Gusto DiVino del TG5 visita l’Azienda Agricola PAPANONNO, laboratorio del progetto Ri.Vi.Parco
La visita, documentata nel video in basso, rappresenta un’importante occasione per far conoscere al grande pubblico un progetto scientifico, agricolo e culturale di straordinario valore, promosso dall’Ente Parco in collaborazione con il CREA – Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia di Turi.
Il progetto Ri.Vi.Parco
Il progetto Ri.Vi.Parco – Riscoperta e valorizzazione dei vitigni del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni va ben oltre la semplice ricerca agronomica: è una vera e propria operazione di recupero della memoria biologica e culturale del paesaggio rurale cilentano. Attraverso indagini sul territorio, analisi genetiche, caratterizzazioni ampelografiche e sperimentazioni enologiche, vengono riportate alla luce varietà antiche custodite nei vecchi vigneti e tramandate per secoli dalle comunità contadine.
La viticoltura è, infatti, parte integrante della storia del Cilento e ha contribuito nei secoli a modellarne il paesaggio, generando varietà perfettamente adattate alle caratteristiche ambientali locali. L’Ente Parco ha avviato questo percorso con l’obiettivo di conservare la biodiversità agricola e, nello stesso tempo, offrire ai produttori nuove opportunità di crescita attraverso vini originali, identitari e difficilmente riproducibili altrove: autentiche espressioni del “terroir Parco”.
Vitigni e custodi
Le attività di ricerca hanno consentito di individuare e studiare numerose varietà, alcune delle quali caratterizzate da profili genetici nuovi e non presenti nei cataloghi nazionali ed europei. Un risultato particolarmente significativo è stato raggiunto con il vitigno Santa Sofia, ufficialmente iscritto nel Registro Nazionale delle varietà di vite e riconosciuto come idoneo alla coltivazione nella provincia di Salerno.
Una fase centrale del progetto è oggi rappresentata dai “viticoltori custodi”, aziende e operatori locali ai quali sono state affidate gratuitamente le barbatelle innestate delle varietà recuperate, con l’obiettivo di realizzare nuovi campi di confronto, studiarne il comportamento agronomico e sperimentarne le potenzialità enologiche.
Tra questi importanti laboratori territoriali rientra l’Azienda Agricola PAPANONNO, che con il proprio lavoro contribuisce concretamente alla salvaguardia del patrimonio viticolo del Parco e alla costruzione di una nuova prospettiva produttiva per il territorio. Nel marzo 2026 sono state consegnate ai viticoltori custodi le barbatelle prodotte dai Vivai Cooperativi Rauscedo, dando avvio a nuovi campi-collezione destinati allo studio delle varietà e alla produzione sperimentale di vino nelle migliori condizioni di campo e di cantina.
Un riconoscimento importante
La presenza di “Gusto DiVino” del TG5 presso l’Azienda PAPANONNO costituisce, pertanto, un riconoscimento importante per il lavoro svolto dall’Ente Parco, dai ricercatori, dai tecnici e, soprattutto, dagli agricoltori che hanno scelto di diventare custodi di un patrimonio unico.
Il progetto Ri.Vi.Parco dimostra come la tutela della biodiversità possa trasformarsi in una concreta opportunità economica, culturale e turistica. Recuperare un antico vitigno significa non soltanto salvare una risorsa genetica, ma restituire valore al paesaggio, rafforzare l’identità delle comunità locali e creare nuovi prodotti capaci di raccontare il Cilento sui mercati nazionali e internazionali.
“Dai vitigni del passato, i vini del futuro” non è soltanto lo slogan del progetto, ma rappresenta la visione che guida l’impegno del Parco: custodire le radici del territorio e trasformarle in nuove opportunità per le imprese e per le future generazioni.
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni rinnova quindi il proprio ringraziamento a Gusto DiVino e al TG5, all’Azienda Agricola PAPANONNO, ai ricercatori del CREA, ai tecnici, ai viticoltori custodi e a tutti coloro che stanno contribuendo alla realizzazione di questo importante percorso di tutela e valorizzazione.
