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Sessa Cilento, Festival e Rigenerazione dei Borghi: cultura, arte e nuove geografie per l’Italia interna

Dal 26 al 28 giugno il Comune ospita incontri performativi e forum dedicati al ruolo dei festival come strumenti di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi.

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23062026 sessa cilento san mango eventi performativi

Comunicato Stampa

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La rigenerazione dei borghi non è solo una questione di restauri e infrastrutture, ma un processo culturale fatto di narrazioni condivise, identità ritrovate e capacità collettiva di immaginare il futuro. Da questa consapevolezza nasce il percorso promosso da ItaliaFestival a Sessa Cilento, nell’ambito del progetto “Il Borgo dei Mulini”, finanziato dall’Unione Europea attraverso il PNRR – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”.

Dal 26 al 28 giugno, Sessa Cilento ospiterà un doppio appuntamento: da un lato quattro incontri performativi, in programma il 26 e 27 giugno, pensati per raccontare la rigenerazione attraverso linguaggi artistici come presentazioni, concerti e performance elettroniche; dall’altro il convegno conclusivo del ciclo di forum itineranti dedicati al ruolo dei festival come strumenti di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei territori interni.

Il convegno “Festival e Rigenerazione dei Borghi: nuove geografie culturali per l’Italia interna” metterà a fuoco modelli e pratiche capaci di generare valore attraverso cultura, innovazione, partecipazione e coesione, esplorando le esperienze di Nord, Sud e Centro Italia. Gli incontri performativi si terranno tra l’Aula consiliare di Sessa Cilento e l’Anfiteatro di San Mango, e saranno parte integrante di un percorso in cui la cultura diventa ponte tra memoria storica e prospettive future, tra identità locale e visioni globali. Un modo concreto per dimostrare che i borghi possono tornare a essere luoghi vivi, generativi, capaci di attrarre nuove energie e costruire futuro.

Tre forum, tre geografie

Il primo appuntamento è in programma sabato 27 giugno alle 10 ed è dedicato a “Cultura e impresa creativa nei territori marginali”, con focus su “Dalla fabbrica al festival: la cultura come nuova manifattura territoriale”. Il panel approfondirà le esperienze del Nord Italia in cui i festival hanno contribuito a reinterpretare spazi industriali dismessi, valorizzando le aree periferiche come luoghi di produzione culturale e innovazione sociale. Il case study scelto è Festival Oriente Occidente di Rovereto.

Nel pomeriggio, alle 16, il secondo forum sarà dedicato a “Innovazione sociale e nuove economie culturali”, con il titolo “Dal margine al centro: festival e rinascita dei borghi del Sud”. Il confronto sarà incentrato sul Mezzogiorno e sul modo in cui i festival abbiano saputo trasformare la marginalità in risorsa, attivando processi di innovazione sociale e sviluppo sostenibile. Il case study individuato è Time in Jazz di Berchidda.

Il programma si chiuderà domenica 28 giugno alle 10 con il terzo forum, dedicato al Centro Italia: “Comunità, paesaggio e identità culturale – Il festival come racconto del territorio: nuove narrazioni per i borghi del Centro”. Il case study è Appennino Festival di Piacenza.

Arte, suono e identità

Gli incontri performativi inizieranno venerdì 26 giugno alle 16.30 con la presentazione del libro Z GEN. Teorie e modelli di un racconto generazionale di Alfonso Amendola, occasione per riflettere su come le narrazioni delle nuove generazioni possano dialogare con i processi di rigenerazione dei borghi.

Alle 18.30, a San Mango, il concerto di Giuseppe Moffa con Lorenzo Mastrogiuseppe restituirà al pubblico il repertorio del cantautore molisano, musicista raffinato e due volte finalista alla Targa Tenco. Il viaggio sonoro sarà tra zampogna, jazz e blues, in un intreccio di tradizione popolare e contaminazioni d’autore.

La serata si chiuderà alle 21.30 con Rebirth, la performance elettronica di Simone Bosco, artista sonoro che trasforma i luoghi in strumenti musicali. Attraverso registrazioni ambientali e manipolazioni elettroniche, Bosco inviterà il pubblico a un atto di ascolto collettivo, in cui il paesaggio sonoro del Cilento diventa materia narrativa.

Sabato 27 giugno alle 21.30 chiuderà il percorso il duo Gnut e Alessandro D’Alessandro, in un incontro tra tradizione e nuovi linguaggi popolari. Alessandro D’Alessandro, maestro dell’organetto e ricercatore di sonorità popolari, e Gnut, cantautore napoletano dalla scrittura poetica e visionaria, porteranno in scena un dialogo tra Sud e Centro Italia, tra strumenti antichi e parole nuove. La musica diventerà così racconto collettivo, ponte tra generazioni e territori, energia viva capace di trasformare i luoghi e le persone che li abitano.

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.

Il progetto è realizzato da ItaliaFestival in collaborazione con il Comune di Sessa Cilento nell’ambito del Progetto locale di rigenerazione culturale e sociale, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, promosso dal Ministero della Cultura, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici” del PNRR M1C3.

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