Salerno, servizi ambientali e raccolta differenziata: esperti e amministratori a confronto sulle sfide del futuro
Si è svolto nel Salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, a Salerno, il convegno dal titolo “Efficienza nei servizi di igiene urbana: quadro normativo e sfide per il futuro”, promosso dalla Fondazione Bardascino e organizzato da Global Academy, con il patrocinio della Provincia di Salerno, di AssoAmbiente e di Confindustria Salerno.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, amministratori locali, tecnici e operatori del settore sui temi legati alla gestione dei servizi ambientali, all’evoluzione normativa introdotta da ARERA e alle prospettive future per i Comuni italiani.
Al centro del dibattito la necessità di sviluppare modelli amministrativi più efficienti, sostenibili e capaci di coniugare innovazione tecnologica, qualità del servizio e sostenibilità economica.
Innovazione e monitoraggio: le nuove frontiere dell’igiene urbana
Secondo Cosimo Bardascino, presidente della Fondazione Bardascino e CEO di Sarim, il territorio salernitano si conferma tra i più virtuosi a livello nazionale per la raccolta differenziata.
«La provincia di Salerno è storicamente uno dei territori più avanzati nella raccolta differenziata e molti Comuni stanno introducendo innovazioni significative nei servizi ambientali – ha spiegato Bardascino –. Dalle isole ecologiche informatizzate ai cassonetti intelligenti, fino all’intelligenza artificiale applicata all’igiene urbana, oggi la tecnologia consente di migliorare efficienza, trasparenza e controllo del servizio».
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Parente, evidenziando come la vera sfida non riguardi esclusivamente l’innovazione tecnologica.
«Innovare significa soprattutto creare responsabilità e migliorare i comportamenti quotidiani. La sfida più importante resta quella culturale: costruire una maggiore consapevolezza ambientale tra i cittadini».
Annarita Bruno, amministratrice di Global Academy, ha invece sottolineato l’importanza della formazione continua in un settore caratterizzato da un quadro regolatorio in costante evoluzione.
I Comuni raccontano le esperienze virtuose
Ampio spazio è stato dedicato alle testimonianze dei sindaci che negli ultimi anni hanno sviluppato modelli innovativi nella gestione dei rifiuti.
Il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, ha ricordato il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata nel 2025, risultato ottenuto grazie a un sistema porta a porta attivo dal 2007 e a continui interventi di controllo e sensibilizzazione.
Anche il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, ha illustrato l’esperienza del Comune cilentano, capace di mantenere una raccolta differenziata superiore all’80% nonostante il forte incremento di presenze turistiche estive.
«Le isole ecologiche intelligenti introdotte nel territorio rappresentano oggi anche strumenti tecnologici utili per il monitoraggio meteorologico, soprattutto nelle aree portuali», ha spiegato Pisani.
Per Martino D’Onofrio, sindaco di Montecorvino Rovella, l’innovazione può funzionare solo attraverso una stretta collaborazione tra enti e territori.
Il sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara, ha invece evidenziato come le politiche ambientali abbiano permesso al Comune di ottenere riconoscimenti importanti, tra cui il Premio Riciclone di Legambiente.
Domenico Volpe, sindaco di Bellizzi, ha infine richiamato la necessità di rivedere alcuni aspetti della normativa regionale, puntando su nuovi modelli di investimento e gestione della filiera ambientale.
Approfondimenti tecnici su ARERA e prospettive future
La parte conclusiva del convegno è stata dedicata agli aspetti tecnici e normativi, con interventi focalizzati sull’evoluzione del sistema regolatorio ARERA e sulle prospettive future del settore ambientale.
Tra i relatori anche Chiara Cecchetti di AssoAmbiente, Lina Piccolo di Confindustria Salerno, Giovanni Coscia presidente EDA Salerno, Vincenzo Bennet amministratore unico di Salerno Pulita, oltre ai contributi tecnici di Francesco Causo, Francesca Ciancimino e Giuseppe Arcieri.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: il futuro dei servizi ambientali passerà certamente attraverso tecnologia e innovazione, ma il cambiamento più profondo dovrà essere culturale, coinvolgendo cittadini, istituzioni e imprese in un percorso comune verso modelli sempre più sostenibili.
