Cilento, nasce NISHUNO: la voce senza volto che trasforma il dialetto in musica folk elettronica
CILENTO – Nasce nel Cilento NISHUNO, una voce senza volto e un progetto di musica folk elettronica che affonda le proprie radici nella lingua, nella memoria e nelle storie della sua terra.
Il nome deriva dal termine dialettale “nisciuno”, che significa nessuno. Una parola semplice e quotidiana, appartenente alla parlata popolare, scelta perché racchiude l’essenza del progetto: dare voce alle persone comuni, alle comunità, ai piccoli paesi e alle tradizioni che continuano a vivere lontano dai riflettori.
NISHUNO non vuole essere il protagonista assoluto della scena, ma un tramite tra passato e presente, tra memoria e innovazione. Attraverso il dialetto cilentano, le sonorità mediterranee e gli arrangiamenti contemporanei, il progetto si presenta come una realtà completamente indipendente, senza etichetta e senza intermediari. Al centro restano soltanto la musica, il territorio e le persone che lo abitano.
Il nome richiama il Nessuno con cui Ulisse si presenta a Polifemo, simbolo di intelligenza, libertà e capacità di superare gli ostacoli. Richiama inoltre la riflessione di Pirandello in “Uno, nessuno e centomila”, dove ogni individuo è diverso agli occhi di chi lo osserva, e il concetto contemporaneo di trasformazione e rinascita.
Prima di tutto, però, NISHUNO resta una parola del Cilento: una parola antica che continua a parlare nel presente. La musica nasce dalla convinzione che le tradizioni non appartengano soltanto al passato, ma possano evolversi, incontrare linguaggi nuovi e parlare alle giovani generazioni senza perdere la propria anima. NISHUNO è la voce di una terra che continua a raccontarsi.
Un progetto tra musica e identità
NISHUNO nasce dal desiderio di valorizzare il dialetto cilentano, le storie, le emozioni e l’identità di un territorio straordinario, spesso rimasto ai margini dei grandi circuiti culturali. La musica racconta il mare, i piccoli paesi, la memoria collettiva, l’emigrazione, i legami familiari, l’amore, la resilienza e il senso di appartenenza che caratterizzano il Cilento, il Vallo di Diano e tutto il Sud Italia.
Dal punto di vista musicale, il progetto fonde gli elementi della tradizione popolare mediterranea con sonorità moderne ed elettroniche, creando un linguaggio accessibile sia a chi è cresciuto con queste tradizioni sia alle nuove generazioni.
Più che un semplice progetto musicale, NISHUNO vuole essere un contenitore culturale e un percorso di riscoperta identitaria, capace di valorizzare artigiani, artisti e saperi del territorio. Un invito a collaborare, condividere e restituire dignità e visibilità a chi contribuisce a rendere grande questa terra.
La maschera come manifesto visivo
La maschera di NISHUNO non nasce come un semplice elemento scenico, ma come il simbolo visivo di un’intera visione artistica. Così come il nome richiama il concetto di nessuno, la figura che la indossa rinuncia alla propria identità individuale per diventare voce collettiva di una comunità, delle sue storie e della sua memoria.
Realizzata con l’aspetto di un bronzo antico segnato dal tempo, la maschera richiama il patrimonio culturale del Mediterraneo. La sua forma essenziale evoca gli elmi della tradizione greca e richiama idealmente l’antica Elea-Velia, culla della filosofia e parte integrante dell’identità cilentana.
Non si tratta di una ricostruzione storica, ma di una reinterpretazione contemporanea: un oggetto sospeso tra archeologia e immaginazione, tra passato e futuro. Gli occhi rimangono visibili perché NISHUNO non vuole sottrarsi allo sguardo del pubblico, ma creare con esso una relazione autentica. La maschera protegge l’identità personale, lasciando però emergere l’umanità di chi racconta le storie.
Ai lati scendono fili di perline nei colori della terra, della pietra, della sabbia e del mare. Gli elementi richiamano le antiche decorazioni rituali mediterranee e rappresentano simbolicamente le molte voci del Cilento: pescatori, contadini, emigranti, madri, anziani, giovani, uomini e donne che nei secoli hanno costruito l’identità di questa terra. Ogni filo è una storia, ogni perla una memoria.
La collaborazione con Sara Cammarosano
La maschera e i gioielli indossati in scena sono opere di Sara Cammarosano, orafa e designer originaria del Cilento, conosciuta per il suo studio e la riproduzione artistica degli Ori di Roccagloriosa, preziosi reperti di epoca lucana custoditi nel Museo di Roccagloriosa.
Cammarosano ha plasmato il metallo utilizzando tecniche orafe millenarie, tra cui la cera persa, restituendo vita a oggetti rimasti sospesi nei secoli. Indossarli in scena non è quindi soltanto un gesto estetico, ma un vero atto culturale.
Il primo singolo: Cumma Tresa
Il primo singolo di NISHUNO si intitola “Cumma Tresa” e sarà pubblicato l’11 settembre 2026. Il brano è una canzone di denuncia e liberazione: racconta una donna che rompe le catene della violenza e ritrova sé stessa attraverso il ballo e la vita.
Il testo è scritto in dialetto cilentano, con un ritmo popolare e un arrangiamento elettronico contemporaneo. È disponibile un’anteprima esclusiva del lyric video, con embargo fissato all’11 settembre, all’indirizzo: https://youtu.be/Atv5mxGJAk8
A partire dalla stessa data, “Cumma Tresa” sarà disponibile su Spotify, Apple Music, YouTube Music e su tutte le principali piattaforme digitali.
Il testo del brano
Jammo.
Jammo muvitivi ca è ‘nguminciata la festa
Sonano e cantano ppe’ tutta la chiazza
Cumma Tresa scinni a ‘mbressa.
Ca ‘ngè zi ‘Ndonio ca t’aspetta,
Su vent’anni ca prumittiti
Ca nu ballo ‘ngiu faciti
E a ‘u suono ri tarantella
Vi sciogliti i capiddi ca mi pariti ‘na criatura
RIT: Zompa ra ccà e zompa ra llà
‘Na chiazza ‘ntera aviti fatto scetà
Zompa ra ccà e zompa ra llà
‘Na chiazza ‘ntera aviti fatto scetà
Zompa ra ccà e zompa ra llà
‘Na chiazza ‘ntera aviti fatto scetà
Zompa ra ccà e zompa ra llà
‘Na chiazza ‘ntera aviti fatto scetà
‘Na chiazza ‘ntera aviti fatto scetà
‘Na chiazza ‘ntera aviti fatto scetà
Cumma Tresa po’ torna a la casa
Addò l’aspetta ‘nguitato ‘u marito
Ca ccu’ la mazza ‘a facette ballà.
RIT: Zompa ra ccà e zompa ra llà…
E quanno la ggente ru paese la ‘ncontra e le rice
E pecché pecché vai zoppa ne Trè
Cumma Tresa risponne
È tutta culpa ru zompa ra ccà.
RIT: Zompa ra ccà e zompa ra llà…
Un passo
Un respiro profondo
Una musica nelle ossa
E il mondo lo sente
Sei viva
Di nuovo
Origine, la porta d’ingresso al progetto
“Origine” è il brano parlato con cui NISHUNO si è presentato per la prima volta al pubblico. Si tratta del testo del primo reel pubblicato sui social, pensato come porta d’ingresso al mondo artistico del progetto.
Cadono una ad una
le lettere del mio nome.
Resta la voce:
viene dai borghi,
dal mare che insiste,
dai silenzi che tengono vive le case.
È una voce che cambia forma
e porta con sé le storie di chi non viene ascoltato.
Dentro c’è un mito che protegge
e la libertà di mutare senza perdere le radici.
Se mi ascolti, non cercare un volto:
cerca la tua storia.
Ogni suono che arriva è un pezzo di te che ritorna.
E se chiedi chi sono,
io rispondo: NISHUNO.
YouTube: www.youtube.com/@nishuno
