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FONDAZIONE PIO ALFERANO - CASTELLABATE - DAL 27 GIUGNO APRE THEATRUM MUNDI AL CASTELLO DELL'ABATE

ANTONELLA CAPPUCCIO | APPARIZIONI - il manifestarsi dell’immagine e dell’identità.
a cura di Fabio Canessa

FELIPE CARDEÑA | MIRABILIA - il sentimento della meraviglia e dello stupore.
a cura di Paolo Sciortino

TOMMASO OTTIERI | THEATRA - i luoghi della rappresentazione.
a cura di Alessandro Riva

LIVIO SCARPELLA | ARCHETIPI - le forme originarie che abitano la memoria collettiva.
a cura di Alessandro Riva

📅 · 📰 CulturaCastellabate

23062026 mostre pio alferano castellabate

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Anche quest'anno la Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito di Castellabate, presieduta da Santino Carta e con Vittorio Sgarbi alla direzione artistica, rinnova il proprio impegno nella promozione dell'arte contemporanea attraverso il Premio Pio Alferano e un articolato programma espositivo ospitato negli spazi del Castello dell'Abate.

Il programma espositivo apre la stagione culturale offrendo ai cittadini, ai visitatori e ai numerosi turisti che ogni anno scelgono Castellabate, annoverato tra i borghi più belli d'Italia, uno spazio di confronto con l’arte contemporanea, arricchito da incontri, presentazioni e appuntamenti culturali con ospiti di rilievo. L’intera manifestazione si svolge con il patrocinio del Comune di Castellabate.

Il Premio Pio Alferano culminerà sabato 19 settembre 2026 con la cerimonia di consegna del Premio Pio Alferano, riconoscimento che la Fondazione attribuisce ogni anno a personalità che si sono particolarmente distinte nei campi della cultura, dell’arte, dello spettacolo, della ricerca e dell’impegno civile. Nel corso degli anni il Premio è stato conferito a figure di primo piano del panorama nazionale e internazionale, contribuendo a consolidare il ruolo di Castellabate come luogo di incontro e dialogo tra esperienze e protagonisti della vita culturale contemporanea.

Oggi, con l’apertura di Theatrum Mundi - Il mondo come scena tra sogno, meraviglia e memoria, prende forma un percorso espositivo ispirato all’antica metafora che interpreta il mondo come un grande palcoscenico sul quale si svolge la rappresentazione della condizione umana. Attraverso identità e mistero, rappresentazione e meraviglia, mito e memoria, la rassegna indaga il rapporto tra realtà e visione, sogno e immaginazione, proponendo una riflessione sull’arte come strumento di conoscenza, racconto e trasformazione, capace di rivelare la realtà nella sua dimensione più simbolica, immaginifica e teatrale.

Il progetto Theatrum Mundi riunisce quattro mostre dedicate ad altrettanti artisti capaci di interpretare, attraverso linguaggi differenti, il tema della rappresentazione e della costruzione dell’immaginario. Le figure sospese tra teatro e pittura di Antonella Cappuccio, i grandi interni teatrali di Tommaso Ottieri, le sculture di Livio Scarpella, che rinnovano la memoria della tradizione classica, e l’universo visionario di Felipe Cardeña, popolato da santi, divinità, eroi, antieroi, animali simbolici, figure mitologiche e personaggi della cultura popolare, compongono un racconto corale nel quale ogni opera diventa parte di una scena più ampia. Un viaggio tra apparizioni, meraviglie, archetipi e luoghi della rappresentazione, dove arte e vita si riflettono continuamente, dando forma a un universo sospeso tra realtà e immaginazione.

Il percorso si apre con Antonella Cappuccio. Nata a Ischia, vive e lavora a Roma. Dopo un’importante esperienza come costumista per il cinema, il teatro e la televisione, si dedica interamente alla pittura, affermandosi come una delle voci più originali dell’arte contemporanea italiana. Le sue opere sono state esposte in prestigiose sedi museali e istituzionali, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, fino al Knights of Columbus Museum di New Haven. Con la rassegna APPARIZIONI la sua arte si rivela tra identità e mistero, tra figure sospese che emergono come apparizioni, evocando ciò che si cela dietro ogni volto. Tra teatro e cinema, i suoi costumi trasformano la scena in un luogo di immaginazione e poesia, dove arte, storia e racconto si fondono in un linguaggio raffinato e visionario.

Con Felipe Cardeña e la sua MIRABILIA, le forme della meraviglia prendono vita in un universo visionario e coloratissimo dove fiori, santi, eroi, simboli e animali immaginari si mescolano senza gerarchie, generando un'iconografia festosa, vitale e imprevedibile. Figure sacre, icone popolari e creature fantastiche convivono in un linguaggio festoso e sorprendente, sospeso tra realtà e immaginazione. Felipe Cardeña è uno dei progetti artistici più originali e riconoscibili della scena contemporanea internazionale. Nato in Spagna nel 1979, ha costruito un immaginario popolato da fiori, simboli, personaggi e figure fantastiche, in cui cultura pop, iconografia religiosa e sensibilità contemporanea si fondono in una continua esplosione di colore. Ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia ed esposto in importanti sedi museali e gallerie in Europa, America e Asia.

Particolarmente significativa, nel contesto della mostra di Castellabate, è la presenza dell'opera dedicata a San Costabile Gentilcore, realizzata appositamente per questa occasione. Figura centrale nella storia del borgo, il santo patrono viene reinterpretato attraverso il linguaggio di Cardeña e immerso nel suo universo coloratissimo di fiori, simboli e figure fantastiche. San Costabile entra così a far parte di quella grande costellazione di santi, eroi, divinità e personaggi mitici che popolano l'immaginario dell'artista, creando un ponte tra la tradizione locale e una dimensione simbolica capace di attraversare culture e geografie differenti.

Tommaso Ottieri presenta la personale THEATRA. I grandi teatri del mondo emergono dall'ombra come apparizioni luminose e diventano luoghi della memoria e dell’immaginazione, sospesi tra realtà e visione. Attraverso una pittura costruita sulla luce, l'artista trasforma palchi, platee, velluti e decorazioni in visioni sospese tra realtà e immaginazione. Il teatro diventa così una macchina della meraviglia, uno spazio della memoria e della rappresentazione, dove architettura, cultura ed emozione continuano a dialogare nel tempo. Nato a Napoli nel 1971, dove vive e lavora, Tommaso Ottieri si forma tra l’Università Federico II e la Robert Gordon School of Architecture di Aberdeen. La sua ricerca pittorica si concentra sugli edifici, sugli interni monumentali e sui paesaggi urbani. Le sue opere, caratterizzate da una forte intensità cromatica e luministica, sono state esposte in Italia e all’estero, in gallerie, musei e rassegne internazionali.

In questo Theatrum dell’arte fortemente simbolico, la mostra ARCHETIPI di Livio Scarpella chiude il cerchio intorno al mito. In questa parte del percorso espositivo memoria e sacralità si trasformano in immagini senza tempo, dove il classico rivive in forme contemporanee. Le sculture di Livio Scarpella nascono sul confine tra la tradizione classica e il presente: figure della contemporaneità vengono elevate a immagini archetipiche, sospese tra storia e invenzione, tra realtà quotidiana e dimensione simbolica. Volti incontrati nel mondo di oggi si trasformano così in figure senza tempo, nelle quali la memoria dell'antico continua a dialogare con le sensibilità, le identità e le inquietudini del nostro presente. Nato a Ghedi (Brescia) nel 1969, Livio Scarpella si è formato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Considerato tra i più originali scultori italiani contemporanei, sviluppa una ricerca che unisce raffinatezza tecnica e intensità simbolica. Le sue opere sono state esposte in importanti musei, gallerie e istituzioni italiane e internazionali. Dal 2018 realizza inoltre la preziosa scultura del Premio Pio Alferano, conferita ogni anno a personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo.

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