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Roscigno – “Cilento Selvaggio”: basta disinformazione. Il Festival rilancia il territorio tra natura, cinofilia e gestione sostenibile della fauna

Dal 4 al 6 settembre a Roscigno Vecchia il festival patrocinato dal Parco Nazionale del Cilento punta a valorizzare aree interne, tradizioni rurali, selecontrollo e sviluppo locale.

📅 · 📰 CronacaCilento

12072026 foto gruppo cilento selvaggio

Comunicato Stampa

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Cilento Selvaggio non è un “festival contro il Parco” né un evento in contrasto con la normativa vigente. Al contrario, nasce nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio ambientale, culturale, rurale ed enogastronomico.

La manifestazione

La manifestazione, in programma dal 4 al 6 settembre 2026 a Roscigno Vecchia, è promossa dall’Associazione Selecontrollori Monte Pruno Ambiente & Vita, in collaborazione con Caccia Village. È opportuno evidenziare anche che l’evento è patrocinato dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, circostanza che testimonia il riconoscimento del valore istituzionale, divulgativo e territoriale della manifestazione.

Il ruolo del selecontrollo

L’associazione promotrice non nasce in contrapposizione al Parco, ma rappresenta una realtà strettamente legata alle attività di gestione faunistica svolte nel territorio dell’area protetta. Si tratta infatti di un’associazione di selecontrollori costituita sulla base di uno Statuto elaborato in collaborazione con il Parco Nazionale, ispirato ai principi di tutela ambientale, conservazione della biodiversità, gestione sostenibile della fauna e valorizzazione del patrimonio naturale e delle comunità locali.

È quindi del tutto infondata l’idea che il Festival rappresenti una contrapposizione ai valori dell’area protetta. Al contrario, esso si inserisce pienamente nelle attività di promozione del territorio e di diffusione della cultura della gestione sostenibile della fauna.

Norme e attività

All’interno del Parco Nazionale del Cilento il controllo della popolazione di cinghiale è consentito attraverso le attività di selecontrollo previste dalla normativa vigente e dai piani autorizzati dall’Ente Parco, quale strumento indispensabile per la tutela della biodiversità, la sicurezza pubblica, la prevenzione dei danni alle attività agricole e il mantenimento degli equilibri ecosistemici.

Per svolgere attività di selecontrollo degli ungulati non è sufficiente essere selecontrollori: la normativa prevede che gli operatori siano innanzitutto cacciatori regolarmente abilitati e che conseguano successivamente la specifica formazione e l’abilitazione al selecontrollo prevista dagli enti competenti. Il selecontrollo, pertanto, non rappresenta un’attività venatoria ordinaria, ma una funzione tecnica di gestione faunistica esercitata esclusivamente nell’ambito dei piani approvati e sotto il coordinamento delle autorità competenti.

Programma e obiettivi

Cilento Selvaggio è molto di più. Il Festival nasce per raccontare il Cilento attraverso un modello integrato che mette insieme ambiente, cultura venatoria, gestione faunistica, ricerca scientifica, cinofilia, turismo esperienziale, attività outdoor, tradizioni rurali ed eccellenze enogastronomiche.

Attraverso un programma articolato di convegni, esposizioni tematiche, dimostrazioni, prove cinofile, laboratori esperienziali e attività divulgative, la manifestazione intende favorire una conoscenza consapevole del territorio e delle sue risorse, promuovendo un modello di fruizione responsabile e sostenibile dell’ambiente.

Territorio e istituzioni

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione delle aree interne del Cilento grazie alla collaborazione istituzionale con il Comune di Roscigno, la Provincia di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e la Comunità Montana Alburni, oltre al contributo di importanti partner nazionali e territoriali.

Tra gli espositori sarà presente anche l’Ufficio Patrimonio Faunistico e Attività Venatorie della Regione Campania, con uno stand istituzionale dedicato alle attività regionali in materia di gestione faunistica, a testimonianza del carattere tecnico, divulgativo e istituzionale della manifestazione. Parteciperanno inoltre autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo scientifico, che contribuiranno ad approfondire i temi della gestione faunistica, della conservazione della biodiversità, della sostenibilità ambientale, della ricerca e dello sviluppo delle aree interne.

Filiera e sviluppo locale

Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 sarà la valorizzazione della filiera della carne di selvaggina, con particolare riferimento al cinghiale proveniente dalle attività di selecontrollo, attraverso incontri divulgativi, degustazioni e show cooking finalizzati a promuovere una corretta conoscenza delle opportunità economiche, ambientali e alimentari derivanti dalla gestione sostenibile della fauna selvatica.

In questo contesto, l’Associazione, in collaborazione con Valcarni Srl, ha avviato un percorso di valorizzazione della carne di cinghiale proveniente dalle attività di selecontrollo, realizzando prodotti identificati con il marchio “Cilento Selvaggio”. Il marchio è stato inoltre depositato per la registrazione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy come elemento distintivo di un progetto che punta a promuovere il territorio, le sue tradizioni e le sue eccellenze agroalimentari attraverso un’identità riconoscibile e condivisa.

Le parole del sindaco

«È facile parlare di tutela ambientale quando si vive in città e si osserva il Parco come un luogo da visitare. Molto più difficile è viverci, fare impresa, coltivare la terra, allevare animali, crescere una famiglia e fare i conti con una viabilità spesso inadeguata, servizi essenziali carenti e vincoli che, negli anni, hanno contribuito a frenare lo sviluppo e ad alimentare lo spopolamento», sono le parole del sindaco di Roscigno Pino Palmieri.

«L’evento “Cilento Selvaggio” – prosegue il primo cittadino di Roscigno - non rappresenta un inno alla caccia, ma valorizza il mondo rurale, la cinofilia, le tradizioni e affronta un tema concreto: la gestione della fauna selvatica attraverso il selecontrollo, previsto e disciplinato dalla legge. I cinghiali provocano ogni giorno danni ingenti alle aziende agricole, incidenti stradali e mettono in difficoltà chi vive e lavora in questi territori. Se da questa attività può nascere anche un minimo di economia locale, nel pieno rispetto delle norme e dell’ambiente, non c’è alcuna contraddizione con la missione del Parco. La vera contraddizione sarebbe pretendere di trasformare il Parco in un museo a cielo aperto, dimenticando le persone che lo abitano. La natura va tutelata, ma insieme alle comunità che da generazioni la custodiscono. Senza residenti, senza agricoltori, senza allevatori e senza giovani che scelgono di restare – conclude Palmieri - non ci sarà futuro né per il Parco né per il Cilento».

Cilento Selvaggio continuerà ad essere ciò per cui è nato: un progetto di promozione del Cilento, delle sue comunità, delle sue tradizioni e di una moderna cultura della gestione sostenibile della fauna e dell’ambiente, nella convinzione che tutela della natura, sviluppo sostenibile e valorizzazione delle aree interne possano e debbano procedere insieme.

Comunicato stampa “Cilento Selvaggio”

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