Roscigno Vecchia, successo per la prima edizione di Cilento Selvaggio tra natura, cinofilia e sviluppo rurale
ROSCIGNO VECCHIA (SA) – Si è chiusa con un bilancio ampiamente positivo la prima edizione di “Cilento Selvaggio – Festival della Caccia, della Cinofilia, della Natura e delle Tradizioni”, svoltasi dal 4 al 6 settembre nella suggestiva cornice di Roscigno Vecchia, nel cuore delle aree interne del Cilento.
Tre giornate intense di incontri, approfondimenti, cinofilia, enogastronomia, dimostrazioni operative, esposizioni e momenti di aggregazione hanno richiamato nel borgo appassionati, operatori, rappresentanti delle istituzioni e visitatori provenienti da diverse regioni italiane.
Un risultato che premia mesi di lavoro e una fitta rete di collaborazioni, dimostrando come anche un piccolo borgo delle aree interne possa trasformarsi in un luogo di incontro e confronto su temi di rilevanza nazionale.
“Cilento Selvaggio” non è nato come una semplice fiera di settore, ma come un progetto capace di mettere in relazione mondi che spesso procedono separatamente: gestione faunistica, tutela della biodiversità, agricoltura, cinofilia, ricerca scientifica, sicurezza alimentare, turismo, enogastronomia e sviluppo rurale.
La manifestazione ha voluto evidenziare come una corretta gestione del patrimonio faunistico possa integrarsi con la tutela dell’ambiente e rappresentare, attraverso una filiera controllata e sostenibile, una concreta opportunità economica e occupazionale per le comunità delle aree interne.
Un progetto nato dal territorio
La riuscita dell’iniziativa è il frutto della visione dell’ideatore Francesco Palmieri, dell’impegno del Team Monte Pruno Ambiente e Vita – Selecontrollori Parco, del sostegno del sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, e della collaborazione con Andrea Castellani, patron di Caccia Village di Bastia Umbra.
Determinante anche il supporto della Banca Monte Pruno e della Fondazione Monte Pruno, insieme alla collaborazione della Pro Loco Roscigno Vecchia APS e di quanti hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione, tra cui Aleandro Frassinuti e il presidente dell’associazione cinofila Team Monte Pruno, Vitantonio Cobucci.
Una rete di sinergie che ha permesso di trasformare un progetto nato dal basso in un appuntamento capace di attirare attenzione ben oltre i confini del territorio cilentano.
I saluti del Ministro Lollobrigida
A confermare il rilievo assunto dalla manifestazione sono arrivati anche i saluti ufficiali del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che attraverso una lettera ha rivolto un caloroso saluto ai rappresentanti delle istituzioni, alle associazioni di categoria e a tutti i partecipanti.
Il Ministro ha ringraziato Francesco Palmieri, consigliere comunale di Roscigno e responsabile dell’organizzazione, per l’invito, oltre a tutti gli organizzatori per l’impegno profuso nella realizzazione dell’iniziativa.
Nella lettera, il Ministro ha evidenziato come la prima edizione rappresenti un importante momento di valorizzazione del mondo venatorio, della cinofilia e delle attività legate alla ruralità, capace di coniugare tradizione, cultura e sviluppo economico.
Lollobrigida ha inoltre sottolineato il legame tra attività venatoria e settore agricolo, con particolare riferimento alla tutela degli equilibri ambientali e al sostegno alle imprese agricole, soprattutto nelle aree interne. È stato richiamato anche il valore economico e occupazionale del comparto, insieme al suo ruolo nel presidio del territorio e nella salvaguardia degli ecosistemi.
Un riconoscimento significativo per “Cilento Selvaggio” e per il percorso intrapreso da un progetto nato in un piccolo Comune delle aree interne e capace, già alla sua prima edizione, di aprire un confronto di respiro nazionale.
Cinofilia, sicurezza e istituzioni
Per tutta la durata del Festival, Roscigno Vecchia è stata animata dagli stand degli espositori legati al mondo della caccia e della cinofilia, affiancati dalle presenze istituzionali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco.
Particolarmente significativa è stata la presenza dell’Arma dei Carabinieri, con la partecipazione del comandante della Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, cap. Veronica Pastori.
Tra i momenti più apprezzati della giornata conclusiva di domenica, la dimostrazione delle unità cinofile della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, svolta nel pomeriggio prima dell’apertura dell’area food.
L’iniziativa ha consentito al numeroso pubblico presente di conoscere più da vicino la preparazione, le capacità operative e il lavoro svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne dei Corpi dello Stato insieme ai loro cani.
Grande spazio è stato dedicato al Gran Raduno SIPS, che ha visto protagonisti centinaia di cani appartenenti alle razze da seguita, richiamando a Roscigno Vecchia allevatori, esperti e appassionati provenienti da diverse regioni d’Italia.
Il raduno non è stato soltanto un momento riservato agli appassionati, ma anche un’occasione per valorizzare la cultura cinofila, l’allevamento, la selezione e il rapporto storico tra uomo, cane e territorio rurale. La grande partecipazione ha confermato inoltre le potenzialità del turismo cinofilo come possibile strumento di attrazione per le aree interne, capace di generare presenze, economia e conoscenza del territorio.
Fauna, biodiversità e sviluppo rurale
Uno degli elementi qualificanti della prima edizione è stato il ricco programma di incontri e convegni dedicati al turismo cinofilo, alla gestione della fauna, alla biodiversità, alle aree interne, all’economia rurale, alla sicurezza alimentare e alle strategie di sviluppo territoriale.

Amministratori, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo scientifico, associazioni e operatori si sono confrontati su un modello nel quale la gestione faunistica non viene considerata un tema isolato, ma parte di una più ampia strategia di tutela e valorizzazione delle aree rurali.
I lavori si sono conclusi con un importante confronto istituzionale, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, ponendo le basi per una nuova fase programmatica e per la costruzione di ulteriori sinergie tra istituzioni e territorio.
Grande attenzione anche all’enogastronomia e alla valorizzazione della selvaggina. Particolarmente apprezzato lo show cooking dello chef stellato Cristian Torsiello insieme all’Agri Chef Giuseppe Croce, dedicato alla carne di cinghiale e alla possibilità di trasformare una risorsa derivante dalla gestione faunistica in un prodotto sicuro, tracciato e capace di raccontare il territorio attraverso la gastronomia.
Un tema centrale dell’intero progetto “Cilento Selvaggio”: gestione faunistica, tracciabilità, sicurezza alimentare, economia e promozione territoriale possono e devono procedere insieme.
La valorizzazione della carne di selvaggina può rappresentare un ulteriore tassello di una strategia più ampia, in grado di creare nuove opportunità per il territorio attraverso il coinvolgimento di agricoltura, ristorazione, turismo e filiere locali.

Un messaggio dalle aree interne
La prima edizione di “Cilento Selvaggio” lascia soprattutto un messaggio: le aree interne non devono essere considerate territori marginali, ma luoghi nei quali è possibile costruire innovazione a partire dall’identità, dalle tradizioni e dalle risorse locali.
Per tre giorni Roscigno Vecchia, borgo simbolo della storia e della resilienza delle comunità interne, è diventata un punto d’incontro tra istituzioni, ricerca, mondo rurale, cinofilia, associazionismo, imprese e cittadini.
La manifestazione ha dimostrato la possibilità di costruire una piena integrazione tra tutela ambientale, gestione faunistica, caccia consapevole, cinofilia, agricoltura, sicurezza alimentare, enogastronomia, turismo e sviluppo locale.
Un concetto che trova riscontro anche nel messaggio del Ministro Lollobrigida, che nella sua lettera ha evidenziato come eventi quali “Cilento Selvaggio” testimonino la vitalità del settore e contribuiscano alla promozione delle specificità territoriali. Il Ministro ha inoltre richiamato l’importanza della sinergia tra istituzioni, enti, associazioni e imprese per sostenere uno sviluppo equilibrato delle aree rurali.
La conclusione della tre giorni non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. L’obiettivo è consolidare quanto costruito, ampliare ulteriormente la rete delle collaborazioni e lavorare già da ora affinché la seconda edizione di “Cilento Selvaggio” possa essere ancora più ricca, partecipata e capace di portare nel cuore del Cilento esperienze, competenze e nuove opportunità.
Da Roscigno Vecchia è partita una sfida: dimostrare che anche dai piccoli borghi delle aree interne possono nascere grandi progetti capaci di parlare all’Italia intera.
