Salerno, Giuseppe Marchesano (Filca-Cisl) e Mailina Cortazzi (Cisl): “Le aree interne del salernitano sono storia, comunità, patrimonio naturale e possibilità di sviluppo”! Domani, atteso incontro nella Certosa di Padula!
In vista dell’iniziativa promossa dalla Cisl Salerno sul Patto per le Aree Interne, il segretario generale della FILCA CISL Salerno, Giuseppe Marchesano Filca, richiama il ruolo decisivo delle grandi opere e del lavoro per costruire nuove opportunità.
Le grandi opere che attraversano questi territori devono diventare un'occasione concreta per contrastare lo spopolamento, offrendo ai giovani la possibilità di investire, creare opportunità e costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la propria terra"!
È fondamentale, però, per Marchesano che questa iniziativa non resti soltanto un tema da raccontare sulla carta stampata, ma si traduca in un vero patto tra istituzioni, comunità e territori. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile valorizzare le aree interne, superare il loro isolamento e garantire loro il ruolo centrale che meritano nello sviluppo della provincia di Salerno”!
Aree interne del Salernitano, la Cisl lancia la sfida per il rilancio: pronto il piano per un Patto Territoriale e contratti di comunità a tutela di sanità e lavoro.
Una mobilitazione di idee e proposte concrete che culminerà in un atteso momento di confronto, domani martedì 30 giugno a partire dalle 9. 00, presso la Certosa di San Lorenzo a Padula, concepito come un vero e proprio laboratorio per riscrivere il destino dei territori montani e rurali, contrastando lo spopolamento, l'invecchiamento della popolazione e la carenza cronica di opportunità per i più giovani.
Il primo panel della giornata è focalizzato su infrastrutture, logistica, sviluppo agroindustriale e forestale, coordinato dalle federazioni di categoria Fai, Filca e Fit Cisl. Un tavolo di altissimo profilo che vedrà confrontarsi l'assessore regionale al Lavoro e alla formazione, Angelica Saggese, il presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Parente, il vicepresidente di Confindustria Salerno, Dino Giordano, il presidente di Anav Campania, Simone Spinosa, il presidente di Ance Aies Salerno, Fabio Napoli, il presidente di Uncem Campania, Enzo Luciano, e la segretaria generale della Cisl Campania, Daniela Fumarola. Per evitare che le buone intenzioni restino sulla carta, il sindacato chiederà a questo parterre l'istituzione di una Cabina di regia permanente, una sede stabile di concertazione per monitorare le politiche di sviluppo.
«Le nostre aree interne possono e devono tornare a essere luoghi di opportunità, innovazione e occupazione stabile», dichiara Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl di Salerno. «Non possiamo più permetterci il lusso di assistere passivamente all'esodo dei giovani e delle donne o al progressivo declino di intere comunità. Serve una scelta politica chiara e coraggiosa da parte della Regione Campania e di tutti gli enti locali, che riconosca finalmente questi territori come una priorità strategica assoluta per il futuro dell'intera provincia e dell'intera regione».
Un capitolo altrettanto cruciale riguarderà la salute pubblica e il funzionamento della medicina di prossimità, sviscerato nel secondo gruppo di lavoro intitolato proprio alla sanità territoriale e al welfare di prossimità, curato da Cisl Medici, Fnp e Fp Cisl. Anche in questo caso il dibattito incrocerà le voci della politica, della sanità e della previdenza: accanto all'assessore regionale Angelica Saggese e al presidente della Provincia, Giuseppe Parente, interverranno infatti il vicepresidente vicario nazionale di FederSanità Anci, Gennaro Sosto, il direttore dell'Inps di Salerno, Giovanna Baldi, il prorettore vicario dell'Università degli Studi di Salerno, Pietro Campiglia, e il direttore dell'azienda speciale Sele Inclusione, Antonio Nuzzolo. Secondo la visione del sindacato, le risorse destinate alla sanità rischiano di tradursi in scatole vuote se le nuove strutture previste dal Pnrr non verranno dotate di personale. La Cisl proporrà a tutti i relatori la sottoscrizione di un Patto di Comunità per ogni singola Casa della Comunità, un accordo mirato a creare condizioni logistiche e lavorative favorevoli, capaci di attrarre e trattenere stabilmente medici e infermieri nelle zone più periferiche.
«La vera sfida non è edificare nuovi muri o inaugurare locali, ma far funzionare i servizi specialistici all'interno di quelle strutture», incalza Marilina Cortazzi"!

