Ascea: “Viaggio nelle Pagine” presenta il volume su Ramage e il Cilento del 1828
Il Cilento è una terra nella quale la memoria non appartiene soltanto al passato. Vive nei luoghi, nei borghi, nei paesaggi e nelle testimonianze che ancora oggi raccontano una storia capace di dialogare con il presente e di interrogare il futuro.
È questo il filo conduttore del nuovo appuntamento della rassegna “Viaggio nelle Pagine – Alla riscoperta del pensiero classico”, promossa dall’Associazione Culturale “Cenacolo Eleatico”, che rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e identitario del territorio.
L’appuntamento è fissato per venerdì 28 agosto 2026, alle ore 18, nella storica sede della Fondazione Alario per Elea Velia, a Marina di Ascea. Al centro dell’incontro sarà la presentazione del volume “ATTRAVERSO IL CILENTO – Il viaggio di C. T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828”, curato dallo storico Raffaele Riccio e pubblicato da Edizioni dell’Ippogrifo.
Nel 1828, alla vigilia dei moti liberali nel Regno delle Due Sicilie, il giovane erudito scozzese Craufurd Tait Ramage attraversò a piedi il Cilento, da Paestum fino a Sapri e Policastro. Il suo fu un viaggio di studio e di conoscenza: Ramage cercò le tracce della Magna Grecia e della civiltà romana, ma osservò con particolare attenzione anche le persone, le tradizioni e la vita quotidiana delle comunità incontrate lungo il percorso.
Il suo racconto restituisce un’immagine del Cilento lontana dai pregiudizi che spesso accompagnavano le descrizioni del Mezzogiorno da parte dei viaggiatori europei dell’epoca. Nelle taverne, nelle contrade e nei piccoli centri, Ramage scoprì soprattutto l’ospitalità della popolazione e la ricchezza dei valori della comunità cilentana. Il suo diario costituisce ancora oggi una preziosa testimonianza e permette di rileggere la storia del territorio attraverso lo sguardo attento e curioso di un viaggiatore straniero.
Dal viaggio di Ramage al “diritto a restare”
La rassegna non intende, tuttavia, limitarsi alla riscoperta del passato. Il viaggio di Ramage diventa anche lo spunto per una riflessione sul Cilento contemporaneo e sulle difficoltà che interessano molte delle sue comunità. Spopolamento, emigrazione giovanile, isolamento e progressiva riduzione dei servizi pongono una questione centrale: come creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano continuare a vivere e a costruire il proprio futuro nei luoghi d’origine?
È in questo contesto che si inserisce il tema del “diritto a restare”, inteso come possibilità concreta di vivere, lavorare e progettare il proprio futuro nei luoghi ai quali si appartiene. La tutela del patrimonio, la valorizzazione delle identità locali e la conoscenza della storia possono diventare strumenti per rafforzare il senso di appartenenza e trasformare la memoria in una risorsa per il futuro.
Gli ospiti e gli interventi
Alla serata sono stati invitati il professor Aurelio Tommasetti, l’archeologo Giorgio Mellucci e l’architetto Brancaccio Roberto, che avranno l’onore di assistere all’incontro e di condividere questo importante momento di approfondimento culturale. La loro presenza si inserisce nel percorso di conoscenza e valorizzazione del territorio, in un dialogo ideale con la dottoressa Mariagrazia Marino e il dottor Vittorio Ricci.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Marcello D’Aiuto, presidente della Fondazione Alario per Elea Velia, e di Stefano Sansone, sindaco di Ascea. Interverranno Mariagrazia Marino, storica dell’arte, Marina Cipriani, archeologa, Corrado Limongi, dirigente scolastico, Vincenzo Pepe, presidente di Fare Ambiente, e Salvatore Soprano, storico e scrittore. Le conclusioni saranno affidate a Raffaele Riccio, storico e curatore del volume.
Sarà dunque un viaggio attraverso il tempo e i luoghi: dalle pagine di Ramage ai borghi di Ascea, dalle testimonianze dell’antichità alle sfide del presente. Un percorso nel quale la memoria diventa consapevolezza e la cultura può trasformarsi in una prospettiva concreta per il futuro. Perché conoscere le proprie radici significa anche difendere la possibilità di continuare ad abitare, vivere e costruire nei propri luoghi. È questa, in fondo, la sfida del Cilento di domani: trasformare la memoria in futuro e il legame con la propria terra nel diritto a restare. Valentina Vicale

Ascea Marina - Casa Vacanze