A Pasqua “Salva un agnello”
L’associazione internazionale Animal Equality ([email protected]), attraverso i suoi attivisti, ha scattato sotto copertura diverse ore di filmati e 100 immagini negli allevamenti di ovini e nei macelli in diversi parti d'Italia, documentando la violenza fisica e psicologica verso gli agnelli.
Ogni anno in Italia vengono uccisi 4 milioni di agnelli di cui 800.000 muoiono proprio nella settimana di Pasqua.
Nell’articolo di T. Mastroiaco su Il Cambiamento (25 marzo 2013) si riporta un video che non riproduciamo (ma è visibili su l’articolo citato) “per vergogna e per pudore”, tanto le immagini così cruente sollevano orrore e sofferenza a chi le guarda.
“L'agnello è un cucciolo - dice l’etologo Marchesini - e come tutti i cuccioli ha bisogno di avere accanto una mamma che si prende cura di lui e lo tiene in una condizione di serenità. In una folla di agnelli stipati in uno spazio angusto non c'è solo l'orrore per la mancanza dei requisiti minimi di benessere” . E ancora: ” Dobbiamo immaginare una folla di bambini, al di sotto dei due anni, che disperatamente cercano la mamma e piangono senza conforto e ininterrottamente, giacché la loro paura è aumentata dal pianto degli altri cuccioli, dalle urla degli uomini, dalle caratteristiche dell'ambiente, dall'odore della sofferenza e del sangue. Poiché gli agnelli hanno un sistema emotivo molto sensibile e sono più portati a spaventarsi rispetto agli umani, possiamo affermare che provano più paura dei bambini".
L'unico modo per fermare questa strage, che si compie ogni anno e non solo a Pasqua, è sottoscrivere il nostro impegno in diversi modi: festeggiare la Pasqua senza agnello, chiedere ai supermercati di non vendere agnello, non consumare prodotti di origine animale.
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