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Dipendenti Despar si aggrappano alla "clausola di manodopera"

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giovedì 24 febbraio 2011
CilentoNotizie su GNews

Si chiama "clausola di manodopera" il nuovo spiraglio al quale si appigliano i dipendenti della Despar Campania.

In pratica, una clausola, da inserire nei bandi per l'asta pubblica, che obbligherebbe di fatto il nuovo compratore dei supermercati Despar a mantenere invariati i livelli occupazionali.

Sembra questo uno dei pochi appigli rimasti ai dipendenti al termine degli ultimi giorni, in cui due diversi incontri hanno dato una nuova sterzata al confronto tra la curatela fallimentare e la "2C" per la gestione dei punti vendita.

Dopo l'incontro della scorsa settimana presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro, un nuovo doppio confronto si è tenuto infatti tra la giornata di ieri, quando i sindacati sono stati convocati dal Presidente del Tribunale Fallimentare di Salerno, Salvatore Russo, e quella di oggi, con un nuovo vertice nei locali dell'Ufficio del Lavoro.

Ieri il presidente Russo ha confermato in sostanza la revoca dei punti vendita finiti nelle mani della casertana "2C" degli imprenditori Caputo e Catone, annunciando anche l’intenzione di indire l’asta pubblica per i market. Dall'altro lato, i sindacati avevano invece chiesto lo slittamento delle procedure al termine della gestione degli imprenditori casertani, prevista per il prossimo 31 dicembre.

Una soluzione che avrebbe potuto comportare, come spiegato da Antonio De Michelo, responsabile Cisl per l'agro nocerino-sarnese, un “passaggio naturale” dei lavoratori da una società all’altra, senza necessità d attivare la procedura di mobilità. Una soluzione in grado di mantenere inalterati i livelli occupazionali, così come previsto anche dal segretario generale della Cigl, Franco Tavella.

Il mantenimento della gestione dei punti vendita da parte della “2C”, ha ancora ricordato il segretario Cgil, avrebbe tutelato non solo il lavoro dei 400 lavoratori già assunti, ma anche e soprattutto il successivo reintegro di altri 200 dipendenti, così come previsto dall’accordo firmato con l’ex patron di Cavamarket Antonio Della Monica lo scorso 27 maggio a Confindustria.

A questo punto, con la conferma della revoca, la "2C" potrebbe recedere dalle sue intenzioni, ed i punti vendita, con relativi dipendenti, rimarrebbero nelle mani del tribunale fallimentare. Per il momento, la gestione dei supermercati va avanti, anche se, in mancanza di un imprenditore, presto la merce a disposizione sugli scaffali sarà esaurita.

"Una situazione difficile", confermano i sindacati che, al di là della clausola di manodopera, speravano di riuscire ad ottenere qualche garanzia in più per i lavoratori. Sicuramente nei prossimi giorni potrebbero essere fissati nuovi incontri, ma l'asta pubblica per i market appare ormai la soluzione più probabile.

Giampiero Somma


Fonte: salernoinprima.it

 
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