Vallo della Lucania Teatro la Provvidenza “Mi dimetto da uomo”
di Maria Rosaria Verrone
M. Rosaria Verrone:
Artista, benvenuto al Teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania. Mi sono documentata e ho letto che lo spettacolo “Mi dimetto da Uomo” è una commedia provocatoria. Fa ridere, commuovere ma, soprattutto, riflettere. Vorrei sapere la scintilla che l’ha spinta a scrivere e a realizzare questa commedia.
Sergio Assisi:
La scintilla, in realtà, è un escamotage per raccontare un po’ la mia storia, la storia di un attore, la storia però di un uomo dove le due figure, ovviamente, diventano una. Raccontare un po’ quello che ho realizzato, passando attraverso i momenti importanti della mia esistenza, che mi fanno riflettere su quello che ho fatto e che c’è da fare ancora. Il titolo provocatorio “Mi dimetto da uomo”, in realtà, è molto semplice, basta guardarsi attorno, vedere quello che succede nel mondo e, sinceramente, ad un certo punto mi va di dire BASTA, non voglio più far parte di questa umanità, non voglio essere più uomo! In questo spettacolo, però, c’è poi la speranza. Sarà il pubblico, alla fine, a decidere se dovrò più o meno dimettermi da uomo. E’ un gioco perché alla fine ci perdoniamo tutti! Cosa fare per migliorare il mondo…dare il meglio di se stessi per quello che sai fare e basta! E’ uno spettacolo ironico, divertente, pungente. Una professoressa di filosofia, che io ringrazio, mi ha detto “C’è più in questo spettacolo che in tanti testi di filosofia, le tue potrebbero sembrare stupide battute ma… chi intende, intenda”. Questo spettacolo, però, non è per tutti”. Ed io ho risposto “E’ vero, spesso gli artisti cadono in una trappola che è quella di dare al pubblico quello che si aspetta da loro. C’è il comico che fa ridere e si va a vederlo perché fa determinate battute ed è giusto. Nel mio caso no, io penso che l’artista debba esprimersi indifferentemente da quello che vuole il pubblico. Se piace al pubblico bene, se no piace va bene lo stesso, d’altronde non si può piacere a tutti! Secondo me l’arte è questo, “Esprimersi liberamente a prescindere di quello che il pubblico vuole”.
Maria Rosaria Verrone:
L’umanità che vorrebbe Sergio Assisi?
Sergio Assisi:
L’umanità che vorrebbe Sergio Assisi è proprio questa parola, UMANITA’. Essere umani, restare umani che vuol dire non prendersi sul serio. Io dico sempre che da bambini giochiamo, poi da grandi anche se continuiamo a giocare, roviniamo tutto, purtroppo, perché aggiungiamo i soldi… oramai tutto gira intorno ai soldi. L’Umanità sarebbe riuscire a trovare la leggerezza che abbiamo perso!
Maria Rosaria Verrone:
In un contesto così difficile e, in un certo senso, “malato”, la Bellezza potrebbe ancora trionfare e, soprattutto, l’Arte avere un ruolo fondamentale?
Sergio Assisi:
L’Arte è la Bellezza. L’Arte è la ricerca continua della bellezza e credo sia una delle poche cose che servano all’essere umano per salvarsi ma, purtroppo, non l’ha capito ancora. Come tutti i corsi e ricorsi storici, l’essere umano scende e poi risale, scende e risale. Diceva Dostoevskij “La Bellezza salverà il mondo”, una frase che oggi viene utilizzata spessissimo, una frase che dice tantissimo. La Bellezza va intesa in tutte le forme, la bellezza dell’essere umano, quello che è bello in senso assoluto, la bellezza del bene!
Maria Rosaria Verrone:
Che cosa porteremo con noi, dopo aver visto questo spettacolo?
Sergio Assisi:
C’è gente che mi ha detto “Ma perché hai realizzato questo spettacolo, io non voglio pensare!”. Ed io “Non pensare, vai a vedere un altro spettacolo!” Oppure persone che mi hanno detto “Mi hai fatto commuovere!”. Altre persone “Sergio, dopo il tuo spettacolo, ho preso decisioni importanti per la mia vita!”…mi danno una sorta di responsabilità che non vorrei. Io parlo semplicemente del mio percorso!
Maria Rosaria Verrone:
Allora è veramente uno spettacolo particolare?
Sergio Assisi:
Particolare, inusuale, è una comicità che non è la solita, soprattutto per un pubblico che non è abituato. Io percepisco quello che succede. Nei primi venti minuti il pubblico si chiede “Io che cosa sto vedendo, che cos’è uno spettacolo comico, serio, posso ridere, devo stare zitto, devo partecipare?” Poi si apre. Questo spettacolo cambia molto da serata a serata, da pubblico a pubblico. Qualcuno mi ha detto “Ho visto lo spettacolo tre volte e ho visto tre spettacoli diversi”, ciò succede perché cambia il pubblico e, di conseguenza, cambia lo spettacolo.
Maria Rosaria Verrone:
Io so che viene spesso nel nostro Cilento. Che cosa ama di questa terra e, per fare anche della provocazione, trova qualche aspetto negativo?
Sergio Assisi:
Sto sempre qui! Potrei trovare del negativo?...Sono di Napoli! Ci sono, ovviamente, tutti limiti del Sud che, ahimè, non sono stati imposti da noi, la storia ha un po’ rovinato e un po’ distrutto il Sud. Non l’abbiamo rovinato con le nostre mani ma viene da molto lontano e quindi c’è sempre la nostra fatica per cercare di migliorarlo. Il Sud fa un passo avanti e due dietro. E’ così ma poi… bisogna vedere i posti e troviamo una bellezza estrema… l’invidia si fa sentire e porta discredito…dove non si può arrivare, come la volpe e l’uva… l’uva è il Sud con la sua bellezza!
Maria Rosaria Verrone:
La ringrazio per la sua squisita diponibilità, la saluto con la curiosità e il piacere di vedere lo spettacolo. La informo che, fra qualche giorno, sulla pagina Facebook “Teatro La Provvidenza Recensioni”, e online in Cilento Notizie, a cura della giornalista Marisa Russo, potrà leggere l’intervista ed un articolo a lei dedicato.
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