell’argomentazione, la retorica è rientrata nelle scuole, permettendo ai giovani di comprenderla e praticarla. Questo libro attinge alla ratio di Quintiliano – aggiungere, sottrarre, spostare, sostituire – analizzando come ciascuna interagisca con la triade aristotelica per aiutarci a perfezionare la nostra retorica quotidiana.
Alle 12, nello stesso spazio, Anna Rotunno, autrice di Il migliore dei mondi impossibili. Pièces filosofiche (La Scuola di Pitagora). Conduce Francesco Vitale. Il migliore dei mondi impossibili unisce saggi critici sul teatro greco e tre opere teatrali inedite a carattere filosofico. Due di queste rielaborano tragedie di Sofocle – Antigone e Trachinie – in modo creativo e personale, ispirandosi a grandi autori come Leopardi e Borges; la terza è ambientata ai giorni nostri. Lo stile è riflessivo e pessimista, ma non privo di compassione, e si esprime attraverso il dialogo, con una forza poetica che rende Rotunno originale rispetto ad altri pensatori affini. La morte, vero tema centrale, è vista come elemento insieme distruttivo e salvifico, che attraversa l’intera opera come un canto sotterraneo e silenzioso.
Alle 16 al Museo virtuale della Scuola medica salernitana SCUOLA DI LETTURA / SECONDA GIORNATA. Con Roberto Ferrucci. Seconda giornata del percorso nella scrittura di uno dei maggiori autori italiani del secondo Novecento e dei nostri anni, Daniele Del Giudice (1949-2021). Lo scrittore Roberto Ferrucci, che gli è stato amico e gli ha dedicato il libro Il mondo che ha fatto (La Nave di Teseo), guiderà i partecipanti. Capire la scrittura di Del Giudice significa fare i conti con l’intensità della visione e con l’esattezza della forma breve, con le possibilità di una letteratura che diventa sfida conoscitiva.
Alle 18.30 all’Addolorata Roberto Esposito, autore di Il fascismo e noi (Einaudi). Conduce Gennaro Carillo. Il fascismo è stato prima di tutto una macchina pulsionale, capace di generare consenso attraverso una miscela di terrore e fascinazione, imposizione ed eccitazione. Funziona suddividendo la realtà in due parti contrapposte, immettendo l’una nell’altra dopo averle modificate entrambe. Questo spiega perché incorpori caratteri inconciliabili: rivoluzionari e reazionari, arcaici e innovativi, totalitari e anarchici. Questa la strategia: occupare tutte le posizioni per non lasciare spazio agli avversari. Comprendere l’immaginario fascista è essenziale per ristabilire un rapporto col passato e contrastare le pulsioni che possono indurci a riattivarlo.
Alla stessa ora a Spazio Matteotti discussione con i finalisti della call di narrativa breve «Eredità Cannibale». Con Flavia Fedele, e Valentina Mari, in collaborazione con Mokapimm. Oltre novanta autori hanno accettato l’invito di SalernoLetteratura e Mokapimm e hanno reso omaggio alla raccolta cult Gioventù Cannibale, dando vita a racconti sospesi tra il pulp e il grottesco, pur mantenendo uno stile unico. Insieme all’editor Flavia Fedele incontriamo i cinque scrittori selezionati. Richiedi la raccolta all’info point e unisciti al dibattito.
Alle 18.45 all’Arco catalano LABORATORIO DI DISEGNO, LETTURA E RILEGATURA. Con Francesco D’Amato e Celeste Napolitano. Vi hanno sicuramente già detto che il libro non si giudica dalla copertina, o che “abito non fa il monaco” ma cosa vuol dire davvero questa cosa? La nostra spiegazione è che se ci si focalizza sulle prime impressioni, e se si dà importanza solo alle differenze, o alle cose che dividono, ci si dimentica di quelle che uniscono. In questo laboratorio leggeremo “Fischietto” gentilmente concesso da Davide Calì e Biancoenero Edizioni, ne disegneremo la copertina e, grazie a Francesco D’Amato, pregiato editore oggi in veste di mastro libraio, munito di apposito torchio, rilegheremo i libri così abbigliati. Consigliato per età 8+, ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Alle 19 al Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana Sebastiano Martelli, curatore della riedizione di Un uomo provvisorio (Cosmo Iannone Editore) Conduce Alberto Granese La riedizione di Un uomo provvisorio (1934), che copre un vuoto di oltre quarant’anni, è anche l’occasione, attraverso il denso saggio di Sebastiano Martelli, per la riscoperta di un romanzo per lo più trascurato, una «autobiografia mentale» con una peculiare cifra metaletteraria. Viene ricostruita la formazione dello scrittore tra il Molise e Roma dove, dalla fine degli anni Venti, entra in contatto con alcuni protagonisti della cultura italiana e collabora intensamente a giornali e riviste. Vengono del pari approfonditi i posizionamenti nel dibattito letterario coevo, in particolare le elaborazioni teoriche e critiche di un nuovo realismo, e il rapporto con il fascismo, a proposito del quale gioca un ruolo fondamentale la prima formazione idealistica alimentata dalla lettura di De Sanctis, Croce e Gentile. Un uomo provvisorio, con opzione metanarrativa, mette in campo un confronto serrato con la cultura della crisi, con la narrativa del modernismo che al tempo della scrittura del romanzo mostrava di essere in fase di esaurimento. L’opera di Jovine, utilizzando anche la chiave allegorica e parodica nonché le tecniche del romanzo modernista, racconta le “peripezie” intellettuali ed esistenziali del protagonista Giulio Sabò, la sua “provvisorietà”, fino al ritorno nella terra natia che potrebbe costituire l’uscita di sicurezza da una condizione precaria.
Alle 19.30 al Diocesano arriva Rachel Kushner, autrice di Il lago della creazione (Einaudi) Conduce Gennaro Carillo «Sadie Smith» non è il vero nome della protagonista: è una giovane spia, ex agente FBI, infiltrata tra i Moulinard, anarchici stanziati in una comune agricola nel sudovest della Francia. Il gruppo si oppone a un gigantesco bacino idrico agroindustriale e si ispira a Bruno Lacombe, eccentrico pensatore postsituazionista ed ex sodale di Debord, ritirato nelle grotte della regione, da cui invia e-mail con una visione radicalmente anticapitalista. La missione di Sadie è dimostrare che i Moulinard compiono atti di sabotaggio, o provocarli. Cinica e spregiudicata, disprezza l’idealismo dei gauchiste, ma non riesce a restare indifferente al fascino di Lacombe, con cui condivide durezza e solitudine. Imparerà così a scrutare nel buio. Ispirato a vicende reali di infiltrazione poliziesca contro l’attivismo ecologista, l’ultimo romanzo di Rachel Kushner offre uno sguardo inedito sui conflitti del nostro tempo: algido, malinconico, struggente. Lo sguardo di una nemica. Forse il nostro.
Alle 19.30 all’Addolorata c’è Valeria Parrella, autrice di La ragazzina (Feltrinelli). Conduce Annalisa Guida. Una ragazzina che parla con Dio, indossa abiti maschili e guida un esercito. Giovanna d’Arco è tutto questo, e molto di più. Vergine, puttana, santa, pazza: gli uomini ne hanno dette tante su di lei, nel tentativo di ridurla, di farla piccola. Ma Giovanna è indomita, incontrollabile, praticamente irriducibile. Galoppa in testa alle sue truppe per liberare la Francia dagli inglesi, combatte con clemenza, prega, cerca giustizia. Prima di essere un’eroina, però, è una ragazzina che giocava con i fratelli, ascoltava storie e faceva sogni bellissimi. Valeria Parrella prende una delle figure storiche più incredibili e attuali di sempre e ne fa la protagonista di un grande romanzo civile: il coraggio di Giovanna è quello di ogni ragazzina che si mette di traverso per cambiare l’ordine delle cose.
Alla stessa ora a Spazio edicola di piazza Monsignor Bolognini incontro con Paolo Romano e Daniele Tabatabie. L’idea di dare vita all’assemblea costituente viene lanciata per la prima volta durante una riunione del consiglio dei ministri a Salerno, nel ʼ44, durante il semestre in cui Salerno fu Capitale d’Italia. Paolo Romano, storico appassionato e attento conoscitore della città, ci restituisce la memoria di quanto avvenne a Salerno tra l’8 settembre del ‘43, giorno dello sbarco alleato, e il luglio del ‘44, quando il Governo fece definitivamente ritorno a Roma, ormai liberata. Romano è autore di diversi libri dedicati alla storia di Salerno tra cui La storia di Salerno. Dalla preistoria ai giorni nostri (Typimedia) e Il castello di carta. Guida letteraria di Salerno e della sua provincia (Marlin). Tabatabie, designer eclettico e storico amatoriale, fa da contrappunto.
Alle 19.30 a Largo Pomona Stefano Valenti, autore di Come farfalla a luglio (Feltrinelli Gramma). Conduce Giulio Corrivetti. Nel luglio 2001, durante il G8 di Genova, nella caserma di Bolzaneto, giovani provenienti da tutta Italia e dall’Europa hanno subito violenze inimmaginabili. Il potere si è manifestato come un Leviatano che colpiva non solo i corpi, ma l’umanità stessa delle vittime. Con richiami a Thomas Bernhard e Walter Benjamin, Stefano Valenti torna in questo romanzo a quei giorni drammatici attraverso tre figure: il narratore-testimone, Francesco, il docente torturato che non reggerà al ritorno alla normalità e si suiciderà, e Carlo, la vittima. Uniti dalla militanza nel Milano Social Forum, sognavano un mondo più giusto. Valenti narra le torture con precisione priva di enfasi, quasi descrittiva — e per questo ancora più scioccante. Un libro su memoria, violenza e soccombenza.
Alle 20 all’Arco catalano LE 21 MADRI DELLA COSTITUZIONE performance teatrale a cura di Alice Melloni. Nell’80° anniversario del documento più importante della politica italiana, incontriamo in questa performance le 21 donne che fecero parte dell'Assemblea Costituente. Un evento storico lontano sì nel tempo ma ancora necessario e fondamentale. Chi erano? Quale fu il loro contributo? Che fine ha fatto la loro eredità? Si replica alle 21 e alle 22.
Stessa ora, Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana Enrica Lisciani-Petrini, autrice di Il suono incrinato (Mimesis). Conduce Pina De Luca. All’inizio del XX secolo si dissolve la visione armonica del mondo che aveva caratterizzato la cultura musicale fin dalle origini. Primo interprete della svolta è Debussy, che inaugura la rottura col sistema tonale; sulle sue orme si muovono Schönberg, Berg e Webern da un lato, Stravinskij e Ravel dall’altro, con esiti differenti ma complementari. Quale occulta motivazione si cela dietro l’esigenza di superare l’architettura espressiva del passato? Il suono incrinato, fortunato testo che oggi vede una nuova pubblicazione, analizza le esperienze musicali del primo Novecento, «luoghi esemplari» di una crisi riverberatasi sulla cultura e la sensibilità della nostra epoca.
Alle 20.30 al Diocesano lectio scenica di Eliana Liotta e Michela Matteoli, autrici di La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita (Sonzogno). Introduce Gennaro Carillo. In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano Le nostre menti si sono accese come stelle. Nessuno sa come siano emerse dai circuiti nervosi primitivi, ma possiamo coltivarle perché restino luminose. La giornalista Eliana Liotta e la neuroscienziata Michela Matteoli propongono una visione aggiornata: una mente incarnata nel cervello, in dialogo con il corpo e il microbiota intestinale. I dati scientifici rivelano carenze diffuse di omega-3 e vitamine B e D: cervelli malnutriti in una società opulenta, con effetti come ansia, stanchezza e disturbi del sonno. Ma la mente ha fame anche di sentimenti, bellezza e spiritualità, ed è creatrice di mondi nell’arte e nella musica. Pensieri ed emozioni ci modificano fisicamente. «Il nostro cervello muta mentre viviamo»: prendiamocene cura con stimoli, relazioni e sfide. Ci ripagherà per anni.
Alle 20.30 a largo Pomona Brian Evenson, autore di Canzone per disfarsi del mondo (Nottetempo). Conduce Corrado De Rosa. Un vagabondo si rifugia in una casa abbandonata ma stranamente in ordine. Un regista ricorre a misure estreme per ottenere il rumore di fondo perfetto. Uno psicoterapeuta appare di notte nella stanza di un paziente difficile. Un impiegato cambia città su città per sfuggire alla sensazione di essere osservato. Due sorelle fremono all’idea di festeggiare Halloween come gli altri bambini. E un paio di occhiali acquistati in un minimarket può rivelarsi tutt’altro che innocuo. Brian Evenson ci immerge in mondi di dubbi, illusioni e ossessioni, dove nessuna obiettività resiste alle distorsioni della mente umana. L’autoinganno giustifica i nostri impulsi più crudeli. Surrealismo, ontologia e terrore: racconti sconvolgenti e stranamente belli, una mappa pre-apocalittica dei nostri tempi tra paranoia e ansia.
Alle 20.30 all’Addolorata Lorenzo Marone, autore di Manuale pratico di smarrimento (Feltrinelli). Conduce Paolo Massari. Un breviario ironico e tenero che rivendica diritti non scritti: smarrirsi, non piacere, non scegliere, non evolvere, dimenticare. È un libro per chi inciampa ma resiste, per chi ha le idee confuse e le mani calde. Tra pesci incompresi e cavallucci marini meditativi, Marone ricorda che non tutto richiede direzione, né ogni dolore una lezione. Con leggerezza calviniana, l’autore accompagna nei territori dell'identità e dell'imperfezione. Niente mappe, né promesse: solo un piccolo rifugio per chi si sente un po' smagliato.
In contemporanea al Diocesano Tiziano Scarpa e Roberto Ferrucci su Daniele Del Giudice. Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La nave di Teseo, 2025), è un memoir narrativo che racconta l’amicizia fra l’autore e lo scrittore Daniele Del Giudice. Da quel libro Ferrucci e Tiziano Scarpa, hanno tratto una lettura scenica a tre voci, la loro e la voce di Daniele Del Giudice che, attraverso le conversazioni con Ferrucci, registrate dagli anni ottanta fino agli inizi del 2000 su audiocassette, racconta la sua visione della letteratura.
Si chiude alle 22.30 al Duomo con LEZIONE D’AMORE (CON PROUST). Lezione spettacolo con Paolo Di Paolo Evento in collaborazione con Robinson Repubblica Leggere un grande (e impervio?) classico alla luce del sentimento d’amore. Una lezione tra musica e parole ci porta nel maestoso romanzo di Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto. Si parla d’amore dall’inizio alla fine: Proust riesce a fissare ogni dettaglio, ogni sfumatura. Si ferma a ogni stazione di questo accidentato, tortuoso percorso che dà senso e slancio all’esistenza, che la alimenta e la carica di ombre, che ci accende e ci frustra, che ci eccita e ci deprime, ma ci tiene vivi.
Il programma aggiornato è consultabile sul sito di Salerno Letteratura.
