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Km 85,3 DELLA SS 18: ESSERI UMANI TRA AMIANTO, RIFIUTI E DIOSSINA

📅 · 📰 AmbienteSalerno

15052015 art abbate 01

foto del giornalista Paolo Abbatedi Paolo Abbate
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Nel comune di Eboli esistono ancora dopo anni di abbandono capannoni ex Cirio ricoperti di amianto dove abitano esseri umani ignari del pericolo in cui vivono. Quando però cerchi di farlo capire alzano le spalle.

Già nel 2006 insieme alla Lipu denunciammo la presenza di numerose famiglie di rom e lavoratori stagionali che vivevano sotto i capannoni ricoperti di amianto e tra lo stesso materiale frantumato a terra. Il cancello allora fu chiuso e impedito l’ingresso. Sono ritornato dopo dieci anni sul luogo, constatando che la situazione è tornata come prima. Rifiuti vari tra cui ossa di grossi bovini, ma soprattutto plastica ( teloni e bottiglie) a cui si dà fuoco per liberarsene, e numerosi cumuli di amianto sbriciolato caduto dai tetti in rovina.

foto art abbate

foto art abbate

Decine di poveri cristiani (musulmani in questo caso, ma è la medesima cosa) vivono in capanne ricavate con teli di plastica e lastre di eternit, respirando ogni giorno, senza rendersene conto, fibre di amianto e diossina sprigionata dai roghi. Lavoratori stagionali della piana del Sele, sicuramente sfruttati, tornano a sera e fuggono quando mi vedono arrivare, e mi gridano se scatto delle foto. L’acqua per bere la comprano in bottiglie e per lavare usano un tubo spuntato da chissà dove. Rifiuti ammassati dovunque dove razzolano cani randagi e scheletrici che abbaiano però avvisando chi entra dal buco ricavato nel muro di cinta.

foto art abbate

Siamo andati subito al comune di Eboli per parlare con l’ufficio ambiente. L’unica risposta avuta è stata quella che stanno da tempo interessando il curatore fallimentare. Chiesto quindi dello stato disastroso delle persone che vi abitano, mi indirizzano all’ufficio Sevizi sociali, naturalmente chiuso. Mi reco quindi dal commissario prefettizio, dottoressa Filippi , purtroppo partita per Roma, ma fortunatamente c’è la segretaria, dottoressa Falcone, che mostra subito interesse alla cosa , invitandomi a mandare subito l’articolo con foto al commissario. Mi informano anche che esiste una associazione di volontari, l’Altraitalia, che assistono gratuitamente recandosi con il camper sulle zone di maggiore concentrazione: ma del caso capannone non sapevano l’esistenza.

foto art abbate

Le immagine scattate sono poche perché come accennato mi impedivano di riprendere questo girone dantesco che mi ricorda tanto “Uomini e topi” di Steinbek e “Cristo si è fermato ad Eboli”: siamo infatti a 10 chilometri a sud di Eboli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicazione di Paolo Abbate - Contenuto originale

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