CASTELLABATE_ “Una sera bussò alla porta. Napoli 1944” ha suscitato molte riflessioni
La comunicazione dei libri è essenziale, ma necessita non solo di autori che propongono temi affascinanti ma anche con la capacità di coinvolgere. Non dimentichiamo che necessitano anche lettori capaci di recepire, ma anche di andare oltre…..!
Ovvero di adoperare la comunicazione scritta anche come stimolo per capire ciò che la ha stimolata e quindi interagire con il proprio pensiero!
Sembrerà strano questo vocabolo “interagire”, invece è essenziale e poco capito che oltre a comprendere i concetti razionali espressi necessita che sia stimolato il pensiero e vada oltre le parole lette! Necessita recepire lo stile ed il carattere dell’autore e comprendere anche ciò che cela, che non è chiaramente scritto, ma trasmesso quasi in un occulto che trapela da diffuse, sintetiche affermazioni.
Tale testo ha molti semicelati spunti di riflessioni
Rivela come la sofferenza di sopravvissuti alle guerre, in particolare si cita del 1944, può essere stata maggiore e più lunga di quella dei morti. Cacciati i nemici tedeschi, gli alleati inglesi ed americani furono causa della diffusa prostituzione, esercitando anche tante violenze a donne, .Si diffuse anche il mercato nero in tanta povertà. Credo che questi comportamenti ci debbano far pensare !
Il testo evidenzia le problematiche di quell’anno, ma anche il carattere dei napoletani capaci di arrangiarsi, di solidarietà e di iniziative. La storia di due protagonisti. sposati divisi dalla guerra…..ma non solo, evidenzia anche quante volte non conosciamo in profondità il nostro essere e solo in un momento particolare comprendiamo l’importanza di ciò che era a noi occulto.
Solo alla fine del libro si svelerà quel mistero che condizionò scelte esistenziali.
Ringraziamo Ammamaria Severino che ha letto pubblicamente vari brani.
La lettura del libro mi ha ispirato la Mostra d’Arte Pittorica “Guerra ed Amore”.
Gli Artisti Maria Rosaria Verrone e Franco Vertullo hanno richiamato all’Amore, non solo quello di coppia, e alla guerra del Brigantaggio, da molti non definita “guerra” perchè intrapresa dal popolo, non dichiarata da uno Stato. Rita Lepore, intersecando Amore e Guerra, ha rappresentato l’atroce dolore di una madre che con il suo Amore non può salvare il piccolo figlio dalla guerra. Antonio Suriano ha innalzato al cielo la sua opera con la colomba della Pace dipinta su una base circolare quale Terra! Poesie di Amore di Mariacira Improta lette da Celia Dogga, e di Rossella Franciulli hanno concluso la serata culturale ed emotiva nel vecchio Castello Benedettino tra le mura ancora echeggianti la regola di San Benedetto: “ASCOLTA”.

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