Salerno, campagna “Io mi proteggo” per la sicurezza contro i drink alterati
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, in collaborazione con Crisalide in Rete A.P.S., Ordine dei Farmacisti della Provincia di Salerno e Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL Salerno, ha avviato nella serata del 16 luglio 2026 in via Ligea, nel cuore della movida salernitana, la campagna di sensibilizzazione “Io mi proteggo”. L’obiettivo è quello di prevenire i rischi legati ai drink alterati e promuovere una maggiore cultura della sicurezza e del consenso, con particolare attenzione ai contesti della vita notturna.
L’iniziativa ha previsto la distribuzione gratuita di braccialetti reattivi, dispositivi in grado di cambiare colore quando entrano in contatto con alcune sostanze alteranti presenti nelle bevande, offrendo così uno strumento semplice e immediato per aumentare la sicurezza personale nei locali e negli spazi della movida.
Nel corso dell’evento, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Salerno, Maggiore Antonio Corvino, ha sottolineato l’importanza della prevenzione. «Prevenire è meglio che curare. Quando ci si rende conto che il cocktail è alterato significa che potrebbe contenere sostanze stupefacenti. In questi casi la prima cosa da fare è contattare immediatamente il 112».
La dottoressa Roberta Bolettieri, dell’associazione Crisalide in Rete A.P.S., ha evidenziato come il progetto nasca dalla volontà di diffondere una cultura del rispetto e del consenso, con un’attenzione particolare ai più giovani. «Distribuiremo gratuitamente oltre mille braccialetti nei principali luoghi di aggregazione giovanile. Il nostro obiettivo è sensibilizzare e promuovere una maggiore consapevolezza sulla sicurezza personale».
A illustrare il funzionamento dei dispositivi è stata la farmacista Lidia Lambiase, spiegando che, oltre ai braccialetti, sono disponibili anche test monouso ancora più discreti. «Se la bevanda è contaminata, il test evidenzia una linguetta rossa, segnalando la possibile presenza di sostanze alteranti».
La dottoressa Antonietta Grandinetti ha infine ribadito il valore preventivo dell’iniziativa. «Il progetto è fondamentale perché permette di riconoscere sostanze che sono incolori, inodore e insapori, ma che possono provocare effetti estremamente gravi sulle vittime».
L’iniziativa proseguirà nelle prossime settimane in altri luoghi della movida e di aggregazione giovanile della provincia di Salerno, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione, promuovere la cultura del consenso e offrire strumenti concreti per contrastare episodi di violenza e abuso. Vuoi che per i prossimi testi inserisca anche un breve richiamo finale al ruolo educativo delle istituzioni, in una frase di chiusura standard?

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