Vallo della Lucania Teatro la Provvidenza in “Il Padrone” Fabio Bussotti
Presentata al Teatro La Provvidenza a Vallo della Lucania, diretto da Don Mario Bamonte, la pièce teatrale “Il Padrone” sarà in scena a Roma al Teatro Quirino sino al 22 marzo.
Dal racconto “L’Ebreo” di Gianni Clementi, che richiama alle leggi fasciste contro gli Ebrei, costretti a intestare le loro proprietà, per non perderle, ad altri “fiduciari”, questo spettacolo sembra evidenziare altre denunce più attuali!
Il protagonista maschile, Fabio Bussotti, mi ha affascinato per la sua bravura nell’interpretare un uomo succube di una moglie autoritaria, immorale e perversa, interpretata da Nancy Brilli!
Il tono di voce variamente impostato e la sua gestualità ben evidenziano il sensibile personaggio costretto a perdere la propria identità. Vittima di una perversa dominatrice inesorabilmente subisce il plagio della forza distruttrice della donna dominante sino a diventare l’esecutore di omicidi da lei pilotati. Anche dei gesti semplici, ma simbolici, ripetitivi come il continuo stendere sul divano un panno, sembra non a caso rosso, prima di sedersi, con accortezza e precisione, una semplice ma fortunata idea del regista Pierluigi Iorio, egli li compie con dolce meticolosità, con significativa ritualità! Voler non sporcare con i suoi abiti quel divano, evidenzia la sua riservatezza, la sua estraneità a quell’habitat, dominato dalla moglie, che non sente suo.
Quel gesto della moglie di spegnere la televisione ogni qual volta egli la accende è un altro atto semplice ma molto comunicativo di una prepotenza. È una denuncia della assurda lotta agli ebrei del 1938 che costringe l’Ebreo, ci sembra non a caso non palesato, padrone di tanta proprietà, per salvarla ad intestarla ai protagonisti che, per non volerla poi restituire lo uccidono spietatamente.
Alla nostra visione attuale recepiamo questa pièce più fortemente, in un periodo di lotta al femminicidio, come un richiamo all’attenzione anche ad altri casi di uomini succubi di plagi perversi femminili! Maschio l’autore del testo Gianni Clementi, maschio il regista Iorio, maschio il protagonista Bussotti ben interpretato, non può non venire il dubbio che nella scelta, anche se inconsciamente, ci sia anche questa denuncia di morali e fisici Maschicidi!
Fabio Bussotti lo ricordo come attore non protagonista nello stupendo film di Liliana Cavani “Francesco” per cui ebbe il Nastro d’Argento nel 1989.
Che è stato allievo di Vittorio Gassman sembra comunicarlo ancora!
Umbro di Trevi, tale nome, derivante da triviun ovvero incrocio di tre strade, sembra rivelarsi un imput che ha reso Bussotti impegnato in tre direzioni, come attore di cinema, scrittore, attore di teatro, non resta che augurargli altri successi nelle tre “vie” scelte!
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