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Reddito pro-capite, Salerno sotto la media nazionale

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Il reddito medio dei salernitani è ancora sensibilmente inferiore alla media italiana (12.594 € pro capite contro i 17.650 della media nazionale).

Lo evidenziano i dati emersi dalla presentazione della XVII edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo dei beni durevoli in Campania e nel Centro-Sud Italia, tenutasi a Roma.

Nel quadro delle province campane, la nostra città si inserisce nella media regionale, pari a 12.303 euro: Caserta è la provincia con il livello di reddito più basso per abitante, con 11.005 euro pro capite, -2,2% rispetto allo scorso anno.

Situazione sostanzialmente omogenea tra Salerno (12.594 € come nel 2009), Napoli (12.521 € e +0,8%) e Benevento (12.202 € e +1,8%). In testa alla graduatoria sale Avellino, con 12.815 € per abitante e una crescita percentuale del 2,4% rispetto allo scorso anno.

Una delle voci principali di spesa per le famiglie campane è costituita dai mobili per la casa: nel 2010 Napoli ha fatto registrare in questo settore volumi complessivi pari a 585 milioni di € (+3,7%), seguita da Salerno con 206 milioni (+3,6%), Caserta 167 milioni (+3,7%), Avellino 84 milioni (+4,2%) e Benevento 57 milioni (+3,7%). Il dettaglio provinciale mostra come tutti i risultati di questo comparto in Campania siano superiori all’andamento medio nazionale (+3%).

Interessante notare come, secondo l’Osservatorio, in un contesto di precarietà le famiglie campane sono intenzionate a continuare ad acquistare, ma sono consapevoli che occorra farlo con maggiore prudenza e dopo essersi informate adeguatamente senza abbandonarsi alle emozioni. Le difficoltà economiche dell’ultimo periodo favoriscono l’emergere di nuove forme e iniziative di consumo quali la banca del tempo, il car pooling e i gruppi di acquisto solidali (GAS).

La necessità di ridurre gli sprechi e i costi hanno aumentato anche il ricorso all’usato, che ormai non è più gestito all’interno della famiglia ma si è allargato a conoscenti e amici. Anche in questo il web è stato determinante per facilitare lo scambio non solo di oggetti ma anche di case in luoghi di vacanza. In un contesto di precarietà le famiglie della Regione sono quindi intenzionate a continuare ad acquistare cercando modalità aggreganti che consentano di risparmiare pur non rinunciando alla qualità.

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