Confesercenti sul turismo nel Cilento, Presidente Raffaele Esposito “Accogliere non significa accettare tutto”
Confesercenti Provinciale di Salerno interviene sul crescente malcontento espresso da numerosi operatori turistici e residenti del Cilento – fenomeno analogo a quanto accade in molte località italiane – riguardo a comportamenti irrispettosi, caos e scarsa educazione da parte di alcuni visitatori ripresa anche da numerose testate giornalistiche.
«L’accoglienza è un valore identitario del nostro territorio – dichiara il Presidente Raffaele Esposito – ma accogliere non significa essere necessariamente accondiscendenti. La cultura dell’ospitalità richiede reciprocità: chi arriva deve rispettare regole, luoghi, comunità e tradizioni».
Nonostante le lamentele siano ormai uno “sport nazionale”, il Cilento resta un territorio straordinario e universalmente apprezzato, una “UNESCO destination” che resiste alle critiche eccessive ed ingiustificate, capace di offrire bellezza, autenticità e qualità.
Ospitalità di qualità e cultura del “no”
L’ospitalità di qualità non si improvvisa: si costruisce attraverso scelte strategiche, visione condivisa e responsabilità degli operatori. L’accoglienza non è dimostrare tolleranza illimitata, Confesercenti sottolinea la necessità di una cultura del dire “no” quando comportamenti, atteggiamenti o pratiche turistiche risultano incompatibili con il rispetto del territorio e della comunità ospitante.
Essere accoglienti non significa accettare tutto: significa tutelare il territorio e chi lo vive, garantendo esperienze di valore a chi sceglie il Cilento con consapevolezza.
Puntare sul turista internazionale
Secondo Confesercenti, una strategia condivisa orientata ai flussi turistici dall’estero rappresenta una via maestra per consolidare un modello di turismo sostenibile e qualificato che possa in un certo senso diluire il senso di disagio quando alcuni comportamenti non siano consoni con la straordinarietà del territorio.
Il turista internazionale, mediamente più attento, programmato e consapevole, contribuisce a innalzare la qualità della domanda e a valorizzare le eccellenze locali. L’associazione richiama inoltre l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: molti operatori non risiedono nel Cilento e non hanno un legame diretto con la comunità.
Questo, in alcuni casi, si traduce in una minore attenzione verso la qualificazione dell’utenza, la cura dell’ospite e la tutela del territorio.
“Chi opera nel turismo deve essere parte attiva della comunità”
«Chi opera nel turismo – prosegue Esposito – deve essere parte attiva della comunità, non semplice gestore di un servizio. La qualità nasce dalla cura, dalla presenza e dalla responsabilità».
Nel corso degli anni prosegue il presidente Esposito si è affacciata anche una nuova “cultura” del fare turismo composta da persone che non vivono il territorio che hanno investito qui e che hanno soltanto la necessità di “riempire” le strutture alberghiere o extralberghiere senza nemmeno conoscere chi si va ad ospitare, nessuna stretta di mano, nessun benvenuto o arrivederci, nessuna connessione con l’ospite che arriva e pernotta nemmeno per un “consiglio” nella visita del territorio, ecco questo è un aspetto assolutamente deleterio per le comunità cilentane.
Un patto territoriale per il turismo di qualità
Confesercenti Provinciale Salerno ribadisce infine la necessità di un patto territoriale tra operatori, amministrazioni e comunità locali per promuovere un modello di turismo che metta al centro: accoglienza responsabile, tutela del territorio, qualità dell’esperienza, strategie per l’internazionalizzazione, cultura del rispetto reciproco.
«Il Cilento – conclude Esposito – è un patrimonio di valore assoluto. Per proteggerlo e valorizzarlo serve una visione chiara: accogliere chi rispetta, educare chi non conosce, dire no a ciò che danneggia. Solo così si costruisce un turismo di qualità, sostenibile e degno della storia di questa terra».

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