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Pisciotta, nuova impresa per Carmine Montuori: al via la traversata di 35 chilometri fino ad Acciaroli

L’ingegnere ultra settantenne partirà nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto per il Gran Fondo Pisciotta-Acciaroli-Pisciotta. L’arrivo è previsto alle ore 15 alla spiaggia Acquabianca-Lido Tarallo.

📅 · 📰 SportCilento

06082026 traversata carmine montuori

Comunicato Stampa

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MARINA DI PISCIOTTA – Sabato 8 agosto, alle ore 24:00, si rinnoverà l’appuntamento con il Gran Fondo di Nuoto Pisciotta-Acciaroli-Pisciotta. Protagonista dell’impresa sarà Carmine Montuori, ingegnere ultra settantenne, pronto a cimentarsi in una traversata di 35 chilometri lungo la rotta che collega Marina di Pisciotta ad Acciaroli, affrontando un percorso particolarmente impegnativo, fatto di resistenza, preparazione e determinazione.

L’arrivo a Marina di Pisciotta è previsto per domenica 9 agosto, alle ore 15:00, presso la spiaggia Acquabianca-Lido Tarallo. La sicurezza dell’atleta sarà assicurata dalle imbarcazioni della Lega Navale Italiana di Pozzuoli, del Circolo Nautico Portosalvo e del Circolo Nautico di Marina di Pisciotta, che seguiranno da vicino la traversata, con il supporto del Gruppo Subacqueo Carabinieri di Napoli.

La Misericordia di Pisciotta e la Misericordia di Vallo della Lucania hanno predisposto un’équipe medica di assistenza per garantire la massima sicurezza e il necessario supporto a Carmine Montuori durante l’intera prova. L’evento è patrocinato dal Comune di Pisciotta.

Per Montuori, quella di sabato sarà un’altra sfida dopo un percorso fatto di lunghe traversate e allenamenti costanti. «La prima volta che ci provai fu da Palinuro, ero sul faro e guardavo quel tratto di mare fino a Pisciotta, sentivo una strana emozione immaginando di solcare a nuoto quelle acque trasparenti. Sembravano una distanza infinita quei 10 chilometri di mare, oggi li faccio come allenamento».

«Seguirono i due Gran Fondo da Acciaroli e il Gran Fondo da Camerota, c’era sempre qualche amico che si sacrificava a seguirmi in barca, e non so chi faticava di più, se io a nuotare o loro in barca con la ridotta sotto il sole», racconta l’atleta.

Tra i ricordi più intensi, quello della traversata Maratea-Acquafredda, lunga 52 chilometri e affrontata durante una notte di plenilunio, con dieci amici a bordo di tre barche, un medico e il navigatore solitario Pino Veneroso, impegnato a definire la rotta sull’ammiraglia.

«Mi è rimasta indelebile nella memoria la scia luminosa del braccio che entrava in acqua, circondato dal plancton luminescente e col riflesso della luna che illuminava d’argento le bolle d’aria trascinate dalla bracciata», prosegue Montuori.

Il nuotatore si interroga spesso sul motivo che lo spinge verso queste grandi imprese: «Perché tutto questo, perché i lunghi allenamenti in un mare a volte calmo, altre invece agitato dai venti di Maestrale. Certo è passione per lo sport, un amore ancestrale per il mare, e forse un cercare il limite alle proprie forze».

Ma, sottolinea, nessuna traversata sarebbe possibile senza la squadra che lo accompagna. «È sicuro però che da solo non ci riuscirei, è l’entusiasmo degli amici in barca, le poche parole scambiate durante i rifornimenti, la spinta a non mollare, come è successo l’anno scorso, quando il vento e le correnti fuori Pioppi facevano un muro impenetrabile e ogni bracciata era una lotta per guadagnare due centimetri».

Durante le ore in acqua, il pensiero alterna ricordi e controlli costanti. «I pensieri a volte vagano senza un filo logico, ma poi tornano puntuali per capire come stanno i muscoli, controllare la tecnica della bracciata, la respirazione, capire se puoi forzare il ritmo o devi rallentare, fai attenzione ai crampi, alle pulsazioni: è come un check-up continuo, non puoi permetterti errori».

Tra gli amici c’è anche chi scherza chiedendogli «Ma chi te lo fa fare…». Montuori ammette: «Me lo chiedo sempre pure io nei primi cento metri, e dico “questa è l’ultima!”. Poi prendo il ritmo e penso “vabbè, mo’ cercàmo ‘re arrivà, poi Dio ‘ce pènza…”».

La preparazione atletica parte già dal mese di novembre, tra palestra, running e canottaggio. In assenza di piscine, gli allenamenti in mare iniziano soltanto alla fine di maggio. Nell’ultimo mese, Montuori mantiene una media di due ore e mezza di nuoto ogni giorno, segue un’alimentazione controllata da Ramona Tancredi e affronta una lunga serie di esami medici.

A tutto questo si aggiunge una macchina organizzativa che coinvolge circa venti persone e gli amici che, anche quest’anno, saranno chiamati ad affrontare la loro personale maratona in barca accanto a Carmine Montuori.

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